L’Inter cala il tris trascinata da un Super Icardi

Frank de Boer fa della coerenza una delle sue principali virtù.
Al momento del suo insediamento il tecnico olandese non aveva fatto mistero di avere come obiettivo quello di dominare il gioco e, di conseguenza, le partite. Destavano semmai preoccupazione i tempi vaticinati dal tecnico ex Ajax, che ipotizzava non meno di 3/4 mesi prima di poter notare la sua mano.
Alla luce di quanto visto nelle ultime due uscite, il processo di indottrinamento dei nerazzurri procede a ritmi sostenuti: gli incidenti di percorso (Chievo, Palermo e Hapoel Be’er Sheva) vanno messi in conto, ma le sensazioni positive iniziano a prevalere.

Implacabile Maurito, Empoli schiantato in 17′
Dopo la grande prestazione sfoderata domenica scorsa al cospetto della Juventus, la prova del Castellani si presentava piena d’insidie. Sottovalutare Saponara e soci avrebbe complicato terribilmente la trasferta in terra toscana.
Parte in maniera aggressiva la squadra di Martusciello, e dopo 3’ Maccarone costringe Murillo al giallo. Ci mette poco però l’Inter a prendere le misure e al 10’ dopo una buona combinazione sulla destra tra D’Ambrosio e Candreva, Icardi conferma la sua legge: un tiro un gol.
I padroni di casa accusano il colpo e 7’ dopo Joao Mario sradica un pallone a centrocampo dai piedi di Büchel e serve in profondità Icardi. L’argentino, glaciale come di consueto, non lascia scampo all’incolpevole Skorpuski e mette la sfida in discesa per i suoi. Sesto centro in campionato per il capitano che vola così in testa alla classifica dei marcatori.
Prova a reagire l’Empoli ma sono ancora gli ospiti a sfiorare il terzo gol con Icardi, Murillo e D’Ambrosio. Il concetto di dominio tanto caro a FdB prende forma soprattutto grazie al pressing alto ed ordinato, con Joao Mario che si mostra incredibilmente a suo agio nonostante sia solo alla terza apparizione, Kondogbia volitivo e Medel che come sempre azzanna le caviglie di chiunque graviti dalle sue parti (l’ammonizione arriva puntuale per lui al 23’).
A preoccupare semmai è una certa predisposizione verso falli tutt’altro che indispensabili, con Miranda che al 25’ si aggiunge al club del giallo.
Da sottolineare la prova di Candreva, che imperversa sulla fascia destra.
Quando l’Empoli sembra ormai alle corde sul finire di frazione arrivano due sussulti nel giro di un minuto (36’ e 37’). Entrambi portano la firma del giovanissimo terzino sinistro Dimarco (il cui cartellino appartiene proprio all’Inter) parso molto più propenso alla fase offensiva che agli obblighi di copertura. Handanovic si oppone con efficacia al sinistro velenoso del suo futuro compagno di squadra e fa calare il sipario sulla prima frazione di gioco.

Ordinaria amministrazione, tre punti in cassaforte
Nella ripresa i ritmi calano in maniera considerevole. L’inevitabile stanchezza frutto degli impegni ravvicinati si fa sentire e la maggiore qualità dei singoli permette ai nerazzurri una gestione del match priva di grossi affanni.
L’Empoli ci prova ed al 64’ è un provvidenziale intervento di Miranda ad evitare conseguenze peggiori. Maccarone, Pucciarelli ed il neo entrato Marilungo si danno un gran da fare ma Handanovic non viene quasi mai chiamato in causa. La girandola dei cambi ed i 6’ di recupero non spostano gli equilibri.

Terza vittoria di fila per l’Inter grazie ad una prova convincente nella quale si sono registrati passi avanti sia sul piano tattico (alzi la mano chi ha notato l’assenza dello squalificato Banega) che su quello dell’approccio alla gara.
Il primo ciclo di ferro si conclude domenica con il Bologna che arriva a San Siro nel giorno in cui Ansaldi e Gabigol potrebbero fare il loro debutto in nerazzurro. Due motivi in più per sorridere per una squadra che sembra crescere bene.

EMPOLI – INTER 0-2
Empoli (4-3-1-2)
: Skorupski 6; Laurini 5,5 (69′ Zambelli 6), Bellusci 5, Barba 5,5, Dimarco 6; A. Tello 6, Dioussé 5, Buchel 5 (58′ Croce 6); Saponara 5 (69′ Marilungo 6); Maccarone 5,5, Pucciarelli 5,5. A disp.: Pelagotti, Pasqual, Cosic, Croce, Mchedlidze, Krunic, Pereira da Silva, Mauri, Gilardino. All.: Martusciello

Inter (4-2-3-1): Handanovic 6,5; D’Ambrosio 6,5, Miranda 6,5, Murillo 6, Santon 6; Medel 6,5, Kondogbia 6,5 (74′ Gnoukouri 6); Candreva 7,5 (75′ Eder 6,5), João Mário 7,5, Perisic 6; Icardi 8. A disp.: Carrizo, Miangue, Ansaldi, Nagatomo, Ranocchia, Eder, Felipe Melo, Palacio, Jovetic, Gabigol. All.: De Boer
Marcatori: 2 Icardi (I)
Ammoniti: Murillo (I), Medel (I), Joao Mario (I), Maccarone (E) “

Miglior in campo Sportmain: João Mário
Ok, la prestazione di Icardi e’ stata sontuosa, ma noi vogliamo premiare questo portoghese atipico. Centrocampista poliedrico, taciturno e poco appariscente ma tremendamente efficace. Mai una giocata banale, mai un leziosismo di troppo. Il 23enne di Porto sembra essersi calato alla grande nella nuova realtà, e bada al sodo. Qualità e quantità, geometrie e personalità, rimanendo umile e sempre al servizio della squadra. L’azione che porta al raddoppio rappresenta al meglio il suo repertorio: palla soffiata a Buchel con tempismo perfetto, e verticalizzazione chirurgica per Icardi. Da applausi. I 40 e passa milioni spesi per lui hanno fatto storcere il naso a molti ma se dovesse confermarsi a questi livelli sarebbero di sicuro soldi ben spesi.

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