Mercato Bologna: rafforzati o indeboliti?

DOMANDE – Ci sono due quesiti che dividono tifosi, addetti ai lavori e giornalisti, dopo la chiusura della sessione estiva di calciomercato; 1) il Bologna si è rafforzato o indebolito? 2) la società ha lavorato bene o male? A stagione iniziata, ma con sole 3 partite ufficiali giocate, i giudizi ne sono notevolmente influenzati, specie dopo il 5-1 di Torino, ultima in ordine di tempo; e logicamente i pareri negativi sulla prestazione, fin troppo facili, si sono poi estesi al mercato, di colpo diventato insufficiente e deludente. Al netto di molti giudizi, nel migliore dei casi, superficiali, è il caso di porre alcune premesse.  Il chairman Saputo ha iniettato nelle casse del BFC 80 milioni in 3 anni, di cui 30 per ripianare i debiti delle disastrose gestioni precedenti e 50 per il rafforzamento della squadra; e ha più volte chiarito, sia direttamente che per bocca dei suoi collaboratori (con i quali si favoleggia di divergenze e litigi), che quest’anno non avrebbe messo altri soldi nel mercato, e che eventuali acquisti sarebbero stati finanziati con le cessioni, anzi, queste avrebbero anche contribuito alla gestione corrente; il magnate canadese investirà nello stadio e nel centro tecnico, per dotare il BFC di una patrimonialità e creare le basi per autofinanziarsi, come fanno le società più moderne.

CONTI – Con queste premesse, e nonostante queste premesse, il Bologna, compresi i riscatti di Donsah, Rizzo e Crisetig (poi girato al Crotone) ha speso 25 milioni e ne ha incassati 17, essenzialmente dalle cessioni di Diawara e Rossettini. I numeri dunque dicono che anche quest’anno la società ha speso più di quanto abbia incassato, che la cessione di Diawara, sia pur dopo una infinita telenovela, è stata conclusa alle condizioni richieste dal Bologna, per un giocatore che comunque non poteva più restare, visto l’atteggiamento suo e dei suoi agenti. Dal punto di vista finanziario, non si può dunque affermare che sia stato fatto un mercato all’incasso, o che, come qualche autorevole testata ha scritto, “si è attinto a prestiti e svincolati”. E qui torniamo alle due domande iniziali


19277321503_7e877e3eeb_o-900x600ROSA 
– Il colpo più duro è arrivato in zona-Cesarini, con i problemi fisici di Mirante, statisticamente il miglior giocatore della squadra, ma Da Costa sembra dare sufficienti garanzie, supportato dal nuovo arrivato Gomis. Il 5-1 di Torino ha reso improvvisamente urgente un acquisto in difesa, ma ricordiamo che la coppia titolare è Gastaldello-Maietta, incompleta a Torino. L’arrivo di Helander potrebbe non compensare la partenza di Rossettini, jolly difensivo in due ruoli e autore anche di 3 reti lo scorso anno.
Sulle fasce, Torosidis è senz’altro meglio di Constant, e ci si aspetta la definitiva consacrazione di Masina, per il resto è cambiato poco. Se la difesa, quanto meno, non si è rafforzata, il centrocampo a nostro parere sì.
Schermata-2016-08-18-alle-19.16.25-900x600La partenza di Diawara, inevitabile per ragioni finanziarie e (diremmo) etiche, è stata ampiamente compensata dall’esperto Dzemaili, mentre Viviani, richiesto da mezza serie A, ha sostituito Crisetig che con Donadoni non ha mai giocato. E’ stato inoltre aggiunto il 21enne nazionale ungherese Nagy, per soli 1.5 milioni, la cui cessione, e a quel prezzo, ha fatto imbufalire i tifosi del Ferencvaros (qualcosa vorrà pur dire). La partenza del 36enne Brighi, che pur l’anno scorso ha dato il suo contributo, sembrerebbe assimilabile senza particolari scompensi. In attacco, il reparto a detta di molti più debole, non è arrivato il grande nome (si parlava di Gabbiadini, Saponara e Balotelli, senza contare il Cerci delle ultime ore), nessun giocatore “pronto” che Donadoni, pare, avesse chiesto. BFC_Post_Krejci-002-e1467886367315Ma, costi a parte, nel modulo 4-3-3 non ci sarebbe spazio per una seconda punta (al limite per un trequartista), e serviva in teoria un attaccante disposto a fare panchina ma migliore di Floccari. Non ci sono più Brienza e Giaccherini, cioè l’usato più o meno sicuro (10 gol e 7 assist in due l’anno scorso), e ci sono invece diversi giovani interessanti: il nazionale ceco Krejci, Verdi, Di Francesco, Sadiq. Non crediamo che i tifosi si disperino per le cessioni di Falco e Mancosu. È un fatto che, dando per scontato un Destro a tempo pieno, Donadoni abbia più alternative. Quando si punta sui giovani, non ci sono certezze, e il Bologna ha fatto questa scelta. Solo il campo potrà dire se è stata giusta.

DSC_6618-1-900x600SOCIETÀ – E qui veniamo all’ultimo punto, le strategie societarie, al netto del saldo entrate-uscite. La politica è evidente, puntare sui giovani, politica che ha già dato i suoi frutti con Diawara. Per anni, (si potrebbe dire decenni) qui si sono visti solo svincolati ultratrentenni, prestiti o stranieri di scarso valore, per rimpiazzare i pochi giocatori richiesti che venivano regolarmente ceduti. Finalmente, c’è una società seria, solida, con una strategia precisa. I tifosi (comprensibilmente), anche alcuni giornalisti (meno comprensibilmente), passano in fretta da Friberg a sognare Messi, ma la realtà è un po’ più complicata. E il fatto che Bigon e Fenucci avessero un canale preferenziale con Verona e Roma, a noi non pare un peccato, solo una circostanza. Ci si aspettava un altro Destro da accogliere trionfalmente in stazione, e possiamo capire la mezza delusione della tifoseria. Ma una squadra che si è salvata, tutto sommato, con facilità, non andava stravolta, e non si poteva oggettivamente pretendere altre decine di milioni da spendere a fondo perduto. Se i giovani steccano tutti, se chi ha frequenti problemi fisici continua a soffrirne, si rischia di retrocedere. Ma, da quel che si è intravisto fin qui, e analizzando la strategia societaria a medio termine, noi pensiamo che si sia operato bene.
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