A tutta B (seconda parte): il buon (Bene)vento che spira sulla B, la Ros(in)a spinosa per gli esordi dello Spezia, la situazione panchine e B ready per la 2^

QUAL BUON (BENE)VENTO – Delle 7 nuove squadre, 3 retrocesse dalla A e 4 promosse dalla Lega Pro, che entrano a far parte della Serie B di quest’anno, una è all’esordio assoluto, ovvero il Benevento. La squadra giallorossa, infatti, nella sua quasi ottantennale storia, non aveva mai calcato i campi della serie cadetta, pur essendo riuscita a conquistare la promozione dalla terza serie ben 87 anni fa. Nata come Associazione Calcio Benevento nel 1929, infatti, la compagine campana, dopo alcuni anni spesi nelle categorie più basse, raggiunge la serie C già nel 1934 e, dopo buone prestazioni in questa serie e la pausa bellica, alla ripresa dei campionati, nel 45/46 arriva a vincere il neonato campionato di C. Ma, per motivi finanziari è costretta a rinunciare al salto di categoria, tornando a disputare buoni campionati in terza serie. Questo va avanti fino ai primi anni ’50, quando, ad una doppia retrocessione fino in Promozione, fa seguito il fallimento. A questo punto le sorti sportive della città passano nelle mani di un’altra società dilettantistica cittadina, la Associazione Calcio Sanvito Benevento che riparte dalla I Divisione Campana e arriva, nel ’60 alla Serie C. Da qui si dipana una lunga storia di cadute e risalite tra la C e le serie inferiori, tra fusioni con altre realtà cittadine, cambi di denominazione e altri due fallimenti, l’ultimo dei quali nel 2005, da cui nasce la società attuale, il Benevento Calcio, che riparte dalla C2. Nel 2007 è già in Lega Pro Prima Divisione dove resta, pur partecipando per 5 volte ai play off promozione, fino alla scorsa stagione quando, finalmente, vince il suo girone di Lega Pro, accedendo direttamente alla Serie B. Stavolta la partecipazione alla categoria è confermata e, così, sabato si è avuto l’esordio ufficiale, peraltro proprio nel “derby” con l’altra neopromossa Spal. E modo migliore di esordire non poteva esistere se non bagnandolo con una bella vittoria, grazie ai gol di Ciciretti, che, come già detto, ha messo a segno, su rigore, il primo gol della storia giallorossa in serie cadetta, e del giovane Puscas. Ovviamente i campani mirano a ben figurare in B, come da tradizione (a parte Como retrocesso e Salernitana salva solo ai play off la scorsa stagione) di questi ultimi anni per le neopromosse. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, le premesse sono già state poste.

Image and video hosting by TinyPic

PER LO SPEZIA, ALLA PRIMA, NON C’E’ ROS(IN)A SENZA SPINE – Non c’è che dire: incontrare Rosina alla prima giornata per gli aquilotti non è mai un piacere. Il 33enne calciatore cosentino calca i campi di calcio da ormai tanti anni, più precisamente dal 2002 quando, dopo le giovanili nella città ducale, esordì subito in serie A con il Parma. Da lì è cominciata una lunga carriera da predestinato che l’ha portato in giro per l’Italia e l’Europa senza mai, però, far sbocciare fino in fondo un talento che sembrava potergli aprire le porte del Grande Calcio e che, invece, gli ha concesso solo di sfiorare. Il trampolino sembrava essere rappresentato dall’approdo al Torino nel 2005, con la squadra ancora in B: la guida dei granata fino al ritorno in A, il soprannome di Rosinaldo, i gradi di Capitano, l’interessamento delle grandi squadre sembravano promettergli un grande avvenire. Invece, dopo l’approdo allo Zenit è cominciata la fase calante della carriera dello scarsicrinito giocatore, che ha conosciuto la militanza solo in squadre di provincia, da seconda parte della classifica di A o di B: Cesena, Siena, Catania. Dopo lo scandalo che ha travolto la società siciliana, decretandone la retrocessione in Lega Pro,  la scorsa stagione si è accasato al Bari. E qui, alla prima giornata dello scorso campionato, ha incrociato la sua strada con quella dello Spezia, in un match pirotecnico chiusosi sul 4-3 per i padroni di casa baresi. Rosina non era in campo, perché appena giunto da Catania. Lo è stato, invece, regolarmente, nella prima giornata di questo torneo, con la sua nuova squadra, la Salernitana, pure con i gradi di Capitano. E il destino lo ha posto di nuovo di fronte ai liguri, stavolta al Picco. E gli aquilotti hanno visto nuovamente i sorci verdi, visto che proprio lo stesso giocatore ha segnato, seppur grazie ad una fortuita deviazione, il gol del vantaggio granata, che a lungo ha tenuto sulle spine i tifosi bianconeri, fino al pareggio di Nenè. Come regalo di inizio campionato, per lo Spezia, la Ros(in)a ha fin troppe spine.

