Il mercato del Toro: certezze, scommesse e “colpi di testa”

TORINO – Un mercato pazzerello, pieno di colpi di scena e con qualche scommessa, eppure alla fine il risultato è discreto: potrebbe essere questo un giudizio  su quanto fatto dal Toro quest’estate. La società si è mossa in modo relativamente “tranquillo” fino a metà agosto; da lì in poi è stato tutto “scoppiettante” fino alla chiusura del 31. Azzardiamo un voto? Un 7 ci sta tutto ma da reparto a reparto valgono considerazioni diverse. Proviamo a vederle.

DIFESA 6,5 – È il reparto che ha subito più scossoni: la partenza di Glik prima, quelle di Jansson e Gaston Silva poi, per proseguire con Bruno Peres e finire “in bellezza” con il caso Maksimovic. Nelle ultime due settimane il Toro ha cambiato quasi tutto; era già ritornato il giovane Barreca, in più sono arrivati Rossettini, De Silvestri (nella foto, a destra), Castan, tutta gente rispettabilissima ma che dovrà ovviamente integrarsi negli schemi di Mihajlovic. Sicuramente un rinforzo anche l’arrivo del nazionale inglese Hart in porta. Impressione generale rispetto all’anno scorso: un po’ più forte come livello medio ma con la grande incognita dell’amalgama e l’assenza al momento di un “caporeparto”.

Un contrasto tra Paolo e De Silvestri

CENTROCAMPO 7 – Qui il problema era la mancanza di un regista: in realtà c’era Baselli, che peraltro ha iniziato bene la stagione;  mancava però un’alternativa e anche l’ex Atalanta sembra ancora un po’ acerbo. Comunque in zona Cesarini è arrivato quel Valdifiori (nella foto) inseguito per mezza estate. Può fare il regista? Di sicuro. Farà la differenza? Chi vivrà vedrà. Per il resto sono arrivati Lukic e Gustafson: giovani promettenti ma, in quanto tali, anche grandi scommesse. Impressione generale rispetto all’anno scorso: un po’ più di tecnica,  un po’ meno di grinta (vedi anche la partenza di Gazzi).

Mirko Valdifiori

ATTACCO 7.5 – Sicuramente il reparto che convince di più, e peraltro è quello che si è formato prima (già a fine luglio). Belotti si configura sempre più come il perno dell’attacco granata. Dietro di lui c’è però Liajic (nella foto), che non sarà un mostro di continuità ma ha tutto per fare da numero 10; il buon avvio di stagione lo dimostra malgrado il recente infortunio. Meno convincente finora Iago Falque, ma è anche vero che lo spagnolo è in ritardo di condizione. Piacciono l’argentino Boyè e l’ex Primavera Aramu; tutti potranno essere utili alla causa. Impressione rispetto all’anno scorso: più forte e con molte più alternative.

Adem Ljajic

ALLENATORE 7.5 – Il vuoto di Ventura è difficile da colmare, si sa. Il tecnico serbo sembra però adatto ad una piazza come quella granata: orgoglioso, voglioso di riscatto, bravo più con le piccole che con le grandi. Tutto “congiura” per far bene…anzi no, un problema c’è: nella rosa attuale, 13 giocatori su 27 sono nuovi. Assemblare il tutto sarà la vera sfida; la squadra comunque sembra assolutamente in grado di migliorare il dodicesimo posto dello scorso anno.

Football Soccer - AC Milan v Bologna - Italian Serie A - San Siro stadium, Milan, Italy - 06/01/16. AC Milan's coach Sinisa Mihajlovic reacts at the end of the match. REUTERS/Stefano Rellandini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *