A tutta B (seconda parte): il primo verde, i compagni taccagni e B ready per l’8^

IL PRIMO VERDE – Continuano gli articoli dedicati a questo colore. Dopo aver parlato del giovanissimo attaccante della squadra “ipsicromatica” irpina, stavolta si parla del cartellino, l’iniziativa attiva dallo scorso campionato, creato per premiare e portare, quindi, all’attenzione di tutti, gli episodi di fair play. Da gennaio di quest’anno, infatti, l’arbitro, al termine dell’incontro, può segnalare l’episodio che si è dimostrato più in linea con lo spirito dell’iniziativa, premiandolo, appunto, con il simbolico cartellino verde. Praticamente inutilizzato nello scorso campionato, per vedere assegnato il primo cartellino si è dovuto aspettare la settima giornata del corrente e, più precisamente, la partita giocata a Chiavari tra i padroni di casa dell’Entella e il Vicenza. Ad essere meritevole del premio Cristian Galano (foto di copertina), giocatore dei veneti, che, all’8′ della ripresa, con il risultato già fissato sul 2-1 per i padroni di casa e la sua squadra alla caccia di un pareggio fondamentale per abbandonare gli ultimi posti della classifica, a seguito dell’assegnazione di un calcio d’angolo a favore della squadra biancorossa, ha ammesso che il suo tiro non aveva subito alcuna deviazione, inducendo l’arbitro a tornare sui suoi passi assegnando la rimessa dal fondo ai liguri. E, soprattutto, a segnalare la cosa agli organi preposti, attraverso l’apposita segnalazione a fine partita, affinché la cosa fosse portata all’attenzione generale attraverso l’assegnazione del simbolico premio, che il giocatore avrà ritirato a denti stretti, visto il risultato finale dell’incontro. E, probabilmente, ancor più stretti saranno i denti del suo allenatore Lerda che, a fine incontro, proprio a causa del pessimo risultato finale, sarà il primo tecnico esonerato di questa stagione.

