F1, a Singapore Rosberg vince e torna in testa al mondiale. Ferrari bene ma ancora fuori dal podio

RITORNO- A Singapore Nico Rosberg si riprende la testa della classifica mondiale nel 15esimo appuntamento della stagione (decima vittoria consecutiva della Mercedes, 14 su 15 quest’anno, terza di fila per Nico nel giorno del suo 200esimo GP). Dopo il terribile (per lui) mese di luglio, con 4 successi di fila di Lewis Hamilton, che pare essersela goduta un po’ troppo durante la sosta estiva, il tedesco ritrova la vetta con un weekend perfetto, sempre davanti a tutti fin dal venerdi, anche se in gara non è stata una passeggiata come altre volte. L’incertezza sul risultato finale, con Ricciardo giunto a soli 4 decimi da Nico dopo avergli mangiato quasi mezzo minuto di distacco in 12 giri, è dovuta però ad una scelta tecnica della Mercedes, che su una pista con brusche frenate ma senza lunghi rettilinei, ha preferito lasciare le prese d’aria dei freni con le dimensioni dei circuiti normali, più piccole di quelle di Ferrari e Red Bull, per massimizzare l’efficienza aerodinamica anche su una pista senza curve ad alta velocità, quindi non strettamente necessaria; questo ha comportato per le frecce d’argento un costante surriscaldamento dei freni, e la conseguente necessità di doverli raffreddare, senza quindi poter spingere al massimo. Tutto questo ha avvicinato le prestazioni in gara dei 3 team principali, anche se in qualifica era evidente che, sia sul giro secco che sul passo gara, la Mercedes, anche a Singapore, dove contano essenzialmente aderenza meccanica e trazione, in termini di prestazioni pure era nettamente superiore a tutti. La vera considerazione da fare è quindi che nemmeno quando ha evidenti problemi su entrambe le vetture, gli avversari riescono ad approfittarne, nonostante le scelte cervellotiche del muretto per rincorrere a tutti i costi la prestazione a scapito dell’affidabilità. Hamilton e Rosberg dunque, salvo episodi tipo Barcellona, continueranno a far gara a sé e a giocarsi il titolo nelle 6 gare rimanenti, con gli altri a fare da comprimari.

FERRARI- In gara Raikkonen e Vettel hanno fatto il massimo, specie il tedesco partito ultimo, e oggettivamente, senza ingressi della safety car  (il fatto che sia entrata al primo giro non ha influito sull’andamento della gara), non poteva andare oltre il sesto posto, poi diventato quinto grazie alla partenza sbagliata di Verstappen che ha compromesso la sua intera gara. Quasi commovente l’impegno del quattro volte campione del mondo, che magari si è divertito di più per risalire dal 22esimo al quinto posto di quanto non sarebbe successo partendo davanti e lottando, nella migliore delle ipotesi, per il terzo, ma resta, comunque  la frustrazione per una stagione ed una vettura deludenti, che lo costringe a lottare solo per dei piazzamenti, con l’aggiunta di ricorrenti problemi di affidabilità come quello alla sospensione che lo ha relegato in fondo alla griglia.  Raikkonen  ha girato costantemente nei tempi delle Mercedes, rallentate dai citati problemi ai freni, e di Ricciardo, ma non ha mai avuto lo spunto per attaccarli e superarli. Il bel sorpasso su Hamilton (da quanto una Ferrari non superava una Mercedes?) dovuto comunque ad un precedente errore del campione del mondo, è stato poi vanificato da una strategia, col senno di poi, errata; se il finlandese entrava un gito prima, o se imitava Rosberg restando in pista con le gomme soft, magari arrivava terzo, ma non crediamo che questo avrebbe cambiato granchè la situazione; nel 2015 la Ferrari qui vinse, ed era la sua terza vittoria stagionale, mentre quest’anno è ancora a secco di successi e, considerato che ormai nessuno fa più sviluppo sulle vetture 2016 visto il cambio di regolamenti nella prossima stagione, le rosse potranno, in normali condizioni, giocarsi al massimo il terzo posto con le Red Bull.

LA CORSA DEGLI ALTRI- Su questa pista, con caratteristiche opposte rispetto a Monza, era prevedibile un arretramento delle vetture motorizzate Mercedes a vantaggio di team più efficienti sul piano telaistico, ma con motori meno performanti, come Toro Rosso e Mc Laren, cosa puntualmente accaduta in qualifica. Ottima la gara di Fernando Alonso, primo degli “altri”, mentre la Force India, pur penalizzata dalla pista e dalla perdita immediata di Hulkenberg per l’incidente alla partenza, ha comunque piazzato Perez all’ottavo posto con una strategia a due sole soste, finito per un soffio davanti a Kvyat. Ancora una volta deludenti, su una pista lenta, le Williams, con Massa (che a fine anno si ritirerà) fuori dei punti e Bottas ritirato, dopo esser rimasti entrambi fuori dalla top ten il sabato. Un punto mondiale quasi insperato per la Renault di Magnussen, mentre ancora lontane le Sauber, protagoniste se non altro con Nasr di un bel duello ad inizio gara con l’arrembante Vettel. La vettura italo-elvetica paga la mancanza di sviluppo, dovuta a gravi problemi economici, come la Haas, anch’essa fuori dei punti con Gutierrez e nemmeno partita con Grosjean, dopo un inizio di stagione assai promettente.

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