A tutta B: la fuga del Verona, il difensore goleador, la Bessa Nova di Verona, il martello per Trapani e B ready per l’11^

FUGA VERONA – Mentre la classifica si delinea in modo netto in testa, si compatta nelle posizioni direttamente a ridosso, al punto che ben 8 squadre sono raccolte in appena 3 punti, che vanno dal secondo posto della promozione diretta a tutta la zona play off e oltre. E questo perché delle prime 7 in classifica vince solo il Verona, che, con la vittoria con i consueti 3 gol, di cui uno del solito Pazzini, rifilati, stavolta, alla Pro Vercelli, comincia a prendere il largo, portando a 5 i punti di vantaggio sulla seconda. Seconda in classifica che resta il Cittadella, che prosegue il suo, a questo punto, stranissimo campionato, che dopo le 5 vittorie nelle prime 5 partite, ha trovato solo 3 punti nelle successive 5, sempre rigorosamente senza pareggi e con ben 3 sconfitte al Tombolato, ultima delle quali quella di sabato con l’Ascoli, grazie al gol del sempreverde Cacia (foto di copertina). E così nella giornata in cui il Perugia pareggia a reti bianche lo scontro diretto di Benevento, l’Entella esce con un punto dal campo della Salernitana, il Carpi ritrova la sconfitta sul campo della Spal dopo le due vittorie consecutive, il Frosinone impatta col Vicenza e anche il Pisa porta a casa un punto dal campo del Latina, le uniche squadre ad approfittare veramente della giornata sono proprio la Spal, che aggancia Frosinone e Benevento in piena zona play off, e lo Spezia, che vince, stavolta convincendo, lo scontro diretto contro un Brescia sottotono soprattutto in fase offensiva. Giornata di rivincite anche per Bari e Novara: la squadra di Stellone si ritrova e travolge un Trapani sempre più ultimo e in difficoltà, che fa scattare le ire di un Cosmi che non vuol più prendersi responsabilità e ordina ritiro ad oltranza; i piemontesi ritrovano la vittoria battendo un Avellino che torna duramente alla realtà dopo la bella affermazione sullo Spezia di 7 giorni prima e rivede, soprattutto, il penultimo posto. E, infine, se è vero che bianco e nero danno grigio, continua a rispettare la propria commistione cromatica il Cesena che accumula il settimo pareggio stagionale in 10 partite, sul campo della Ternana, e prosegue il suo deludente campionato.

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IL DIFENSORE GOLEADOR – Classifica marcatori che ha un padrone sempre più dominante, visto che Pazzini, segnando il secondo dei tre gol alla Pro Vercelli, realizza l’11° gol stagionale, con medie che ricordano quelle di Paolo Rossi al tempo del Vicenza. A seguirlo il solo Caputo, che col gol del vantaggio a Salerno, sale a 7 gol e abbandona a 6 Litteri che chiude la sua partita senza gol e pure con un’espulsione sulle spalle. A 5 reti tutti fermi: La Mantia, Di Carmine e Dionisi. Così la vetrina pare giusto dedicarla ad uno che il marcatore non lo fa di mestiere, ma che, probabilmente, ha segnato uno dei gol più belli della giornata, ovvero, Pucino del Vicenza. Raffaele Pucino è un difensore classe ’91, nato a Caserta e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Boys Caserta, Napoli, Empoli, Casertana ed Atletico Nola. Nel 2009 approda all’Alessandria, con cui esordisce tra i professionisti, in Lega Pro, rimanendo per 2 stagioni. Nel 2011 è già in B, con la maglia del Varese, con cui disputa due stagioni da titolare, segnando anche i suoi primi, e fino a sabato, unici gol, 3. Nel 2013 viene acquisito in compartecipazione tra Chievo e Sassuolo, restando in rosa dei neroverdi per tutta la stagione di A, mettendo, però, insieme, solo 3 presenze. Quindi, dopo essere diventato di proprietà del Chievo, comincia il giro dei prestiti: una stagione a Pescara e una divisa a metà tra Lanciano e Avellino. Dall’inizio di questa è a Vicenza, dove è uno dei titolari. Sabato il suo primo gol in maglia biancorossa, di pregevolissima fattura, tanto da far persino stupire che si tratti di un difensore al quarto gol in carriera: all’ora di gioco, con il risultato ancora sullo 0-0, inizia un’azione personale da centrocampo, scambia con Vita sulla fascia destra, che gli chiude il triangolo, mettendolo al limite dell’area, dove entra indisturbato, passa in mezzo a due avversari e scaglia un destro di precisione che si insacca per il momentaneo vantaggio della sua squadra.

