A tutta B (seconda parte): i giovani scaligeri, niente Bucchi nell’acqua e B Ready per la 10^

I GIOVANI SCALIGERI – Il Verona che balza in testa deve la sua compattezza non solo ai nomi importanti che ne costituiscono la rosa, ma anche al giusto mix tra questi e diversi giovani interessanti, già maturi per non sfigurare anche in una supercorazzata come quella scaligera. Sarebbe troppo facile parlare di Daniel Bessa (foto di copertina), 23enne centrocampista scuola Inter, dai piedi vellutati, già leader del centrocampo gialloblu e autore di un pregevole gol anche nella partita di sabato. Più giusto, probabilmente, dedicare la copertina ad un ragazzo più giovane di lui, che sabato ha partecipato alla festa inserendo il suo nome nel tabellino dei marcatori, realizzando il proprio primo gol in B, ovvero Mattia Zaccagni. Zaccagni è un centrale di centrocampo, destro, nato a Cesena il 16 giugno 1995, quindi 21enne. Cresciuto nelle giovanili del Bellaria, arriva al Verona nella stagione 13/14, inizialmente in prestito, ma, evidentemente ben figurando da subito, già la stagione successiva è tesserato a titolo definitivo dagli scaligeri, che lo girano subito, in prestito, in Lega Pro al Venezia. Stagione da titolare tra i lagunari, condita anche col primo gol da professionista. Tornato alla base, resta 6 mesi in gialloblu, esordendo anche in massima serie, ma a gennaio va in prestito al Cittadella, dove diventa uno dei protagonisti del ritorno immediato in B dopo un solo anno dei veneti, con 12 presenze e un gol segnato nel girone finale per l’assegnazione della Supercoppa Lega Pro (dallo scorso campionato la Lega Pro è organizzata in 3 gironi, quindi le vincenti, a fine campionato, disputano un girone all’italiana per l’assegnazione del trofeo, andato, in questa edizione, alla Spal), nella partita vinta dal Cittadella per 4-2 sul Benevento. Tornato nuovamente alla base, è stato confermato per questa stagione e, fin qui, ha disputato 4 partite, realizzando, appunto, sabato, il suo primo gol in B: al 19′ della ripresa, con la sua squadra già in vantaggio di un gol, ma in difficoltà per la buona resistenza dell’Ascoli (che di lì a poco, infatti, accorcerà le distanze), riceve palla da Valoti appena dentro l’area, sul versante destro e da lì scaglia un preciso diagonale di destro che si insacca per il momentaneo 2-0.

