Inter, con la Juve la miglior occasione per ricominciare

Occasione migliore non poteva capitare: dopo la figuraccia rimediata giovedi in coppa contro l’Hapoel Be’er Sheva, squadra di cui i più ignoravano l’esistenza fino a due settimane fa, e un inizio di campionato molto stentato, l’Inter ha la chance per redimersi di fronte ai propri tifosi nientemeno che contro la squadra, al momento, più forte d’Italia, la Juventus.

Quella contro i Bianconeri, indipendentemente dal momento storico delle due società, non sarà mai una sfida normale per i Nerazzurri, e viceversa: troppa la rivalità, troppe le sfide infuocate, troppe le schermaglie, anche degli ultimi anni, sopratutto degli ultimi anni. Un duello senza fine e senza pace, con l’Inter che al momento si trova a inseguire l’acerrimo nemico su tutti i fronti, ma che proprio da questa sera potrebbe iniziare la sua rincorsa.

Battere la Juventus sarà molto difficile ma non è impossibile, lo ha detto pure De Boer in conferenza citando anche come esempio la bellissima semifinale di ritorno della scorsa stagione, con l’Inter vittoriosa per 3-0: certo, era una Juve con diverse riverse in campo, ma lo stesso potremmo dire dell’Inter vista giovedì scorso con l’Hapoel quando, vuoi per vincoli imposti dall’FPF, vuoi per turnover, i titolari in campo erano al massimo tre o quattro.

Questa sera De Boer potrà contare anche su gente come Joao Mario, ovvero l’acquisto di punta dell’estate e il secondo più caro della storia dell’Inter, un giocatore che già a Pescara ha dimostrato di saper portare ordine, geometrie e “calma” in mezzo al campo: sarà importantissimo affinare la sua intesa con Banega al più presto per avere un centrocampo di primissimo livello, anche se l’argentino è apparso ancora fuori forma, e la maledizione vuole che ogni pallone perso da lui in queste prime partite in fase di costruzione del gioco sulla linea di centrocampo, si trasformi automaticamente in gol per gli avversari: sempre lo stesso De Boer ha fatto notare che perdere certi palloni contro la Juventus potrebbe fare male, molto male, va da sè, quindi, che la concentrazione dovrà essere al massimo per tutti i 90 minuti.

Il centrocampista in portoghese ha dato l’impressione, anche durante la sua presentazione, di possedere l’umiltà e l’intelligenza che serve a questa squadra per crescere e ha tutte le qualità per diventare il vero leader di una squadra ancora alla ricerca di una precisa identità. Mancherà Brozovic, escluso dai convocati per motivi comportamentali, si dice: De Boer inizia a usare il pugno duro perché sa che ora non si può più sgarrare e serve gente pronta e motivata.

L’Inter stasera ha bisogno non solo dei suoi migliori giocatori ma anche di una concentrazione ai massimi livelli, di una prova di maturità senza perdere la testa per un gol subito, di una prova di forza davanti al proprio pubblico, che dovrà essere il dodicesimo uomo in campo in una sfida che forse per i Nerazzurri arriva troppo presto questa stagione, dopo un’estate atipica e travagliatissima.

Ci vorranno umiltà e grinta, perché nessuna partita può essere affrontata con la leggerezza vista giovedì sera, figuriamoci contro la Juventus: è vero che le motivazioni in un match così non servirebbero, ma a volte viene da chiedersi come in uno spogliatoio così giovane e multinazionale come quello dell’Inter, con un capitano argentino e di soli 23 anni come Icardi, si possa capire l’importanza e il peso di tale incontro: Milito e Materazzi, oggi presenti a San Siro, saranno stati invitati anche per questo? Chissà se prima della partita avranno modo di entrare in contatto con la squadra per far capire allo spogliatoio cosa significhi una partita del genere, e cosa significhi indossare la maglia dell’Inter e onorarla fino all’ultima goccia di sudore in tutti gli stadi del mondo.

San Siro sarà tutto esaurito e sugli spalti, oltre a tifosi agguerriti e speranzosi di ritrovare la vera Inter e agli eroi del Triplete, ci sarà anche il nuovo gioellino nerazzurro Gabigol: i suoi compagni dovranno dimostrargli che rifiutare la corte di squadre come il Barcellona per sposare il progetto dell’Inter non è stata una cattiva scelta.

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