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A VERONA SI BALLA LA BESSA NOVA – Si era già accennato a lui nel corso dell’ultima puntata della rubrica, perché era stato uno dei goleador dell’ultima giornata e per la sua gioventù. Ma visto che si è ripetuto e visto il peso specifico che sta assumendo sempre maggiore ogni giornata che passa nel centrocampo scaligero, con l’autorevolezza di un veterano, non ci si può esimere dal dedicare anche a lui la vetrina giovane della nostra rubrica. Stiamo parlando di Daniel Bessa, centrocampista brasiliano, naturalizzato italiano, nato San Paolo il 14 gennaio 1993. Cresciuto nelle giovanili di Coritiba e Atletico Paranaense, è in Italia dal 2008 quando fu l’Inter a intuirne le potenzialità e a portarlo a Milano. Con i nerazzurro ha vinto un Campionato Primavera e una NexGen Series, mettendosi da subito in mostra per la sua personalità. Da gennaio 2013 ha cominciato il giro dei prestiti: 6 mesi a Vicenza (3 presenze in B), 6 mesi all’Olhanense, in Portogallo (1 sola presenza), 6 allo Sparta Rotterdam, in Olanda (7 gettoni), una stagione da titolare a Bologna, in B, al cui ritorno in A contribuisce anche con un gol, il suo primo tra i professionisti. La stagione scorsa è stato a Como, uno dei titolarissimi, una delle poche note positive della stagione non esaltante dei lariani, con anche 3 gol segnati. Se quello poteva già sembrare un bel record per il giovane centrocampista, nella stagione attuale sta arrivando l’ulteriore consacrazione, perché in appena 10 giornate, in cui Bessa è titolare inamovibile, i gol segnati sono già 4, accompagnati ad un’autorevolezza che ci si aspetterebbe da un veterano. Sabato il quarto gol: al 36′ riceve palla appena dentro l’area e con un destro immediato insacca imparabilmente, aprendo le marcature in un match che si chiuderà con un netto 3-0. Il Verona danza e vola anche grazie a lui.

