F1, in Texas Hamilton torna a vincere, calvario infinito per la Ferrari

RITORNO– dopo 5 gran premi e quasi 3 mesi, Lewis Hamilton torna al successo. Questa volta il campione in carica non ha sciupato l’ennesima pole position con una brutta partenza, e ha di fatto passeggiato fino al traguardo (50esimo successo in F1, terzo assoluto dietro a Prost, lontano solo una vittoria, e Schumacher), rosicchiando però solo 7 punti a Rosberg, che ne conserva 26 di vantaggio in classifica, e può permettersi, anche con 3 vittorie del compagno, due secondi posti e un terzo per laurearsi campione. La fortuna ha anche aiutato il tedesco, in lotta con l’ottimo Ricciardo per la seconda piazza; la Virtual Safety Car per il recupero della macchina di Verstappen ha di fatto regalato una sosta ai due Mercedes, mentre l’italo-australiano aveva appena effettuato il suo secondo pit-stop, e ha dovuto cosi cedere la posizione a Nico. Ad Austin, pista completa con tutti i tipi di curve e molto esigente sul piano aerodinamico, il divario tra Mercedes e Red Bull non era cosi netto, ulteriormente ridotto dalla scelta, un po’ presuntuosa, del team di Stoccarda di partire con le soft, confidando di andare comunque più forte degli altri, per lo più su gomme supersoft, e pensando di potersi fermare più tardi, scelta rivelatasi errata per l’imprevista tenuta delle gomme più morbide col pieno di benzina. Rosberg a quel punto, favorito dagli episodi (il ritiro di Verstappen, dopo l’incomprensione col box, con conseguente Virtual Safety Car), si è accontentato del secondo posto. Dal punto di vista tecnico, al netto della superiorità Mercedes, non si può che ammirare il grandioso sviluppo della Red Bull, che dopo un inizio di stagione problematico sta chiudendo in crescendo, con aggiornamenti sia motoristici che aerodinamici grazie ai quali è diventata stabilmente la seconda forza del lotto, con due vittorie in stagione che potrebbero anche aumentare da qui a fine campionato.

CALVARIO– anche in Texas la Ferrari ha arrancato, sempre lontana dai primi, per quanto i due piloti abbiano cercato i (pochi) lati positivi. Una qualifica imbarazzante con distacchi enormi dalla pole, ed una gara senza acuti, anzi con situazioni poco edificanti, come l’umiliante sorpasso subito da Raikkonen contro Verstappen,  lo stesso finnico che non riesce, con le supersoft, ad impensierire Ricciardo con le medie, in teoria più lente di un secondo e mezzo al giro, e che poi viene fatto partire con un pneumatico serrato male ed è costretto ad una quasi comica retromarcia in corsia box. Infine, la scelta incomprensibile di far fermare Vettel a due giri dal termine e montargli le supersoft, ufficialmente “per motivi precauzionali” (con mezzo minuto di vantaggio su Alonso, di cosa avevano paura?), presumibilmente per ottenere il giro più veloce, peraltro in quel momento all’appannaggio di Raikkonen. Sono questi gli obbiettivi attuali della Ferrari? Ormai i valori sono consolidati avendo tutte le squadre abbandonato lo sviluppo per questa stagione, e nelle 3 piste rimanenti non sembra possibile un recupero significativo, non avendo nessuna le caratteristiche di Monza (unico podio ottenuto dalle rosse nelle ultime 9 gare), cioè un circuito solo di potenza e cavalli. Il ritiro di Raikkonen ha anche vanificato la possibilità, creatasi col ritiro di Verstappen, di recuperare qualche punto alla Red Bull per il secondo posto nella classifica costruttori, ma anche questo magro obbiettivo sembra ormai una chimera, con ben 53 lunghezze da recuperare, al di là della palese inferiorità tecnica. Inutile elencare ancora una volta i motivi di questa deludente stagione (zero vittorie e zero partenze in prima fila, distacco medio dalla pole otto decimi), speriamo solo che i cambi regolamentari nel 2017 rimescolino un po’ le carte.

LA CORSA DEGLI ALTRI– ottimo il quinto posto di Alonso, peraltro favorito dai guai altrui; impietoso il paragone con Massa, incapace con 20 km in più di velocità di punta oltre al DRS, di superare Sainz con gomme soft ormai distrutte, mentre l’asturiano, una volta accodatosi ai due, li ha saltati entrambi con facilità, anche se con una manovra un po’ ai limite con il brasiliano. Il progresso della Mc Laren Honda è confermato anche dall’ottavo posto di Button, partito 19esimo. Sempre peggio invece la Williams nonostante il motore Mercedes, con un Bottas addirittura 16esimo e doppiato. Gravissimo l’errore di Hulkenberg, fresco di firma con la Renault, che dopo una buona qualifica non lontano dalle Ferrari ha poi vanificato tutto con un tamponamento alla prima curva, mentre Perez, con l’altra Force-India, non è andato oltre l’ottavo posto. Un punto mondiale per la Haas nel circuito di casa con Grosjean, mentre grandiosa è stata la gara di Sainz con la Toro Rosso, giunto sesto con una strategia ad una sola sosta, ricordando sempre che dispone della PU Ferrari 2015. Lontane entrambe le Renault, con la scuderia francese peraltro agguerritissima per il 2017 ed intenzionata a cambiare entrambi i piloti (ci ha provato anche con Bottas, ma pare che la Mercedes abbia posto il veto), cosi come la Sauber, che come sempre naviga nelle retrovie ma che spera, con la nuova proprietà, di avere fondi a sufficienza per risalire; sembra anche che abbia ricevuto una proposta dalla Honda, a condizione che faccia da chioccia a giovani piloti giapponesi; per ora si tratta solo di voci

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