Napoli, sei costruito per giocare e non solo per vincere

NAPOLI – Due vittorie di fila, ma del gioco di Sarri solo qualche sprazzo e poco più. Un Napoli tra riabilitazione e voglia di camminare da solo, che nel frattempo è costretto ad affrettare i tempi vista la gara contro la Juve di sabato sera.

RECENTE PASSATO – Sarri ci ha abituato proprio male, e questa cosa è colpa sua. Cosa? Noi siamo abituati a parlare di un Napoli vincente solo quando gioca bene. Io non ho mai scritto – e mai vorrò farlo – di un Napoli “cinico come le grandi squadre, cinico come la Juve, è così che si vincono i campionati!” io a questa cosa non ci credo, perché mai una squadra dovrebbe vincere senza fare spettacolo? Il calcio non è nato per questo? E poi mi chiedo: questo sarebbe il volere del nostro allenatore? Ma no, dai, Sarri è l’opposto dei grandi allenatori – cinici – che abbiamo avuto in Italia. Sarri è un allenatore che fa divertire la squadra, i tifosi e noi pseudogiornalisti che scriviamo. Questo recente passato deve subito tornare presente e diventare prossimo futuro. Io di un Napoli che non vince giocando, proprio non saprei cosa dire. Volete mettere il “splendido torello a centrocampo, Insigne disegna una delle sue per Callejon che insacca il Buffon, è rete!” ad un “Napoli cinico, batte 1-0 la Juventus su calcio di rigore realizzato da Insigne al 90′ dopo zero tiri in porta per tutta la partita”. Ma fateci il piacere. Il divertimento dov’è? E poi che noia sarebbero i miei articoli?

ANTIBIOTICO – Un momento: io non butto via la partita con l’Empoli. Per lunghi tratti il Napoli ha giocato “bene” e la mia definizione di bene non è quella del Treccani. Questo non è il Napoli d’inizio stagione – per cortesia, non voglio ricordare gli eventi che ci stanno condizionando, mi rattristisco – e soprattutto non è il Napoli della scorsa stagione. Certo, ormai gli avversari ci temono, io direi ci conoscono, il che limita un bel po’ il fattore sorpresa nel gioco sarriano. Potremmo dire a Sarri: mister cambi qualcosa, questi ci hanno capiti. E purtroppo qui a Napoli qualche problema lì davanti ce l’abbiamo e dunque di alternative tattiche manco se ne parla. Il 4-3-3 necessariamente dev’essere al tempo stesso dogma ed antibiotico, che al più presto deve fare effetto perché sabato sera ci aspetta un partitone che il più fedele dei tifosi quasi vorrebbe non vedere per evitare attacchi di cuore (splendido paradosso: freme dall’attesa!), ma che  per noi giornalisti, se il Napoli gioca bene – e vince – sarebbe un onore scriverci su.

COSA VEDIAMO NOI – Analizziamo la partita di Empoli, provando un po’ a fare i finti professori, sapete, quelli che nei salottini stanno a criticare sempre. La prima cosa che salta all’occhio è che il Napoli, per tre quarti di gara ha condotto il gioco, bene o male questo è un altro discorso e l’abbiamo già esposto sopra, e nei 15′ finali l’Empoli è uscito a testa alta provando a pareggiare ben due volte con Maccarone. Ma questo Napoli, forse, non è in debito di ossigeno? Allan corre come un dannato ed è ovvio che prima o poi le gambe ti dicano basta. Ma gli altri 9? Forse la vera difficoltà di questa seconda gestione sarriana sta proprio nei doppi impegni: sì, è vero, ha poca esperienza in questo. Ed è vero – troppo – che Sarri ed il turnover vivono una storia complicata ai limiti del divorzio. I doppi impegni non permettono a Sarri di poter integrare più velocemente i nuovi, la verità è questa: il nostro allenatore è così, per lui in allenamento non puoi imparare tutto e subito, devi aspettare, a costo anche di perdere terreno per il fiatone e favorire gli avversari nella partita stessa o peggio, perdere la partita stessa.

 

 

 

 

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