Inter, il caso Icardi non deve essere una scusante: la situazione è grave

icardi

Il recente caso non deve distogliere l’attenzione dai veri problemi. All’interno della società meneghina regna la confusione. A partire dalla proprietà per poi arrivare alla squadra, ed infatti i risultati scarseggiano. E’ già finita l’euforia per la vittoria con la Juve, ed è successo quello che tutti i tifosi temevano. I nerazzurri non riescono ad avere continuità, sia di risultati, ma anche di bel gioco. Se la sconfitta con la Roma all’Olimpico, in fin dei conti, ci può stare, i KO subiti contro Sparta Praga e Cagliari sono inaccettabili. Alla vigilia dell’importantissimo match contro il Soutampthon, proviamo ad analizzare la situazione dei nerazzurri.

SOCIETÀ DISUNITA – L’ultimo in ordine di tempo ad esprimere perplessità riguardo la nuova gestione è stato l’ex presidente Moratti, che si è detto poco convinto soprattutto riguardo l’assetto societario. Ed ha pienamente ragione. l’Inter ha come uomo di punta Zhang Jindong, leader del gruppo Suning, ma che raramente ha seguito la squadra da vicino. Poi c’è Erick Thohir, che è socio di minoranza, ma al quale evidentemente spetta il potere decisionale, in quanto presidente. Dobbiamo ricordare infatti che l’attuale allenatore, Frank De Boer, lo ha voluto Thohir, il quale stravede per lui. Non si può dire lo stesso invece per Zhang, il quale preferirebbe Simeone o Garcia, al tecnico olandese. Per non parlare poi di Bolingbroke, che non ha rinnovato il contratto ed è destinato a sparire. Insomma le uniche due figure (per ora) inamovibili sono Ausilio e Zanetti. Come insegna il fenomeno Juve degli ultimi anni, una  società solida  è la base per costruire un progetto vincente. Quella nerazzurra invece traballa, ed è completamente disunita. Un esempio? La decisione della società di riconfermare Icardi capitano, scelta che va nettamente in contrasto con le dichiarazioni di Zanetti e Ausilio alla fine della partita contro il Cagliari, i quali erano abbastanza infastiditi dall’atteggiamento dell’attaccante argentino. Come si può quindi pretendere risultati istantanei, quando la società è spaccata in due?

13344657_1172183392831798_4009194833748982559_n

LE DIFFICOLTÀ DI DE BOER – Naturalmente, non si può esprimere un giudizio sull’allenatore attuale, è troppo presto, e sarebbe un errore grossolano condannare De Boer. Ma è impossibile anche nascondere le perplessità  soprattutto su alcune scelte dell’olandese. Partiamo col dire che l’Inter gioca meglio dell’anno scorso. è innegabile. Però se da una parte, il gioco è migliorato(soprattutto in fase offensiva), dall’altra, non si può fare a meno di notare l’inesistenza di un equilibrio in campo. La squadra in campo, è paurosamente sbilanciata in avanti, ma soprattutto, manca il centrocampo, soprattutto in fase di filtro in mezzo al campo. Il risultato? Solo domenica l’Inter ha subito almeno quattro contropiedi pericolosissimi, e Handanovic, dopo aver sventato due contropiedi paurosi, è dovuto soccombere, complice anche la sfortuna, soprattutto nel secondo goal rossoblu. Un’altra questione è sicuramente la formazione ed i cambi. Perchè ostinarsi col tridente, e non provare mai un attacco a due? Icardi è chiaramente troppo solo nell’area, e un attaccante vicino, potrebbe dargli una mano. Perchè insistere con giocatori, vedi Jovetic, ai quali mancano le motivazioni, e sono da tempo in rotta con la società? Dov’è finito Gabigol? De Boer continua a dire che non è pronto, ma il giocatore scalpita in attesa di un’occasione da titolare. Insomma Frank deve risolvere subito questi problemi, anche perché si parla già di esonero. Voci esagerate? Certamente, ma è meglio iniziare a rimettersi in corsa, magari con una vittoria domani contro il Southampton.

deboer-inter-allarga-braccia-2016-2017-750x450

CERCASI LEADER – Arriviamo al caso Icardi. Tralasciando tutti gli avvenimenti di Domenica, molti dei quali vergognosi e che non hanno nulla a che fare con lo sport in  generale, è innegabile che l’argentino pecchi di leadership, e si trova in un momento, suo malgrado, difficilissimo. Sembra addirittura che , in malafede, contribuisca a peggiorare una situazione già di per se critica. Ai nerazzurri manca il classico trascinatore, quello che guida la squadra, anche quando magari le prestazioni non sono eccellenti. Se ci dovessimo basare sull’esperienza europea vincente, il leader sarebbe di sicuro Banega, prima ancora di Miranda. Il trequartista infatti è quello col palmarès più ricco e di sicuro uno tra i più esperti in campo. Ma, nonostante il suo avvio di stagione sia buono, anche lui non sempre riesce a trascinare la squadra, anzi a volte si eclissa insieme ai compagni. La Juventus sicuramente, non sta vivendo il suo miglior momento di forma, ma ha trovato in Dybala, un giocatore che riesce sempre a fare ottime prestazioni e ad essere decisivo. Ed i risultati si vedono.

banega_mercato_inter-638x425

Forse, allora è meglio mettere da parte le polemiche e iniziare a lavorare soprattutto sulla continuità. Anche perché il 3° posto dista “solo” cinque punti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *