Riflessioni sulla 2a giornata: sempre la solita Juve, genovesi in spolvero, milanesi rimandate a settembre

Massimiliano Allegri (aka Il Conte Max)
Massimiliano Allegri (aka Il Conte Max)

LA SOLITA JUVE – Dopo i primi 180 miniuti di campionato, l’impressione è fondamentalmente la stessa con cui ci siamo lasciati l’anno scorso: la Juve ha una marcia in più di tutte le altre e potrebbe davvero centrare quel sesto titolo conseutivo mai riuscito a nessuno in Italia. I bianconeri sono a punteggio pieno ma ovviamente non è questo a stupire; cio che colpisce è piuttosto l’avere ottenuto il massimo risultato col minimo sforzo, peraltro senza neanche schierare sempre le prime scelte. Non c’è più Pogba? C’è Khedira. Higuain è ingrassato? Beh, poco male, segna comunque… Così i ragazzi di Allegri si sono sbarazzati prima della Fiorentina e poi della Lazio, cioè due avversari non proprio abbordabili. Meglio di così era difficile iniziare.

Juventus' Sami Khedira jubilates after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match SS Lazio vs Juventus FC at Olimpico stadium in Rome, Italy, 27 August 2016. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

PICCOLE E GRANDI SQUADRE, PICCOLI E GRANDI ITALIANI – A fianco alla Juve ci sono il Genoa e la Sampdoria e fino a poco fa il Sassuolo (vedi il 3-0 a tavolino dato oggi al Pescara). Anche se dopo due sole giornate, le genovesi rappresentano delle piacevoli sorprese; assai meno gli emiliani, come dimostra la brillante stagione passata e l’altrettanto brillante qualificazione per la fase a gironi dell’Europa League. Ad unire Genoa e Sassuolo c’è poi il grande spolvero dei rispettivi attaccanti, per nostra fortuna entrambi italiani: Berardi e Pavoletti. Il neroverde è addirittura a sette gol in sei partite ufficiali questa stagione, il rossoblu sente profumo di nazionale con una splendida doppietta. A far loro compagnia ricordiamo Belotti; il Gallo sbaglia il secondo rigore di fila ma il suo Toro si lascia alle spalle i rimpianti di San Siro con una “manita” al malcapitato Bologna. Molti dicono che la Nazionale di oggi è la meno talentuosa degli ultimi decenni; sarà anche così ma forse qualche giovane in gamba ce l’abbiamo ancora, con tanti auguri a Ventura.

Torino's forward Andrea Belotti celebrates after scoring the first goal of the Italian Serie A soccer match between Torino and Bologna at Olimpico Stadium in Turin, 28 November 2015. ANSA/ ANDREA DI MARCO

LE MILANESI? RIMANDATE A SETTEMBRE – Le perplessità di avvio stagione valgono ovviamente più per l’Inter che per il Milan. I rossoneri non partivano certo coi favori del pronostico di un grande campionato, ma hanno comunque vinto la prima con il Toro per poi cedere con onore al San Paolo. Montella deve lavorare ancora molto, è vero, ma si intravede un gioco e anche un po’ di carattere. Diverso invece il caso dell’Inter: brutta assai la sconfitta col Chievo, deludente il pareggio con il Palermo, e sono già cinque punti dalla Juve capolista. De Boer chiede pazienza e negli ultimi giorni sono arrivati anche acquisti importanti; difficile però per i tifosi stare tranquilli…sospendiamo il giudizio.

Inter Frank de Boer

NAPOLI E ROMA SONO DAVVERO COMPETITIVE? – Si sa, Napoli e Roma erano le più forti dopo la Juve l’anno scorso e sembrano anche quest’anno. Nessuna delle due, però, ha iniziato come doveva. I partenopei hanno prima strappato un sudato pareggio a Pescara per poi sudare altrettanto con il Milan nonostante la vittoria e i quattro gol.

Napoli Genoa

La Roma è partita alla grande con l’Udinese per poi naufragare in Champions con il Porto e farsi riprendere domenica a Cagliari. Nessuna delle due sembra avere quello che ha la Juve: né la continuità né l’ampiezza della scelta né l’affiatamento…chi vivrà vedrà.

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