A tutta B: il Nano Goleador, l’arma in Piu di Di Carlo, il derby da dimenticare, il nudo alla meta e B Ready per la 5^

UN CITTADELLA DA RECORD – Gli uomini di Venturato non si fermano più: inanellano anche la quarta vittoria di fila, netta, contro il Novara, in casa, e proseguono la fuga a punteggio pieno. Una fuga da record, visto che ben 5 punti sulla seconda in classifica a questo punto del campionato non si erano mai visti. Per il resto fin qui c’era arrivato anche il Livorno la scorsa stagione, che partì col botto inanellando 4 vittorie in altrettante partite, ma poi fermandosi tanto bruscamente che prima di Natale arrivò l’esonero di Panucci e a fine stagione giunse addirittura la retrocessione. Quindi per i veneti il primo imperativo è quello di non guardare troppo al recente passato, ma proseguire con concentrazione il cammino. Anche perché 5 punti offrono un certo margine di tranquillità, anche se poi, dietro, il gruppo delle inseguitrici è folto, con ben 5 squadre a 7 punti: il Benevento (che avrebbe un punto in più, ma patisce una recente penalizzazione) che prosegue il suo ottimo debutto in B pareggiando a Latina; il Verona, che ritrova le mura amiche e, con esse, la vittoria, sull’Avellino; il Frosinone, che pareggia il “derby delle retrocesse” con il Carpi; il Bari, che vince in anticipo con il Cesena fin lì ancora imbattuto e il sorprendente Pisa, che bissa la vittoria in casa, battendo il Brescia seppur sempre in mezzo a bufere societarie. Si rifà sotto anche lo Spezia, che batte in casa la Pro Vercelli ed arriva a ridosso del gruppo. In coda, importante affermazione del Vicenza, che sbanca Salerno, in una gara dalle emozioni altalenanti, confermando il pessimo inizio della squadra campana, che, dopo i favori dei pronostici estivi e il bell’inizio al Picco di La Spezia, immaginava un cammino ben diverso. Il resto del tabellino ha regalato solo pareggi.

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IL “NANO GOLEADOR” – Vetta della classifica marcatori che conferma lo straordinario stato di forma di Litteri che, segnando il terzo gol del Cittadella nella partita col Novara, prosegue il suo percorso netto con 4 gol in altrettante partite. Non è, però, più da solo, perché lo raggiunge Maniero (foto di copertina), che apre e chiude i conti del Bari con il Cesena, portando in vantaggio i galletti e, poi, mettendo a segno il rigore del definitivo 2-1. Dietro di loro il protagonista della vetrina di questa puntata, un’autentica sorpresa, ovvero Strizzolo, autore della doppietta con cui il Cittadella taglia le gambe al Novara, che lo fa salire a 3 reti, in solitario. Luca Strizzolo nasce a Udine il 29 aprile 1992 e cresce calcisticamente, come punta centrale, nelle giovanili del Pordenone, di cui raggiunge la prima squadra nel 2009. Nella stagione successiva va in prestito alla Primavera del Novara, dove realizza 10 gol. Quindi viene acquistato dal Pisa, con cui esordisce tra i professionisti, in Lega Pro, realizzando 1 gol in 22 partite. Comincia in nerazzurro anche la stagione 12/13, ma a gennaio passa in prestito al Treviso, sempre in Lega Pro, con cui chiude la stagione con 13 presenze e 1 gol. Altro prestito al Real Vicenza la stagione successiva, senza nessuna presenza a referto, quindi passaggio alla Lucchese per una stagione (22 presenze) e una al Pordenone (30 presenze, 9 gol), da dove lo preleva il Cittadella durante il mercato estivo. Tre presenze finora nel suo esordio in serie cadetta e altrettanti gol segnati, il primo nel 5-1 di Vercelli, gli altri due nella bellissima doppietta di sabato ai danni del Novara: al 37′ è in posizione ottimale (anche se forse in fuorigioco) per deviare facilmente in gol un diagonale dalla destra di Litteri smorzato dal piede di un difensore, mentre al 51′ finalizza una bella azione personale con un diagonale di sinistro. Ha il cognome che ricorda un nano delle favole, anche se di basso ha ben poco, sfiorando il metro e 90. Ma nella favola del Cittadella, che già di per sé ha un nome evocativo, il ruolo del protagonista, il “nano goleador” gli può calzare ugualmente a pennello.

