NBA, si ricomincia! Analisi dei roster e previsioni finali, Eastern Conference

Lebron James, stella dei Cavaliers

PRIMI VERDETTI – La prima notta di regular season si è conclusa, e c’è già tantissimo di cui parlare. L’incredibile blowout inferto dagli Spurs ai Warriors, 29 punti di passivo in casa dei Guerrieri, ci dice molte cose: in primo luogo, che i californiani sono ancora indietro col programma; secondo, che mettere due MVP e quattro All-Star in un roster non vuol dire automaticamente garanzia di successo; terzo, che la mancanza di Duncan sarà meno di ostacolo agli Speroni di quanto non si pensasse, perché Leonard e Aldridge sanno già cosa devono fare per essere dei leader; quarto, Gregg Popovich ha già fiutato la pista giusta per scardinare la squadra di Steve Kerr.

Dopo la Western Conference, passiamo in rassegna i roster dell’Est, finalmente in crescita dopo alcune stagioni al minimo storico: gli unici posti veramente sicuri ai playoff sembrano essere quelli di Cleveland e Toronto, squadre già collaudate, mentre per gli altri sei posti si scatenerà una lotta senza quartiere. Bulls, Knicks, Pacers e Celtics sembrano un passo avanti, ma anche Charlotte, Detroit, Milwaukee, Atlanta, Orlando e Miami hanno chance di andare fino in fondo, qualora riuscessero a creare un gruppo stabile e coeso.

EASTERN CONFERENCE –

Atlanta Hawks – Dopo alcune stagioni al vertice, senza essere mai in grado, tuttavia, di competere con LeBron e compagni, gli Hawks hanno optato per la rifondazione: via Teague, via Horford, i capisaldi rimasti sono Paul Millsap e Kyle Korver, sebbene quest’ultimo dia l’idea di aver imboccato la parabola discente della carriera, dopo l’anno da All-Star. Il secondo quintetto è rimasto immutato, l’arrivo del figliol prodigo Dwight Howard completa le rotazioni dei lunghi. Riuscirà Superman a ritrovarsi grazie all’aria di casa? Previsioni: playoff fattibili, ma niente di più.

Boston Celtics – I Celtics rappresentano un bel punto interrogativo. Hanno un coach giovane e bravo, Brad Stevens, esprimono un gioco bello, veloce e aggressivo, ma manca la stella per fare il salto di qualità. L’arrivo di Al Horford è sicuramente cruciale nella scalata ai posti che contano, essendo il dominicano un forte rimbalzista, oltre che un lungo perimetrale col vizio del tiro pesante, nonostante ciò l’obiettivo per puntare al vertice è acquisire una guardia/ala di spessore, da affiancare ad Isiah Thomas. Previsione: playoff, poi si vedrà.

Brooklyn Nets – Senza fare voli pindarici, lo dico e basta: i Nets sono la squadra peggiore dell’Nba. Non solo per il roster, ma anche per la scellerata gestione Prokhorov, che a suo tempo regalò le future scelte ai Celtics per portarsi a casa Terry, Garnett e Pierce, tutti e tre in età da deambulatore obbligatorio. Lopez, Lin e Bogdanovic faranno i punti, gli altri cercheranno di non far danni. Unico vero motivo di interesse è la sorte di Anthony Bennett, ancora il lizza per l’ambito premio di “Prima scelta più bruciata di sempre”. Previsione: più ultimi che mai.

Charlotte Hornets – La truppa di Micheal Jordan si presenta ai blocchi di partenza con un roster competitivo e rinnovato: a fianco di Kemba Walker troveremo Marco Belinelli, che credo conosciate, oltre a un penetratore da non sottovalutare come Ramon Sessions. Roy Hibbert è chiamato a sostituire il partente Al Jefferson, mentre il giovane Kaminsky ha dato ottimi feedback nella preseason, specialmente dall’arco. Squadra molto organizzata e ben allenata, il Beli l’ha definita “la San Antonio dell’Est”come organizzazione e stile di gioco. Previsione: playoff.