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UN MARTELLO PER TRAPANI – Si sa, nel calcio, spesso, è difficile ripetersi e non sempre un’annata straordinaria è seguita da una di pari valore. Ma quello che sta succedendo a Trapani sta andando oltre ogni più pessimistica previsione e questo ha dell’inspiegabile. La scorsa stagione era finita con un crescendo rossiniano esaltante: a suon di vittorie i siciliani erano risultata la miglior squadra del girone di ritorno, inanellando ancor più punti di quanti fatti dalle due squadre promosse, tanto da conquistare direttamente la semifinale play off. Vinta anche quella, l’approdo alla finale fu un risultato strabiliante e, anche se alla fine a salire fu la favorita Pescara, il Trapani restò una delle favole più belle del torneo cadetto e Cosmi ne fu il condottiero acclamato e giustamente osannato. Qualche cambio in rosa quest’estate e poi il via al torneo attuale, con la giusta speranza di ripetersi e la critica disponibile a tenere ancora in alta considerazione la squadra granata. Ma la realtà si è rivelata un incubo per i siciliani, visto che il campionato che stanno disputando non è neppure lontano parente dello scorso, non è trionfale ma neppure anonimo, è del tutto disastroso, se è vero che la squadra, dopo 10 giornate, occupa l’ultimo posto solitario a 3 punti dalla penultima e, soprattutto, non ha ancora vinto una partita. La compagine trapanese è del tutto irriconoscibile: poco gioco, molto prevedibile, un carico offensivo quasi inesistente, con pochi gol segnati e quasi tutte le bocche da fuoco della scorsa stagione a secco o quasi, e un’insicurezza difensiva lampante, come hanno dimostrato i 3 gol presi anche nella partita di sabato. Cosmi sembra stranito, anche perché è il primo a non capire cosa non stia funzionando nei suoi ragazzi. Per di più ha dovuto subire anche una pesante intimidazione ad opera di delinquenti che con il calcio non hanno nulla a che fare, che, bruciandogli l’auto, hanno forse un po’ incrinato quell’idillio che si era creato tra il sanguigno tecnico e la città. E sabato si è assistito ad una nuova puntata, con il tecnico perugino che, dopo qualche annotazione tecnica riguardante l’incontro, poi è debordato come un fiume in piena, puntando il dito contro lo sconcertante atteggiamento di alcuni dei suoi uomini, che non profondono in campo quello che ci si aspetterebbe da una situazione di ultimo posto in classifica. Cosmi ha annunciato la necessità di un cambio di atteggiamento, volesse dire anche passare da un cambio di uomini in campo, anche perché, come ha tenuto a mettere in evidenza, si è stancato di assumersi da solo tutte le responsabilità. Insomma Cosmi si è spazientito di non vedere una risposta sul campo e di dover fare da parafulmine di fronte alla stampa. Ora per chi deve tirar fuori gli attributi è arrivato il momento di farlo, se non si vuole incappare nelle ire del tecnico. Che, intanto, ha annunciato il ritiro ad oltranza. Anche solo per questo per i siciliani è arrivato davvero il momento di svegliarsi.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALL’11^ GIORNATA – Neanche il tempo per ragionare sui risultati dell’ultima giornata, che già si torna in campo, con l’11^ giornata che si spalma su due giorni, sempre in serale, alle 20.30, con un anticipo al lunedì e il resto delle partite martedì. Già nell’anticipo di stasera si comincia a fare sul serio, con uno scontro diretto valido per i primissimi posti della classifica, con la sfida al Picco tra uno Spezia, che col Brescia si è ripreso dalla pessima prestazione di Avellino, tornando a vedere le posizioni più interessanti della classifica, e un Cittadella che vuole riprendersi e sfruttare la trasferta, dove, finora ha ottenuto il maggior numero di vittorie, per consolidare nuovamente il secondo posto e proteggerlo dall’attacco delle inseguitrici. Oltre allo Spezia, infatti, ad appena due punti ci sono il Perugia e il Carpi, che si affrontano proprio nello scontro diretto al Curi, con gli umbri un po’ frenati dopo le 4 vittorie consecutive e gli emiliani delusi dalla sconfitta dopo le due affermazioni di fila, e l‘Entella, che va a far visita ad un Cesena che deve cominciare a dare un orientamento diverso al proprio campionato e con una vittoria importante potrebbe iniziare a mettersi sulla strada giusta. Bello anche lo scontro diretto, al Matusa, tra Frosinone e Spal, due squadre a pari punti al limite della zona play off, ma con i biancazzurri sull’onda dell’entusiasmo dopo la vittoria nel derby emiliano col Carpi e i laziali un po’ delusi dal pareggio di Vicenza. Il Benevento, invece, va a Trapani a cercare i punti per restare aggrappato alla zona play off contro una squadra granata allo sbando dopo l’ennesima sconfitta e, quindi, con un bisogno vitale di punti. La capolista Verona, intanto, va a far visita ad un Pisa che vuol capire se l’effetto entusiasmo è davvero finito e la sfida con la capolista schiacciasassi può essere un ottimo banco di prova. In chiave salvezza di grande importanza anche la sfida tra Ternana e Avellino, al Partenio, scontro diretto tra due squadre appaiate a 9 punti (con Toscano che incontra la sua ex squadra), con gli irpini che vogliono cercare di ripartire dall’ultima affermazione casalinga e i rossoverdi di pessimo umore dopo l’ennesima partita chiusa con una decisione arbitrale a sfavore. Il Brescia, dopo lo stop di La Spezia, prova a ripartire dal match interno col Vicenza, con Bisoli che torna a Brescia da avversario, mentre le due ritrovatesi nell’ultimo turno, Novara e Bari, cercano di dare continuità al proprio buon momento sfidandosi nello scontro diretto del Piola. Le altre partite del turno sono Ascoli-Salernitana e Pro Vercelli-Latina.

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