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SI PUO’ DARE DI PIU – In realtà la frase non è corretta. Non solo perché manca un accento, ma il cognome si scrive così, ma, soprattutto perché, visto che ci troviamo agli albori del campionato (e anche della carriera del giocatore), tanto è già stato fatto e non si potrà che andar migliorando. Questa premessa per parlare, ancora un volta, di un gol giovane che ha caratterizzato la giornata, quello di Piu dello Spezia, che, alla fine, è risultato decisivo. Alessandro Piu è un attaccante nato a Udine il 30 luglio 1996, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della squadra del proprio paese, Gonars, fino al 2009 quando viene prelevato dall’Empoli per il proprio settore giovanile. Approda in prima squadra nel 2015, esordendo in A, dove mette insieme ben 9 presenze. Questo basta a stimolare l’interesse dello Spezia che lo chiede in prestito, ottenendolo, nel corso dell’ultimo mercato estivo. Due presenze fin qui, la seconda proprio sabato nel match interno contro la Pro Vercelli, subentrando al 33′ della ripresa. Neppure 3′ ed arriva il primo gol tra i professionisti, pronto a deviare di sinistro un traversone basso di Sciaudone dalla sinistra per il 2-0 degli aquilotti. Un gol, che, come detto, si rivelerà decisivo quando, in pieno recupero, i piemontesi accorceranno le distanze. Insomma da sabato Di Carlo sa di avere un’arma in Piu.

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NUDO ALLA META – Che Gattuso sia uno sanguigno lo si sa bene, fin dai tempi in cui calcava i campi di calcio come giocatore. Già dai tempi del Perugia, la grinta e la cattiveria agonistica non gli hanno mai fatto difetto, ben miscelati in un aspetto compatto e da burbero che la barba e, soprattutto, una voce graffiante hanno contribuito ad esacerbare. Anche la scelta dell’esperienza all’estero non è parsa casuale, visto che il campionato scozzese, nelle file dei Rangers, sembrava adattarsi perfettamente alle sue caratteristiche e al suo temperamento. Insomma, da sempre, un personaggio, ma anche un personaggio efficace e vincente, perché, dopo la parentesi alla Salernitana, è arrivato il Milan con i suoi tanti trionfi a cui Ringhio, questo il suo soprannome, azzeccatissimo, ha contribuito da protagonista. La carica e la grinta non lo hanno abbandonato neppure una volta appese le scarpette al chiodo, dopo la chiusura dell’attività calcistica al Sion. E, anzi, trasferite su una panchina lo hanno trasformato in un tecnico capace di vivere in modo sanguigno il rapporto con la propria squadra. Ma, allo stesso tempo, anche in grado di trasmetterle la sua grinta. Dopo la parentesi da allenatore giocatore a Sion, nel 2013 è arrivata la prima panchina importante, il Palermo appena retrocesso in B. Ma qui ha dovuto scontrarsi con un altro mastino doc, Zamparini, e i risultati non esaltanti di inizio stagione gli sono costati, presto, la panchina. Non positiva neppure la stagione all’Ofi Creta, dove rassegna le dimissioni dopo sole 7 giornate, ma viene convinto a tornare sui suoi passi dalla piazza, salvo poi abbandonare definitivamente a dicembre. A Pisa invece, dove è arrivato all’inizio della scorsa stagione, per parafrasare una frase da lui pronunciata alla presentazione della squadra, ha trovato il suo Milan. Promozione dalla Lega Pro alla prima stagione e grande legame con la tifoseria. Ma le problematiche societarie cominciano a farsi enormi fin dall’estate e lui, sentendo tradite le promesse fatte in sede di promozione, abbandona in estate. Il Pisa arriva ad un passo dall’esclusione dalla B, vive un momento di “rivolta cittadina”, già descritto nelle scorse settimane, fino al passaggio di consegne di qualche settimana fa che coincide con la nuova chiamata di Ringhio che torna volentieri a guidare la sua creatura, che, però, parte con pessimi favori nei pronostici di inizio stagione. Ma il legame forte che hanno creato tutte le avversità, unito alla grinta del Mister hanno reso possibile ai nerazzurri, invece, un inizio esaltante di stagione, con già due vittorie e l’inserimento nel gruppo delle inseguitrici alla capolista. I problemi societari sembrano non essere ancora risolti, la squadra naviga ancora in cattive acque ed ecco che ogni vittoria diventa un’occasione da festeggiare con impeto e rabbia. Fin troppa, come testimoniato dalla scenetta al termine della partita con il Brescia dell’ex compagno Brocchi, chiusa trionfalmente: l’esultanza dei giocatori con il proprio tecnico è stata talmente vigorosa che ha portato allo strappo della camicia che Gattuso indossava, costringendolo ad un inaspettato strip tease per indossare una tuta. Ai microfoni nel post partita tra il serio e il faceto il buon Gattuso si è lamentato per “150 euro di camicia da buttare”, anche perché, sue parole, “per la situazione societaria che c’è ora, non posso neppure chiedere il risarcimento alla società!”

