Cagliari, difesa colabrodo. Di chi è la colpa?

Cagliari – All’indomani della sconfitta patita contro la Lazio, il Cagliari fa i conti coi numeri e con le ferite. Le 23 reti subite finora (9 delle quali nelle ultime gare contro biancocelesti e Fiorentina) sono un roboante campanello d’allarme, a cui mister Rastelli dovrà porre rimedio in vista della sfida con il Palermo. Murru, all’esordio da capitano ieri all’Olimpico, ha riportato una “avulsione dalla testa peroneale del legamento collaterale laterale del ginocchio sinistro”, così come riportato dal sito della società.

DALLE STELLE ALLE STALLE – L’arrivo di Bruno Alves, in estate, sembrava la ciliegina per la rosa di una squadra che punta ad una salvezza tranquilla. Isla e Tachtsidis in mezzo al campo e Borriello in attacco assicuravano il giusto mix di talento ed esperienza. La favola Pisacane e la rinascita di Melchiorri sono l’epilogo più dolce di storie ricche di ostacoli e sfide da superare. Tutto molto poetico, quasi surreale. Quasi troppo strano per essere vero. Ma da quel sogno, il Cagliari, si è risvegliato in maniera brusca. La vittoria con l’Inter aveva dato fiducia e sicurezza ai rossoblù, che si candidavano ad esser la vera outsider del campionato. Le batoste con Fiorentina in casa e Lazio in trasferta hanno rimarcato i difetti e le difficoltà di un organico nuovo e ambizioso, ma fragile e ingenuo. Storari, che di Serie A se ne intende, è apparso spaesato e privo di personalità, incapace di infondere la dovuta tranquillità al suo reparto. Ceppitelli ha pagato a caro prezzo l’atterramento su Immobile, Bittante è pronto a cancellare un esordio da incubo. Poi la vicenda Murru, che in 90’ combina l’impossibile: dalla nomina di capitano al patatrac difensivo, per poi concludere anticipatamente la gara causa infortunio. Dopo l’intervento si conosceranno i tempi di recupero. Per ora, è tempo di riposo.

IL RIENTRO DI DESSENA – L’unica, piccola, nota positiva della disfatta di Roma è il rientro di Dessena. Poco più di 30’ per vedere affondare la sua corazzata: “Quando perdo, sto male – dice il centrocampista rossoblù – Oggi abbiamo pagato a caro prezzo gli errori individuali, ma secondo me avremmo meritato di più. Sappiamo però che dobbiamo fare meglio, siamo una neo promossa e dobbiamo salvarci”. Le cifre parlano chiaro: “Non va bene prendere 9 gol in 2 partite. Non è colpa solo della difesa, giochiamo in 11 e ci si difende in 11”. Si volta pagina, con lo sguardo rivolto al posticipo di lunedì: “Dobbiamo rimboccarci le maniche, però abbiamo comunque 13 punti, e ad inizio campionato ci avrei messo la firma. Abbiamo in casa uno scontro diretto contro il Palermo e non è facile venirci a battere al Sant’Elia”. Al rientro dall’infortunio patito la stagione scorsa, Dessena ha voglia di rimettersi in gioco, pronto a guidare nuovamente la propria compagine: “Ho spento il cervello e ho iniziato a correre e a correre. Avevo molta voglia di giocare, ho cercato di trasmettere il mio entusiasmo alla squadra. Fantastico sentire l’applauso dei tifosi, mi sono stati vicini durante questo lungo stop”.

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