Pescara – Inter: tre punti che danno respiro, ma la strada è lunga

Cosa c’è da salvare nella vittoria dell’Inter a Pescara? Sicuramente i tre punti, i tre agognati punti che non erano ancora arrivati in questo campionato e che se non fossero arrivati avrebbero gettato la squadra di De Boer nello sconforto e nel buio più totale, oltre che sempre più in fondo alla classifica, in piena lotta salvezza.

Invece questo successo in trasferta, oltre a dare respiro e decoro alla classifica dell’Inter, riportandola per lo meno verso la metà, danno anche entusiasmo e fiducia alla squadra, soprattutto per come e quando è arrivata la vittoria, perché vincere a Pescara non era obbligatorio ma quasi.

Entusiasmo e fiducia che saranno importantissime in vista della partita più difficile di questo avvio di stagione, contro la Juventus domenica: se l’Inter avesse fatto un percorso netto come molti immaginavano ad inizio campionato in queste tre partite probabilmente avrebbe sentito di più la pressione dello scontro al vertice, molti lo avrebbero etichettato già come “la sfida scudetto”: pericolosissimo per una squadra che comunque, su ogni aspetto, non è ancora al livello della Juve. I Nerazzurri avrebbero rischiato l’imbarcata come nel testa a testa contro la Fiorentina nello scontro al vertice dopo poche giornate dello scorso anno: invece la falsa partenza inverosimilmente potrà aiutare l’Inter, visto che arriverà alla sfida con la capolista da netta sfavorita ma anche con la mente più sgombra e meno pesi sulle spalle dopo i tre punti raccolti a Pescara.

Sicuramente, in vista della Juve e non solo, De Boer dovrà migliorare la fase difensiva: l’allenatore olandese ama giocare con la difesa molto alta, ma con la squadra ancora non al top fisicamente e con i terzini che faticano a chiudere, specie nelle ripartenze avversarie, è normale che i centrali siano spesso chiamati in causa in duelli 1 vs 1, o che sia chiamato in causa pure Handanovic, decisivo come non mai ieri con gli abruzzesi in questo avvio di stagione. Il che, va da sè, vuol dire correre rischi altissimi durante la gara.

Con la Juve con un Higuain già straripante lasciare tutti questi spazi dietro potrebbe essere pericolosissimo e potrebbe esporre l’Inter al rischio goleada: De Boer spera di recuperare Ansaldi, che cmq non sarà al top, e di poter migliorare condizione fisica e schemi tattici in questi otto giorni che portano al big match.

Nel mezzo un impegno di coppa non proibitivo col Be’er Sheva, che servirà come banco prova ad alcuni giocatori meno utilizzati come Brozovic o Biabiany, ma che potrebbe anche servire per collaudare meglio certi meccanismi.

Il sospetto è che l’olandese possa fare un turnover ancora più massiccio, non solo per vincoli imposti dall’ FPF ma anche per evitare che alcuni dei suoi accumulino troppa fatica nella gambe o per evitare altri imprevisti, come infortuni.

La difesa, però, non è l’unico problema dell’Inter: come contro il Palermo, la squadra è propositiva e gioca, creando molte occasioni da gol, ma fatica a segnare: non solo per sfortuna ma probabilmente perché le gambe pesanti e la forma fisica non ottimali di molti giocatori al momento fa perdere lucidità sotto-porta, d’altronde c’è da considerare che i giocatori sono praticamente indietro di un mese con la preparazione, avendo fatto più che altro un mese di vacanza fino all’addio di Mancini.

Le due partite, alla fine dei conti, sono state molto simili, con la variante che l’Inter in Abruzzo ha avuto un pizzico di fortuna in più.

C’è da considerare anche che giocatori importanti come Banega, Joao Mario e Candreva devono ancora inserirsi nel contesto e che Perisic non è mai stato devastante nei suoi inizi di stagione, ed il gioco è fatto. Oltre a questo, aggiungiamo pure che Icardi spesso fatica un po’ a entrare in partita e nel vivo del gioco della squadra, carburando lento come un diesel che trova la sua resa ottimale verso la fine del match: gli era capitato contro il Palermo, dove però non aveva trovato il guizzo vincente, e gli è capitato anche contro il Pescara, dove grazie al gol nel recupero è diventato l’eroe della serata, dimostrando che quando vuole riesce a essere il capitano che si carica la squadra sulle spalle nel momento di difficoltà, ma dimostrando anche che se giocasse con la stessa concentrazione e voglia non solo gli ultimi 15 disperati minuti anche gli altri 75’ forse l’Inter non dovrebbe sempre aver bisogno di quasi venti tiri in porta per fare centro, e i gol del Bahebeck di turno sarebbero al massimo un gol della bandiera, non il ritorno dei fantasmi.

In attesa di una forma fisica migliore De Boer e i suoi ragazzi possono respirare in vista del big match contro la Juve, ma per battere i mattatori del campionato serviranno anche più cinismo e cattiveria, oltre che concentrazione.

Troppi ancora gli appoggi sbagliati da Banega, sfortunato protagonista con due palle perse malamente sia contro il Palermo che contro il Pescara nell azioni che hanno portato ai gol avversari, e troppi anche gli appoggi sbagliati in zona da gol da Perisic, Candreva, Icardi, per non parlare dei terzini, vero punto debole di una squadra comunque in miglioramento.

Da registrare anche un Handanovic non più svogliato come successo in passato in alcune partite non di cartello, anche recenti, ma motivato e più che decisivo, con un paio di parate da vero top – quella su Bahebeck non solo di coefficiente di difficoltà altissimo ma importantissima perché sul 2-1 quasi al 90′ sarebbe stato difficile persino portare via un punto- ma quando il portiere è uno dei migliori in campo, specie contro buone squadre come il Pescara ma non certo di primo livello come altre presenti nel campionato, deve sempre suonare un campanello d’allarme.

Altra nota positiva da registrare dopo la trasferta abruzzese è l’audacia e la personalità di De Boer: era dai tempi di Mourinho che i tifosi nerazzurri non vedevano quattro attaccanti puri schierati insieme in attacco per tentare l’assalto finale in una partita dove ormai non c’era più nulla da perdere. Al portoghese aveva spesso detto bene, all’olandese è andata bene la prima, per ora, a dimostrazione che non sempre per vincere servono i buoni giocatori e l’organizzazione di gioco, ma anche il coraggio di prendersi certi rischi.

Un ottimo indizio per i Nerazzurri non solo in vista della partita con gli acerrimi rivali Bianconeri, ma anche per il resto della stagione.

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