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UN DERBY DA DIMENTICARE – Il derby dell’Umbria, quello tra Perugia e Ternana, è, da sempre, uno dei più sentiti ed anche uno dei più a rischio per la grande rivalità esistente tra le due tifoserie. Quello che si è svolto sabato risulterà essere uno dei peggiori da ricordare, ma non di certo per gli scontri tra tifoserie, anzi, tutt’altro. Poco importante, infatti, la cronaca calcistica di un match che ha perso significato all’85’, quando sugli spalti un tifoso perugino si è accasciato colto da malore e, poi, trasportato d’urgenza in ospedale, è deceduto. A quel punto il risultato era già fissato sull’1-1 dal ritorno al gol di Rolando Bianchi ad inizio secondo tempo, pareggiato dopo appena 3′ da Falletti. Ma, quando la notizia ha cominciato a serpeggiare tra i tifosi, gli stessi ultras di casa, che hanno tolto ogni vessillo, sono scesi in campo, chiedendo che la partita venisse sospesa. I tifosi ternani, in gesto di grande solidarietà, hanno ritirato anche i loro striscioni, qualcosa che parrebbe strano tra due compagini che si prenderebbero volentieri a bastonate, ma che fa parte di quel codice d’onore ultras non scritto, ma a cui è difficile veder trasgredire, che vuole rispetto per chi sedeva tra i gradoni di uno stadio e ora non c’è più. L’arbitro però, spinto anche dagli organi preposti, non ha visto le condizioni per interrompere il gioco. E allora ci hanno pensato i giocatori che hanno portato a termine una partita che aveva perso ogni significato con una lenta melina fino al fischio finale.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 5^ GIORNATA – Neppure il tempo di ragionare sui risultati della 4^ giornata che arriva subito il turno infrasettimanale, che si dipana tra stasera, con un anticipo, e domani sera, con le restanti 10 gare. Stasera va già in programma una partita molto interessante, tra due sconfitte dell’ultimo turno, il Cesena, che vuole ripartire dopo il passo falso di Bari, e la Salernitana, che deve dare il prima possibile la svolta ad una stagione che sembrava partita meglio e che è culminata con la sconfitta casalinga di venerdì. Nei match di domani, invece, la capolista Cittadella è attesa ad Avellino dai Lupi che vogliono subito riprendersi dalla batosta di Verona, dove, comunque, hanno dato del filo da torcere ai padroni di casa. Veneti, che, intanto, sono attesi dalla trasferta a Ferrara, dove li aspetta una Spal esaltata dalla rimonta di sabato con l’Entella proprio tra le mura amiche. La sorpresa Benevento attende una Pro Vercelli furente dopo la trasferta negativa di La Spezia, condizionata, però, da un rigore più che dubbio. Il Frosinone attende in casa il Pisa per saggiarne l’umore dei toscani altalenante tra l’esaltazione del campo e la depressione del fuori, mentre un Bari esaltato dalla vittoria col Cesena va a far visita ad una Ternana ancora turbata dal derby e dal suo epilogo. Brocchi e il suo Brescia provano a dimenticare la sconfitta di Pisa attendendo in casa un Carpi ancora alla ricerca della quadratura della stagione. Rivincita play off al Provinciale di Trapani, dove arriva uno Spezia che vuol vendicare l’epilogo dello scorso campionato, con l’eliminazione agli spareggi proprio ad opera dei siciliani, e proseguire positivamente dopo la prima vittoria stagionale, traguardo ancora non conseguito dai padroni di casa, che hanno pareggiato tutte le gare fin qui giocate, in un match, comunque ad alta tensione sugli spalti. Ascoli-Vicenza, Novara-Latina e Entella-Perugia le altre gare in programma.

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