Image and video hosting by TinyPic

LA SITUAZIONE PANCHINE – Uno degli argomenti, che, come ogni stagione, accompagnerà tutto il corso del campionato, spesso fin dagli albori, sarà, sicuramente, quello degli allenatori, tra esoneri, girandole, ritorni, promozioni dal settore giovanile, presenze ad interim, richiami, rapide parentesi, rivoluzioni, nuove scoperte, polemiche, vittorie e fallimenti. Intanto cominciamo col dire che delle 22 squadre alla griglia di partenza solo in 7 hanno mantenuto lo stesso tecnico del finale di stagione: il Carpi con Castori, il Cesena con Drago, il Cittadella con Venturato, la Spal con Semplici, lo Spezia con Di Carlo, il Trapani con Cosmi e il Vicenza con Lerda. Di questi, da segnalare, la bella evenienza di Carpi, che conferma il proprio allenatore, nonostante la retrocessione (e, soprattutto, dopo averlo cacciato e richiamato durante la stagione regolare di A) e i due esordi in serie cadetta dei tecnici delle neopromosse, ovvero Semplici e Venturato. Cambio della guardia, invece per le altre nuove arrivate, sia dalla A che dalla Lega Pro, con il Benevento che saluta il tecnico della promozione Auteri per affidare la panchina all’esperto Baroni, il Verona che chiama Pecchia (anche lui all’esordio assoluto in B) e il Frosinone che lascia Stellone e si affida a Marino. Più spinosa la situazione del Pisa, che, nel marasma post promozione, ha dovuto fare i conti anche con le dimissioni di Gattuso, che, però potrebbe anche essere richiamato in caso di cambio ai vertici della società. Il suddetto Stellone, però non rimane a piedi e guida la girandola delle panchine accasandosi al Bari. Assieme a lui Aglietti che lascia l’Entella e va ad Ascoli, Boscaglia che lascia Brescia per Novara, e Breda che non rinnova a Terni per l’Entella. Assieme a loro anche Toscano, che ha allenato a Terni prima dello stesso Breda all’inizio della scorsa stagione, che si accasa ad Avellino, e Sannino, che dopo la parentesi poco felice a Carpi al posto di Castori, riparte da Salerno. Gli altri allenatori sono tutti esordienti in B: al Brescia Brocchi, che, però, può annoverare qualche giornata alla guida del Milan, in A, la scorsa stagione, alla Pro Vercelli Longo, che vanta esperienze solo con settori giovanili, Bucchi al Perugia, Vivarini al Latina e Carbone alla Ternana, che hanno già una carriera avviata, ma, per ora, solo sui campi di Lega Pro. L’ex fantasista di Torino e Inter, poi, rappresenta anche il primo sostituto ufficiale della stagione attuale, visto che ha preso il posto di Panucci, esonerato ancor prima del via. Per quel che concerne i risultati, situazione piuttosto salomonica tra i 5 tecnici confermati non esordienti, con 1 vittoria (Castori), 3 pareggi (Drago, Di Carlo e Cosmi) e una sconfitta (Lerda). Situazione quasi sovrapponibile, quindi molto positiva, per i 7 esordienti assoluti (con l’esclusione, quindi, di Carbone che non ha potuto disputare il suo match), con 2 vittorie (Pecchia e Venturato), 3 pareggi (Brocchi, Bucchi e Longo) e due sconfitte (Semplici e Vivarini). Infine tra i 9 tecnici “veterani”, ma che esordivano nella nuova squadra, ancora equilibrio, con 2 vittorie (Baroni e Marino), 4 pareggi (Aglietti, Boscaglia, Toscano e Sannino) e 2 sconfitte (Stellone e Breda).

Image and video hosting by TinyPic
Bucchi, uno degli esordienti di categoria

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 2^ GIORNATA – Ancora un turno serale il secondo del campionato cadetto, che si dipana su due giorni, il sabato, con 3 incontri, uno alle 18 e due alle 20.30, e la domenica, con i restanti 7 incontri (già deciso il rinvio di Ascoli-Cesena per i postumi del terremoto), uno alle 17.30 e gli altri alle 20.30. Anche se tutto in questo campionato è ancora da definire, incontro di cartello è uno dei due serali di sabato, Perugia-Bari, tra due delle squadre che, sulla carta, dovrebbero essere tra le principali protagoniste di questo torneo, con la squadra di Stellone che vuole assolutamente recuperare dal passo falso casalingo della prima. Il superfavorito Verona affronta la prima trasferta stagionale, a Salerno, contro un’altra delle squadre più attese del torneo, reduce dal pareggio del Picco. Scontro “al vertice” domenica sera tra Carpi e Benevento, due delle vittoriose della prima giornata, con i campani che affrontano la prima partita in cadetteria lontano dal proprio stadio. Le altre due “capoliste” scendono in campo sabato: il Frosinone nell’anticipo delle 18, in trasferta a Brescia, con Brocchi che esordisce di fronte ai suoi tifosi, mentre alle 20.30 il Cittadella di Vivarini si presenta al suo pubblico affrontando la Ternana, che gioca la prima partita del suo torneo. L’anticipo delle 17.30 di domenica è tra due deluse del primo turno, l’Entella, sconfitta a Frosinone, e l’Avellino, uscito con un pareggio interno dal match con il Brescia. Esordio casalingo per il suo ritorno in B per la Spal, impegnata in un altro incontro tra squadre dall’umore bassissimo, dopo la sconfitta nella prima partita, contro il Vicenza. Le altre partite in programma sono Latina-Spezia, tra i nerazzurri a caccia dei primi punti e gli aquilotti che vogliono rifarsi dalla parziale delusione del pareggio interno, e Trapani-Pro Vercelli, tra due squadre reduci da un pareggio. Punto interrogativo, doveroso, sulla disputa di Pisa-Novara.

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *