Dinamo Kiev – Napoli 1-2: Sarri, buona la prima

milik_napoli_6

KIEV – Notte infuocata a Kiev, notte di rimonte, di esordi in panchina, di paure e di ansie e di una partita che proprio non voleva finire. I primi tre punti sono azzurri.

PAURA E RIMONTA – La canzoncina della Champions, quella che tutti aspettavano, il grande ritorno – meritato – nell’Europa che conta (ancora?) e, per Sarri, per l’uomo simbolo di umiltà, sacrificio e volontà è solo il coronamento di un sogno. No: devo subito correggermi, è il coronamento di anni di lavoro, di anni passati nei campetti delle leghe inferiori ad urlare insulti, a strigliare i suoi uomini, gli anni dei tre esoneri di fila e poi le grandi opportunità: Empoli prima e Napoli dopo. La partita inizia non benissimo, non come Sarri vorrebbe, la Dinamo è troppo avanti nella preparazione e il loro pressing alla lunga si fa sentire. Siamo troppo bassi, urla il mister dalla panchina, mentre invece troppo alti – ed assordanti – sono le urla dei tifosi Ucraini. E’ letteralmente la trasformazione di un sogno paradisiaco in un inferno dantesco. E nemmeno finisco di enfatizzare la gara che arriva il goal, azzardo anche meritato, dei padroni di casa.

CALMA, CHE CI PENSO IO – Adesso basta: noi vogliamo il Napoli sarriano, quello bello e colorato, quel tiki-taka all’italiana pronto a far innamorare anche l’Europa. Dov’è? Un momento eh, questa è l’Europa e quella la Dinamo: squadra tosta, campo tosto e le gambe, quelle sì, ora stanno tremando un po’. Ma poi c’è questo ragazzo, arrivato dall’Olanda e con due colpi di testa ribalta la situazione: gran cross di Ghoulam sul primo, arcobaleno al portiere e palla al centro. Passerà davvero poco tempo che dopo un’azione rocambolesca arriverà il secondo goal. Ed ecco che l’inferno si (ri)colora d’azzurro.

LA GESTISCO IO! – Tanto, tantissimo possesso palla per far correre un po’ questi avversari, per farli svenire ed ammattire. Sarri è categorico: ammazzate la partita, non fateli più giocare e, se possibile, infilatene un terzo, di goal. Qualche paura in area di rigore c’è stata nel secondo tempo, ma niente cardiopalma o grossi rischi. La prima partita di Champions è andata e per cortesia, non chiamatelo l’Higuain polacco, della polonia o dell’est. No. Ci ha fatto divertire lui, ci farà divertire anche Milik che stasera, permettetemi, è l’eroe della serata. E della rimonta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *