A tutta B: il riposo del Cittadella, il Moro di Brescia, Bari e Baroni e B ready per la 7^

E IL SESTO GIORNO IL CITTADELLA RIPOSO’ – E dopo 5 successi consecutivi, ad un passo da un record assoluto (mai in B si erano inanellati 6 successi in altrettante partite all’inizio del torneo), il Cittadella si ferma. E per farlo sceglie anche un metodo brusco: una sconfitta netta e inequivocabile, per di più tra le mura amiche. Autore: un bellissimo Brescia, che sta confermando l’ottimo avvio di stagione e quanto di buono fin qui detto sul suo tecnico, quel Brocchi a cui in pochi hanno creduto fino in fondo in casa Milan. I veneti restano saldamente in testa, ma vedono avvicinarsi i corregionali del Verona che con la vittoria altrettanto netta sul Frosinone, terza consecutiva, si portano ormai a soli 2 punti dalla vetta, reclamando a gran voce il ruolo di favorita d’obbligo che spetta loro. Ma il torneo delle sorprese è comunque destinato a proseguire, visto che, se è vero che una si ferma, senza neppure troppi danni, le altre due proseguono a vele spiegate: d’autorità il Benevento, con una straripante vittoria al San Nicola; tra tante difficoltà extracampo, non ultima la partita giocata a porte chiuse con i tifosi assiepati fuori dallo stadio, il Pisa, che regala la prima sconfitta all’Ascoli. Zitto zitto prosegue il suo cammino anche lo Spezia, squadra che non ha ancora trovato un gioco convincente, ma nonostante questo mette in cascina punti importanti, come i 3 alla fine dell’impegno casalingo con la Pro Vercelli, facendo fruttare, cosa un po’ strana per la storia recente degli aquilotti, il lavoro dei tanti giovani che deve mettere in campo per ovviare alle numerose assenze del periodo, su tutti Più (foto di copertina), autore di 2 gol negli ultimi due impegni al Picco. Tra le altre squadre attese dall’inizio del torneo, si ritrovano il Carpi, che batte “in casa” l’Entella, la Salernitana e il Perugia, che trovano la prima vittoria stagionale, rispettivamente con Trapani (che ferma la lunga fila di pareggi, ma nel modo peggiore) e Spal, mentre oltre al suddetto Trapani, anche il Cesena, sconfitto a Vercelli, e il Novara proseguono il proprio grigio campionato con una sconfitta in più in carniere. Tutto da decifrare anche il torneo del Bari, che è vero che si trova nella parte medio alta della classifica, ma è già alla seconda sconfitta in 3 impegni tra le mura amiche, peraltro, stavolta, con un passivo decisamente preoccupante. Infine, in coda brodino per Latina, Vicenza e Avellino che pareggiano, gli ultimi due nello scontro diretto tra loro, così che gli irpini continuano a mantenere l’ultimo posto in solitario.