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NIENTE BUCCHI NELL’ACQUA – Dietro al Perugia rivelazione di questo recente scorcio di campionato, innegabilmente c’è la mano di chi lo sta dirigendo dall’inizio di questa stagione, ovvero Cristian Bucchi, uno dei tecnici esordienti in B di questa stagione. Come già visto nell’articolo in cui si segnalavano le affinità tra il suo percorso e quello dell’altro Cristian, Brocchi, questa non rappresenta l’esperienza più “alta” dell’ex attaccante di Modena, Napoli e Perugia (tra le tante altre), che, all’esordio da tecnico nel 2012 con la Primavera del Pescara, sua ultima squadra da giocatore, a marzo 2013 prese le redini della prima squadra abruzzese, in A, sostituendo Bergodi, e chiudendo la stagione con una scontata retrocessione. Poi esperienze in Lega Pro: Gubbio (esonerato), Torres (subentrato, 11° a fine campionato) e Maceratese, con cui comincia a rivelare le sue capacità, portando una squadra neopromossa al 3° posto e, quindi, ai play off, dove sarà eliminata dal Pisa, poi promosso. Questo ha convinto quest’estate il Perugia ad affidargli la panchina, dopo la rescissione con Bisoli a seguito della non esaltante conclusione dello scorso campionato: partita con l’obiettivo mirato della qualificazione ai play off e con una rosa assolutamente in grado di poter centrare il target, dopo una stagione di alta classifica, seppur tra alti e bassi, uscì dalla lotta per un posto negli spareggi già qualche giornata prima della fine del campionato. Anche quest’estate la rosa è stata rinforzata con l’obiettivo dichiarato di centrare i play off e il lavoro è stato buono, tanto che la squadra è stata inserita tra le possibili outsider del torneo. L’inizio sembrava andare un po’ contro queste previsioni: la squadra giocava bene, ma incamerava pochi punti. Poi, all’improvviso, l’esplosione, con le 4 vittorie inanellate consecutivamente, culminate con la vittoria netta sul Cittadella capolista, e la risalita, prepotente, in classifica, fino al terzo posto. Ora il Perugia è una delle squadre più belle ed efficaci del torneo, con un calcio che, a tratti, è perfino migliore della più blasonata Verona, quindi Bucchi predica la calma e la concentrazione, ma è innegabile che gli umbri siano destinati ad avere un ruolo da protagonisti in questo campionato. E questo anche grazie al proprio giovane tecnico.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 10^ GIORNATA – Si parte per un nuovo tour de force del campionato cadetto, con 3 giornate nel giro di una settimana, due delle quali ravvicinatissime. Da qui nasce il format della prossima giornata, la 10^, che vedrà due anticipi venerdì, uno alle 19 e uno alle 21, e il resto delle partite da disputarsi sabato pomeriggio alle 15. Si parte venerdì alle 19 con le voglie di riscatto del Cittadella, che attende in casa l’Ascoli per dimenticare la batosta di Perugia e il sorpasso in classifica e ripartire con quello che le riesce meglio, finora, ovvero vincere. La risposta arriverà sabato pomeriggio, quando il Verona aspetta al Bentegodi una Pro Vercelli di ottimo umore dopo la vittoria nel derby piemontese che ha reso migliore anche la classifica. Il redivivo Carpi, invece, va a far visita alla Spal per provare a proseguire l’ottimo momento e inanellare la terza vittoria consecutiva, e attese in trasferta sono anche le due squadre del momento, il Perugia e l’Entella: agli umbri tocca lo scontro diretto con un Benevento che deve e vuole riprendersi dalla sconfitta proprio di Chiavari, per di più rimontato dal 2-0; i liguri vanno, invece, a Salerno, a casa di una Salernitana un po’ delusa dal risultato dell’ultima giornata, quando stava accarezzando il colpaccio esterno a Brescia, prima del pareggio del giovane Bisoli. Altra partita interessante, visto l’ottimo umore delle contendenti, sarà sicuramente il match del Menti tra Vicenza e Frosinone: da una parte un Bisoli che vuol dimostrare di aver dato davvero una sferzata all’ambiente, con la conquista della seconda vittoria consecutiva, la prima, per lui, in casa, dall’altra un Marino che vuole dare continuità alla bella affermazione di domenica col Bari per proseguire la scalata alla classifica. Nell’altro anticipo di venerdì, quello delle 20.30, lo Spezia va alla caccia del riscatto dopo le due sconfitte consecutive, frustrante quella interna, immeritata, col Carpi, umiliante quella esterna, giusta, di Avellino, e, con lo scopo di capire quali siano la sua reale dimensione le sue vere ambizioni, cercherà di far risultato in un match per nulla semplice con un Brescia che vuole scrollarsi di dosso la ruggine dell’ultimo pareggio casalingo in rimonta. Anche Bari, Pisa e Novara sono a caccia di risposte in questo turno: i pugliesi dopo la batosta di Frosinone devono capire la reale dimensione del proprio campionato, dopo le battute a vuoto fin qui espresse, e prova a risollevarsi aspettando un Trapani sempre ultimo in classifica, alla caccia della partita della svolta per uscire da un incubo inatteso; i toscani vogliono sapere se il momento d’oro delle prime giornate, quello maturato per la coesione del gruppo e l’entusiasmo dell’ambiente, sia giunto agli sgoccioli dopo le due sconfitte casalinghe e provano a scoprirlo nella trasferta di Latina; i piemontesi cercano un’identità dopo un inizio di stagione disastroso che fa sembrare un lontano ricordo i play off dello scorso anno (al pari del Trapani) e, dopo la sconfitta pure nel derby piemontese, lo fanno attendendo, nello scontro diretto, un Avellino al settimo cielo dopo la vittoria della volontà nell’ultimo turno contro lo Spezia, anche se sempre più minato nel suo reparto offensivo. Nell’ultimo incontro del turno, il Cesena prova a uscire dal torpore degli innumerevoli pareggi, 6, anche se per farlo dovrà affrontare una Ternana che con le partite patte non scherza, 5 fin qui, e che negli impegni casalinghi ha visto più il segno x, 2 volte, che l’1, una volta sola.

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