Napoli, quel bellissimo maledetto entusiasmo

NAPOLI – Bello e maledetto quest’entusiasmo tutto azzurro. La città si colora, i bar non sono cupi e dovunque si parla di Milik che ha fatto dimenticare l’argentino. Quando il Napoli vince è subito festa, qui si sente tutto e soprattutto amplificato: le vittorie così come le sconfitte. Caro Entusiasmo, datti una calmata!

ENTUSIASMO – Napoli è così, non è abituato alle vittorie, festeggia sempre ad ogni occasione. Insomma, Napoli è un’emozione. I suoi tifosi creano emozioni, i suoi tifosi si emozionano vedendo la corazzata di Sarri, capace di vincere e convincere, di segnare a valanga – anche di testa, ora! – e sfidare quell’irraggiungibile Juventus in campionato ed, infine, togliersi qualche soddisfazione anche in Europa. Ah, caro Entusiasmo, quant’ sì bell, e quanto puoi essere dannoso, a lungo andare? La gente, il popolo, i tifosi, qui tutti sono attaccati a questo Napoli, al Napoli – a Napoli – come fosse una religione, una strada per la rivalsa “per sconfiggere quelli lì, quelli che vincono sempre e non sanno mai festeggiare!”. Questo salto in più ce lo meritiamo, meritiamo di crescere e di godere per la vittoria di una guerra e non di una battaglia. Ma voi ditemi sul serio, non è altrettanto bello vincere le battaglie? Però, sì, è arrivato il momento di farci l’abitudine, soprattutto con la potenza di questa armata sarriana.

ARIA STRANA – Napoli primo in classifica, un mercato che parla da solo, una squadra che vince macinando gioco, eppure c’è un ma, un maledetto ma che rovina un campionato fino ad oggi perfetto. Quel ma è il rapporto tra Adl e i suoi tifosi: una guerra che dura da anni o forse più, diventata ormai monotona e senza mai punti di svolta. Prima litigavano come due fidanzati innamorati, ora come una coppia sposata in piena crisi matrimoniale. Tu protesti? Ed io ti alzo il prezzo delle curve. Tu non ti abboni? Ed io ti costruisco un teatro-stadio per soli ricchi. Perché non c’è nessuno che provi a fare da paciere? Napoli è simbolo dei suoi tifosi e Adl dovrebbe essere grato a loro, ma – e anche stavolta c’è un ma – i tifosi dovrebbero benedire il giorno in cui De Laurentiis è arrivato a Napoli. Undici anni bellissimi ed intensi, pieni di ostacoli, gioie, sconfitte e addi. Dalla polvere della C, il sudore della B, i primi passi in Serie A fino alle tante partecipazioni in Europa. Siamo davvero sicuri che il problema sia proprio Aurelio?

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