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IL MORO DI BRESCIA – Classifica marcatori che, col passare del tempo, invece di delinearsi, si caratterizza per un affollamento nei primi posti della graduatoria. Ora i capocannonieri, infatti, sono ben 5, visto che a Litteri e Maniero, a secco anche questa settimana, si aggiungono Caputo, che segna il momentaneo pareggio dell’Entella a Carpi, Pazzini, che realizza, con altrettanti rigori, i 2 gol con cui il Verona regola il Frosinone, e Morosini, che mette una duplice firma nei 3 gol con cui il suo Brescia ferma il Cittadella. Proprio al giovane prospetto di Brocchi è dedicata la vetrina di oggi. Una vetrina meritata, vista la grande crescita avuta nel tempo da questo giocatore classe ’95, se è vero che di lui già parlavamo la scorsa stagione sulle pagine di questa rubrica, allora come giovane sorpresa di un Brescia che, da ripescato, aveva disputato un campionato di tutto rispetto, anche grazie a lui. Un bergamasco per Brescia, questa la peculiarità della situazione, visto che Leonardo è nato a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, appunto, quasi 21 anni fa, dato che compie gli anni ad ottobre, che però il nerazzurro della Dea non lo ha mai indossato, visto che ha cominciato con le giovanili di un’altra nerazzurra, l’Inter, per poi passare al settore giovanile dell’Albinoleffe nel 2008 e approdare alle rondinelle la stagione successiva. Promosso in prima squadra nel 2013, in quella stagione fa il suo esordio in serie cadetta, segnando anche il suo primo gol. Le presenze aumentano la stagione successiva, quella della retrocessione, ancora chiusa con un gol all’attivo. La stagione 15/16 dovrebbe essere quella della sua consacrazione in Lega Pro, da dove dovrebbero ripartire i lombardi, perno di una squadra giovane che, però, a ridosso dell’inizio del campionato viene ripescata. Quanto di buono messo in mostra da Morosini, però, fa sì che la società, e soprattutto Boscaglia, credano in lui, al punto che, a fronte di una campagna di rafforzamento, lui conserva, comunque, i gradi di titolare, rispondendo alla fiducia con una stagione di altissimo livello, condita da ben 8 reti, che contribuiscono a quello che si diceva essere stato un campionato al di sopra delle aspettative, con anche una lunga partecipazione alla lotta per i play off. Morosini, che nel precedente articolo a lui dedicato, lodavamo anche per le doti espresse fuori dal campo, studente coscienzioso e appassionato di musica, con discrete doti al pianoforte, è, ovviamente, divenuto presto una delle pedine al centro del mercato estivo. Già nel giro della Nazionale U20, per lui in estate si sono mosse squadre del calibro di Inter e Juventus. Ma il Brescia è riuscito a trattenerlo per un’altra stagione, per la gioia di Brocchi, un allenatore che crede nei giovani e, soprattutto, in lui. Così, lui, giovanissimo, è diventato, addirittura, il faro di una squadra dall’età media molto bassa, ma non ha avuto alcun timore reverenziale a rivestire questo ruolo, se è vero che, fin qui titolare inamovibile, ha già messo a segno 4 gol, di cui 2 proprio nella partita di sabato in cui il suo Brescia ha espugnato il Tombolato, regalando il primo dispiacere al Cittadella: al 39′, cosa per lui inconsueta, svetta di testa su un cross dalla destra e insacca il momentaneo 2-0; al 18′ della ripresa chiude i conti con una bellissima azione personale, rubando palla a centrocampo per involarsi in area in solitario e insaccare il 3-0 dopo aver saltato il portiere.

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BARI E BARONI – Né un gioco di parole e neppure qualcosa a che vedere con titoli nobiliari della città pugliese. Si tratta più che altro del rapporto, o meglio di una sorta di idiosincrasia, che sta salendo a Bari, soprattutto al San Nicola, verso un tecnico in particolare, Marco Baroni appunto. Intanto è giusto tessere le lodi in generale del tecnico fiorentino, divenuto ormai un allenatore di categoria, allenando in B, ormai dal 4 stagioni, ma che in questi giorni sta balzando agli onori delle cronache per i risultati che sta conseguendo con il Benevento, una neopromossa all’esordio assoluto in serie cadetta. Baroni è un ex giocatore dalla carriera di tutto rispetto, cominciata nelle giovanili della Fiorentina a fine anni ’70 e dipanatasi tra diverse squadre per tutti gli anni ’80 e ’90, con tanta Serie A, in particolare con le maglie di Udinese, Roma e, soprattutto Napoli, con cui conquista, contribuendo anche con la marcatura del gol decisivo all’ultima giornata, uno scudetto, il secondo della storia partenopea. Appese le scarpette al chiodo nel 2000, con la maglia della Rondinella, riparte subito come allenatore proprio nell’ultima squadra in cui ha militato, in C2, ottenendo, però, una retrocessione. Prosegue per diverse stagioni nella medesima serie, sulle panchine di Montevarchi, Carrarese (una salvezza attraverso i play out) e Sudtirol (promozione sfiorata, perdendo i play off). Quindi sale di categoria e allena, nella stagione 2006/07, l’Ancona in C1, ma qui conosce il primo esonero della carriera. Dall’anno successivo comincia ad allenare la Primavera del Siena, che conduce anche alla finale del campionato di categoria. Nella società bianconera ha una rapidissima parentesi di 4 partite in cui viene chiamato ad allenare la prima squadra, in A (sua unica esperienza, per ora) all’esonero di Giampaolo, ma i pessimi risultati conseguiti portano la società a chiamare Malesani e lui torna ad allenare i giovani. Altra sfortunata parentesi alla Cremonese, in C1, nel 2010, chiusa con un altro esonero, quindi arriva la Primavera della Juve, che conduce alla vittoria di un Viareggio e di una Coppa Italia di categoria. Dal 2013 allena, come detto, in B: prima al Lanciano, che porta in testa al campionato per diverse giornate, cosa che mette la squadra abruzzese al centro dei riflettori, anche della stampa internazionale, poi al Pescara, che guida fino alla penultima giornata, quando viene esonerato per lasciare il posto ad Oddo, e la scorsa stagione al Novara, che porta alla semifinale play off. Dall’inizio di questa stagione guida il Benevento, fin qui con ottimi risultati, con la squadra, all’esordio assoluto, terza in classifica e, al momento, ancora imbattuta. Sabato è arrivato il colpaccio di Bari, con la vittoria, nettissima, al San Nicola, per 4-0. Peccato, però, che 4 reti nello stesso stadio una squadra di Baroni li avesse già segnati, e proprio nell’ultima partita diretta dal tecnico sulla panchina di questo stadio, ovvero il preliminare play off della scorsa stagione, vinto dal Novara, in casa dei galletti, per 4-3 ai tempi supplementari. Se poi si tiene conto che in stagione regolare con i piemontesi e la stagione precedente col Pescara, i biancorossi non sono andati oltre un 1-1 e che l’ultima vittoria risale al 2013, quando Baroni sedeva sulla panchina del Lanciano, pare ovvio che il buon tecnico fiorentino non sia esattamente uno degli ospiti più benvisti nell’impianto barese…

