F1, a Monza la Ferrari torna sul podio, dietro gli alieni tedeschi

SPETTACOLO- Non sono stati i piloti in pista a regalarlo, nella 87esima edizione del Gran Premio d’Italia, (che ha rinnovato il suo contratto con la FIA fino al 2019), ma il pubblico; da un lato la schiacciante superiorità delle Mercedes ha tolto, come sempre ormai, ogni incertezza sull’esito della corsa, specie dopo la partenza sbagliata di Lewis Hamilton che ha di fatto regalato la vittoria al compagno di squadra, dall’altro la folla festante, prima assiepata sulle tribune e poi straripante sotto il podio, ha inondato di colori  la festa finale, contagiando anche i piloti, con il vincitore Rosberg addirittura protagonista di un’esibizione canora in italiano. Divagazioni inutili? No, perché se il cronista vi deve raccontare del dopocorsa, è perché dell’aspetto tecnico c’è poco da dire, purtroppo per i tifosi italiani. Nico Rosberg ha recuperato altri 7 punti al compagno in classifica, grazie principalmente al suo errore in partenza, dopo averne recuperati 10 a Spa per la penalizzazione di Hamilton, che mantiene due sole lunghezze di margine. La partenza resta il tallone d’achille del campione britannico, già protagonista di diversi start non esaltanti, ma che in realtà dà sempre l’impressione di avere qualcosa in più di Rosberg in termini di prestazioni, e sarà anche avvantaggiato dal fatto di avere già sostituito, avendone pagato il prezzo a Spa, parti importanti della sua monoposto, e correndo cosi meno rischi del partner in termini di affidabilità nelle prossime gare, almeno in teoria. Speriamo che almeno questo duello si risolva solo all’ultima gara, e gli appassionati devono ringraziare Hamilton, demotivato e indolente nella prima parte di stagione, e ora penalizzato da errori e disavventure, se il mondiale piloti non si è già chiuso (quello costruttori non si è mai aperto).

FERRARI- la casa di Maranello ha speso gli ultimi due gettoni di sviluppo sul motore, in particolare sulla componente endotermica, per aggiornarlo in vista della gara monzese. E questo, insieme alle caratteristiche della pista, dove servono essenzialmente potenza e cavalli, mentre la componente telaistica non incide più di tanto sulle prestazioni, ha consentito alla rossa di riportarsi davanti alla Red Bull, penalizzata anche dalla minore potenza del motore Renault, nonché di ritornare sul podio con Sebastian Vettel, dopo un’assenza di 4 gare, tornando cosi in corsa per il terzo posto nel mondiale piloti e per il secondo in quello costruttori. In Ferrari hanno fatto il massimo, almeno su questa pista, e va chiarito che con qualunque strategia le Mercedes sarebbero state irraggiungibili; al di là dei netti distacchi in qualifica, i  tempi con pneumatici medi, che hanno consentito loro di effettuare una sola sosta, erano infatti simili a quelli dei ferraristi con gomme supersoft, che hanno un vantaggio sul giro singolo di circa un secondo. Guardando il resto della stagione, nessuna delle piste su cui si correrà ha caratteristiche simili a Monza; serviranno nuovamente carico aerodinamico e aderenza meccanica, le componenti dove la Ferrari è più carente, con l’aggravante che gli avversari hanno ancora gettoni di sviluppo spendibili sul motore, mentre la casa di Maranello, come detto, li ha già esauriti. In normali condizioni, non è chiaro dunque dove Vettel e Raikkonen potrebbero vincere, tenendo presente che non solo le Mercedes sono di un altro pianeta, ma bisognerà nuovamente fare i conti con le Red Bull, molto più efficienti e veloci nelle parti guidate. Il podio di Monza è un brodino, che non cambia la realtà di questa stagione, una stagione che, contrariamente a grandi attese ed aspettative mondiali poi rivelatesi del tutto irrealistiche, sta andando molto peggio di quella precedente.

LA CORSA DEGLI ALTRI– Come era prevedibile su questa pista, nei primi 10 della classifica finale, oltre alle due Ferrari e alle due Red Bull, ci sono 6 motori Mercedes. Buona la prestazione della Williams, almeno quella di Bottas, protagonista però in negativo per il magnifico sorpasso subito da Ricciardo con una macchina assai più lenta in rettilineo, forse la cosa più bella della corsa dal punto di vista tecnico, che ha tolto al finlandese un quinto posto ampiamente alla sua portata. Sempre deludente invece Massa, finito ad oltre un minuto da Rosberg ma soprattutto a 15 secondi dal compagno. La Williams ha però recuperato la Force-India per il quarto posto nel mondiale; la scuderia indio-tedesca, nonostante il formidabile motore di Stoccarda, non è andata oltre un ottavo e un decimo posto. Da segnalare, ai fini puramente statistici, il giro più veloce di Alonso con la Mc Laren Honda (la scuderia di Woking non lo otteneva addirittura dal 1992!), su una pista dove le carenze della PU giapponese non consentivano speranze di punti iridati. Fuori dalla top ten anche le Haas, come sempre in difficoltà per la mancanza di sviluppo, cosi come le Toro Rosso, che con la PU Ferrari 2015 non potevano che soffrire a Monza e che hanno dovuto anche subire il ritiro di Kivyat. Una sola macchina al traguardo anche per Renault e Sauber, protagoniste di un contatto tra Nasr e Palmer che ha tolto di gara entrambi (anche se il pilota brasiliano ha poi percorso ugualmente una ventina di giri, ogni occasione è buona per percorrere chilometri in assenza di test).

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