Un Toro in sospeso tra Atalanta ed Empoli: stagione del rilancio o altra delusione?

TORINO – Dopo la sconfitta evitabile con l’Atalanta, il Toro di Mihajlovic cerca miglior fortuna e miglior gioco contro l’Empoli, a quota tre punti come i granata  ma reduce dalla vittoria sul Crotone.

ATALANTA SBLOCCATA… – La vittoria dei ragazzi di Gasperini è stata decisamente sofferta: sotto di un gol, è arrivato però il pronto pareggio di Masiello, dando il via ad una rimonta maturata su rigore a dieci minuti dalla fine. Vista da un’altra prospettiva, è sembrata la classica vittoria di chi ha più fame. Gli orobici venivano da due sconfitte nelle prime due giornate, la terza era davvero troppo per tutti; così hanno attaccato, in modo disordinato ma generoso e alla fine efficace, trovando la forza di risalire la china dopo il vantaggio granata. Indubbiamente si è vista più qualità che quantità all’“Atleti Azzurri d’Italia”, ma la vittoria dei nerazzurri è indubbiamente meritata. Il giovane ivoriano Kessìè, poi, ha dato concretezza ad un attacco che ne aveva davvero bisogno. Bastano i numeri: quattro centri in tre partite, con il titolo di capocannoniere provvisorio ed il valore aggiunto del rigore decisivo proprio contro i granata.

Frank Yannick Kessiè, attaccante dell'Atalanta (Foto www.tuttosport.it)

Frank Yannick Kessiè, attaccante dell’Atalanta (Foto www.tuttosport.it)

… E TORO BLOCCATO – Che dire del Toro? La cinquina al Bologna aveva illuso molti, ma i limiti della squadra sono ancora del tutto evidenti. La difesa balla decisamente troppo: vuoi che il reparto è quasi tutto nuovo, vuoi che non c’è ancora molto intesa tra Hart e compagni, fatto sta che quella zona del campo è terra di conquista per gli avversari. In quanto all’attacco, finora era stato decisamente meglio ma domenica ha registrato un vistoso passo indietro. L’assenza di Liajic e Belotti si è sentita assai, anche per la scarsa vena di chi li ha sostituiti: deludenti Maxi Lopez e Martinez, così così Iago Falque che però si è salvato con il bel gol su punizione. L’unico che è sembrato provarci davvero è il giovane Boyè, entrato nel finale; davvero troppo poco per una squadra che non nasconde ambizioni europee ma che così rischia di ricalcare le delusioni dell’anno scorso.

Josef Martinez, attaccante del Torino (Foto: www.gazzetta.it)
Josef Martinez, attaccante del Torino (Foto: www.gazzetta.it)

ORA L’EMPOLI – Per il Toro era stata l’ultima partita dell’anno scorso, persa peraltro per 2-1. Il finale amaro di una stagione amara. Oggi potrebbe essere un primo passo di rilancio dopo un avvio stentato. I toscani non sono certo partiti in quarta: due sconfitte in due partite, una striscia negativa interrotta solo in extremis dalla vittoria sul Crotone. La squadra di Nicola è ancora un cantiere aperto, eppure è bastato il ritorno di Maccarone e la presenza di Gilardino a pensare già un po’ in grande. Chi vivrà vedrà.

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