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 7^ GIORNATA – Prossimo turno con una piccola variazione nel classico format: anticipo al venerdì alle 20.30, 7 partite sabato alle 15 e tre posticipi, due domenica, uno alle 15 e uno alle 17.30, e uno lunedì alle 20.30. Il Cittadella capolista prova a riprendere la sua corsa interrotta dal Brescia, al Provinciale di Trapani, dove lo attende una squadra granata di pessimo umore, desiderosa di riprendersi dalla prima sconfitta stagionale patita a Salerno e, soprattutto, di trovare la prima vittoria di questo campionato, che possa scacciare il torpore che pare aver avvolto la squadra di Cosmi. Il Verona, primo inseguitore, invece, è atteso dall’impegno con la Ternana, al Liberati, in casa di una squadra, che, finora, è imbattuta tra le mura amiche. Il Benevento prosegue il suo sogno di alta classifica, attendendo il Novara, che, alla seconda trasferta consecutiva, vuole dimenticare in fretta La Spezia e riprendere il suo cammino, dando una scossa ad una classifica fin qui deficitaria. E, a proposito di classifiche deficitarie, il Cesena, domenica alle 15, in casa, prova a dimenticare il punto raccolto in 2 partite, compreso il recupero con l’Ascoli, nel match interno con il Latina, sfruttando il campo dove finora hanno raccolto 5 dei 6 punti archiviati. Nell’altro posticipo domenicale, invece, l’Ascoli, dopo la prima sconfitta stagionale e il pareggio nel recupero col Cesena, attende lo Spezia, raggiante dopo la vittoria casalinga col Novara, in uno scontro tra due squadre che vogliono conservare la propria imbattibilità, interna i marchigiani, generale i liguri, i quali vedono il secondo posto ad un passo. Due big match agli antipodi della giornata: in anticipo venerdì sera, il Brescia di Brocchi, al top dell’umore dopo lo stop imposto alla capolista, aspetta un Bari con un diavolo per capello dopo la brutta sconfitta interna e che fuori sembra funzionare decisamente meglio che in casa; lunedì sera sfida tra due vincenti dell’ultimo turno, separate da soli 2 punti, il Carpi di Castori e il Pisa di Gattuso. Bella sfida anche quella del Matusa, in cui il Frosinone prova a dimenticare Verona aspettando il Perugia, che vuol dare continuità alla prima vittoria stagionale di lunedì contro la Spal. L’Avellino verificherà se il pellegrinaggio di questi giorni ha dato i suoi frutti, affrontando una Pro Vercelli che arriva, però, di ottimo umore dopo la prima vittoria stagionale trovata sabato. Le altre partite della giornata sono Spal-Salernitana e Entella-Vicenza.

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