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COMPAGNI TACCAGNI – Dopo i parenti serpenti, oggi ci sono anche i compagni taccagni, ovvero quelli che li inviti a casa e, non solo non portano nulla, ma, alla fine, ti portano pure via qualcosa. E’ quello che è successo sabato tra Benny Carbone e Fabio Pecchia, padrone di casa il primo, ospite il secondo. I due, compagni li sono stati davvero, di squadra, più precisamente in due occasioni: nel Napoli, nella stagione 94/95, l’unica che il tecnico della Ternana ha giocato in maglia azzurra, e nel Como nel 2002/03. Due carriere quasi sovrapponibili come tempi quelle dei due giocatori, con le differenze dettate dal fatto che Carbone è di due anni più vecchio di Pecchia, classe ’71 (Reggio Calabria) il primo, ’73 (Formia) il secondo. Giovanili del Torino ed esordio in prima squadra nell’88 per il calabrese, quelle dell’Avellino ed esordio nel ’91 per il laziale. Carbone, attaccante dai piedi molto buoni e dalla grande fantasia, brevilineo e veloce, che, però, in carriera ha, probabilmente, reso meno di quelle che erano le aspettative in rapporto al suo talento, dopo una serie di prestiti (Reggina, Casertana e Ascoli), torna al Torino, dove si mette in mostra in modo evidente, tanto da solleticare gli interessi della Roma che lo acquista nel 1994, ma lo gira immediatamente al Napoli nell’ambito della trattativa che porta Fonseca in maglia azzurra. Pecchia, centrocampista di sostanza, con buone doti tecniche e di velocità e anche discrete doti realizzative, dopo gli inizi tra gli irpini approda al Napoli nel 1993 e lì resta fino al 1997, diventandone anche Capitano. Quindi nel 94/95 i due sono compagni di squadra per una stagione senza infamia e senza gloria: 7° posto in campionato, quarti di Coppa Italia, Ottavi di Uefa, 4 gol Carbone, 2 Pecchia. Poi le strade si dividono: Carbone va all’Inter per una stagione, quindi intraprende, con buona fortuna, la pista estera, in Premier League (Sheffield, Aston Villa, Bradford, Derby County, Middlesbrough), quindi ritorno in patria nel 2002; Pecchia dopo Napoli gira letteralmente l’Italia (Juve, Samp, Torino, ancora Napoli, Bologna). Ma nel 2002 i due si ritrovano con la maglia del Como in A, per una stagione non da ricordare, vista la retrocessione a fine campionato col penultimo posto. Carbone chiude la stagione con 2 gol, Pecchia ben 6. Entrambi lasciano la Lombardia a fine campionato: Carbone ancora in A col Parma, per poi scendere in B, con Catanzaro e Vicenza e, dopo la parentesi di un mese in Australia, chiudere in C2 col Pavia nel 2010; per Pecchia ancora Bologna (in due riprese), Siena, Ascoli e Frosinone, per chiudere la carriera con il Foggia nel 2009. Entrambi appese le scarpette si buttano sull’avventura in panchina: il calabrese comincia dalla Berretti del Pavia, la cui prima squadra allena per pochi mesi da marzo 2011, quindi Varese in B (esonerato), Valle d’Aosta (subentrato e dimissionario), Pro Sesto (subentra e chiude 11° in D), fino alla chiamata della Ternana quest’estate dopo l’esonero di Panucci; di Pecchia si è già detto nel pezzo su Imbriani, con l’inizio da vice nel Foggia, le avventure sfortunate da primo allenatore con Gubbio e Latina (2 esoneri) fino all’impegno di vice di Benitez per 3 anni, tra Napoli, Real e Newcastle e la successiva chiamata, quest’estate, per riportare il Verona in A. Sabato, come detto, il Verona era atteso dalla trasferta di Terni: bella rimpatriata tra i due, che hanno scherzato anche di fronte alle telecamere di Sky, poi, però, Pecchia, con poco galateo, ha risposto all’ospitalità dell’amico rifilandogli 3 gol e portandosi a casa i 3 punti utili per proseguire l’inseguimento al Cittadella, lasciando il compagno a bocca asciutta e con una classifica un po’ deficitaria.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALL’8^ GIORNATA – Con la A a riposo per le Nazionali, ad appropriarsi della domenica è il torneo cadetto, con ben 9 incontri nella giornata, uno alle 12.30, 7 alle 15 e uno alle 17.30. Due, invece gli anticipi di sabato, uno alle 18 e uno alle 20.30. E proprio in questo secondo impegno in anticipo si vedrà all’opera la capolista Cittadella, che festeggia il ritorno alla vittoria dopo la pausa della giornata precedente, attendendo un Frosinone, che, invece, arriva di pessimo umore dopo la sconfitta interna col Perugia, che ne ha rallentato vistosamente la rincorsa alle prime posizioni. Anche il primo inseguitore degli uomini di Venturato, il Verona, è atteso da un big match e, anche lui, in anticipo, e più precisamente quello domenicale all’ora di pranzo, in cui farà gli onori di casa per l’arrivo di Brocchi e dei suoi uomini, intenzionati a riprendere la corsa alla zona play off dopo il pareggio dell’ultima giornata. E diametralmente opposto, invece, l’impegno della terza in classifica, il Benevento, che, nel posticipo delle 17.30, ultima partita della giornata, va a far visita ad una Salernitana che vuole cancellare con un risultato di rilievo tra le mura amiche, la delusione per il pareggio sfumato sul campo della Spal a causa del ritorno al gol di Antenucci. Match piuttosto interessanti anche per le altre protagoniste d’alta classifica: lo Spezia attende in casa il Carpi degli ex idoli della curva Lollo e Catellani, alla caccia del risultato a sensazione che smuova un po’ il proprio campionato e riporti gli emiliani nelle posizioni più alte, mentre l’Entella va a far visita al Bari, che ha bisogno di dimenticare il solo punto raccolto nelle ultime due partite e, soprattutto, i 4 gol presi nell’ultimo match casalingo. Il Pisa, le cui settimane continuano a trascorrere più con la testa alle carte bollate che al campo di calcio, attendo in casa una Spal di ottimo umore dopo la vittoria di una settimana fa. Domenica pomeriggio al Curi si sfidano le due risorte di questo turno, con tutta l’intenzione di dare continuità ai propri risultati, il Perugia e l’Avellino, mentre al Menti va in scena l’esordio di Bisoli sulla panchina del Vicenza, contro un Cesena che continua a non trovare lo scatto adatto a rimettere in moto una stagione fin qui deficitaria. Le altre partite in programma sono l’anticipo di sabato pomeriggio, tra Novara e Ascoli e Pro Vercelli-Ternana.

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