Modena riprende da dove aveva lasciato e vince la Supercoppa

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Dopo un’estate ricca di emozioni per il volley italiano lo spettacolo si vede anche con le squadre di club, protagoniste della Final Four di Supercoppa italiana.
Cambiata la formula e scelta (non senza difficoltà) la sede, si assegna il primo trofeo della stagione, che Modena – padrona di casa- difende dagli attacchi prima di Trento e poi della corazzata Perugia.

Ci si aspettava un livello meno elevato in queste partite, considerando che le squadre si allenano insieme da pochissimo tempo. Invece, complici anche le olimpiadi i giocatori si sono fatti trovare in condizioni fisiche buone e hanno dato vita ad un grande spettacolo di volley e sport.

La competizione è stata divisa in due fasi: semifinali e finali. Le semifinali hanno visto gli scontri tra Civitanova e Perugia, oltre che la già citata Modena-Trento.

Nella prima partita Perugia arriva mettendo in vetrina i suoi nuovi acquisti, Zaytsev e Podrascanin su tutti, però dovendo fare a meno di uno come Atanasijevic. Civitanova dalla sua presenta i suoi nuovi acquisti Sokolov e Kaliberda (quest’ultimo non al massimo della forma), ma deve fare i conti con l’assenza pesantissima del palleggiatore Christenson.

Nella seconda semifinale invece si affrontano il Trento del fenomeno Giannelli, del rientrante Stokr e dell’ex di turno: Coach Angelo Lorenzetti contro i campioni in carica di Modena che risponde mettendo in mostra i suoi nuovi acquisti: Holt, Le Roux e Orduna, oltre al tecnico Piazza, che va a sostituire proprio Lorenzetti sulla panchina gialloblu.

Entrambe le partite finiranno con il punteggio di 3-1 a favore di Perugia e Modena, protagonisti sopra tutti Zaytsev ma soprattutto Ngapeth, che contro Trento gioca una partita monumentale: 30 punti, 3 ace, 4 muri e 58% di ricezione positiva: campione totale.

La finalissima poi è anticipata dalla finale per il terzo e quarto posto tra le semifinaliste perdenti, che ha visto trionfare la Lube al tie-break dopo una partita tiratissima.

LA FINALISSIMA
La finale è stata forse una delle più belle finali di supercoppa degli ultimi anni. Solitamente le squadre arrivano all’evento con molti problemi fisici e di intesa, problema che quest’anno, qualora ci fosse, non si è sentito quasi per nulla. Certo, un ruolo determinante l’ha forse giocato l’assenza di Atanasijevic: l’apporto del serbo sarebbe stato probabilmente prezioso, al cospetto di una squadra al completo come Modena, con due o tre uomini già in ottima forma fisica.

Partita intensa, giocata set a set sul filo dell’equilibrio in una cornice, quella del PalaPanini a dir poco spettacolare. Decisivi sono stati i giocatori da cui ci si aspettava di più: Ngapeth ancora una volta monumentale, Petric solidissimo in ogni fondamentale e Holt sopra le righe. Dalla parte perugina buona prestazione di Russell e Zaytsev, che hanno sorretto quasi da soli l’attacco della loro squadra. A muro prova maiuscola di Podrascanin che stampa per ben 8 volte i modenesi.

Bocciati Bari e Berger, rimandati ad Ottobre i modenesi Orduna e Vettori.
I primi due, disatrosi in ricezione, hanno subito 11 ace in due oltre alle bassissime percentuali in attacco di Berger. La diagonale modenese invece, a voler essere puntigliosi, ha mostrato alcune carenze, non gravissime, ma che potrebbero pesare nel corso di una stagione. Il palleggiatore italo-argentino è investito di un compito non semplice: sostituire il palleggiatore più forte del mondo (Bruno) e guidare una corazzata che mira a risultati importanti, dopo le stagioni a Padova, dove le richieste erano ben di altra difficoltà. Soffre oltremodo a muro, con Russell che in diverse occasioni passa letteralmente sopra; leggermente prevedibile in fase di costruzione, dove usa pochissimo i suoi centrali e sovraccarica le due bande. Dall’opposto italiano invece, semplicemente, ci si aspetta di più: troppo altalenante, si mantiene su un 45% in attacco con soli 14 punti, può e deve fare meglio.

Tirando le somme, secondo molti Modena ha meritato di vincere, secondo altri Perugia non meritava di perdere così. Uno dei sostenitori di questa seconda tesi è il presidente di Perugia Gino Sirci: appassionatissimo e amabilissimo presidente, che tanti sacrifici ha fatto per costruire questa squadra e che si aspettava evidentemente qualcosa in più, commentando la sconfitta con l’infelice affermazione “perdere così è ridicolo”. Piccola riflessione: premesso che persone così possono far solo che bene allo sport e alla pallavolo per la passione e l’impegno che profondono; senza dimenticare che è del tutto lecito, da parte di chi da anni compie spese non indifferenti e che dopo anni di finali perse vorrebbe una soddisfazione, cedere a qualche critica e al rammarico. Sono queste affermazioni infelici, perché lo sport è fatto anche e soprattutto di questo: di tante soddisfazioni ma anche di tantissime sconfitte, che bisogna saper accettare e far proprie per migliorare. Ma soprattutto, è questa una critica malcelata a giocatori e coach, che invece, hanno messo in campo tanto cuore e tanta voglia di vincere.

Spesso, saper perdere è molto difficile.

IL TABELLINO-

AZIMUT MODENA – SIR SAFETY CONAD PERUGIA 3-2 (25-22, 19-25, 25-22, 24-26, 17-15)

AZIMUT MODENA: Cook 1, Petric 19, Orduna 2, Massari, Rossini (L), Ngapeth, Ngapeth 20, Le Roux 3, Piano 7, Holt 11, Vettori 14. Non entrati Onwuelo, Salsi. All. Piazza.

SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Russell 18, Zaytsev 23, Della Lunga, Mitic, Berger 11, De Cecco 3, Bari (L), Birarelli 8, Podrascanin 14. Non entrati Buti, Tosi, Chernokozhev, Franceschini. All. Kovac.

ARBITRI: Cipolla, Rapisarda.

NOTE – Spettatori 5300, durata set: 26′, 27′, 29′, 32′, 22′; tot: 136′.


Giovanni Sorrentino

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