Chicago Bulls – Dopo un’offseason a dir poco rivoluzionaria, i Bulls si presentano come una grande incognita. Il front-court spaziale Rondo-Wade-Butler riuscirà a trovare la chimica giusta? Partito Gasol, è arrivato Robin Lopez, meno votato alla realizzazione ma molto più solido difensivamente del fratello. Carter-Williams è un’ottima aggiunta in panchina, visti i suoi grandi margini di miglioramento, oltre al fatto che avrà modo di imparare da Wade. Come tutte le sqaudre di Rondo, cammineranno sul filo per tutta la stagione, ma mi sento di dargli fiducia. Previsioni: semifinali di Conference.

Cleveland Cavaliers – Squadra che vince, non si cambia. Partito Delly, direzione Milwuakee, al suo posto è arrivato Mike Dunleavy, bisognoso di rilancio dopo la scorsa stagione, passata interamente ai box. Il Re non si è fatto scappare l’occasione di portare a casa un altro suo ex alleato, Chris “Birdman” Andersen. “L’allenatore” Lue ha già dichiarato che LeBron verrà risparmiato in regular season, lui ha risposto con una tripla doppia al debutto. Battere i Warriors? Difficile, ma dopo l’anno scorso…. Previsione: finalisti NBA.

Detroit Pistons – I Pistons sono in crescita, non c’è che dire. Dopo i playoff raggiunti lo scorso anno, dopo molte stagioni di digiuno, sembra che il lavoro a tutto campo di Stan Van Gundy stia cominciando a pagare dividendi. Motor City presenta un roster imperniato sui lunghi (Drummond, Baynes, Marjanovic), partendo dal post-basso per poi decidere se affondare in isolamento o attendere il raddoppio e scaricare sui tiratori. Reggie Jackson e Caldwell-Pope sono guardie agili, potenti, forti dall’arco, e uno stretch four come Leuer aiuterà molto ad aprire il campo. Previsione: playoff probabili, ma non sicuri.

Indiana Pacers – Escono dalla free agency estremamente rinforzati, si candidano come una delle forze ad Est. Paul George resta il leader, ma Teague sicuramente darà la sua impronta al gioco. Al Jefferson sa ancora il fatto suo, anche se non riuscirà a giocare troppi minuti, perciò Miles Turner avrà tanta fiducia. Aaron Brooks è lo sparatore seriale che mancava. Previsione: semifinali possibili.

Miami Heat – Perso Wade, con Bosh ancora ai box a tempo indeterminato per i problemi ai polmoni, i tempi dei Big Three sono ufficialmente giunti al termine. Gli Heat ripartono da Whiteside e Dragic, con un supporting cast variopinto e potenzialmente altalenante: Dion Waiter è l’epitome del volume shooter, uno che tira sempre, indipendentemente dal fatto che abbia segnato o no i precedenti; Derrick Williams viene da una bella stagione ai Knicks, i non irresistibili Knicks dell’anno scorso; James Johnson è un buon giocatore, ma è molto incostante; Tyler Johnson è un investimento, ma fisicamente è fragile. Qualora si allineassero gli eventi, gli Heat potrebbero fare una buona stagione, ma non è affatto detto che ciò accada. Previsione: playoff possibili, ma improbabili.

Milwaukee Bucks – I Bucks sono in una situazione molto simile a quella dei Pistons, in risalita dopo anni di buio, con un allenatore forte al comando. I cervi sono un enorme, giovane cantiere di giocatori atipici ma di grande prospettiva: Antetokounmpo, Monroe, Parker e Middleton sono il core business, l’obiettivo di Jason Kidd era quello di mettergli attorno giocatori validi ed esperti, che li aiutino a crescere il più velocemente possibile. Dellavedova ha appena vinto un titolo giocando minuti importanti, lucrando sul passaggio lob al lungo dopo il pick and roll, azione che potrà replicare in lungo e in largo coi suoi atletici compagni. Teletovic e Beasley sanno segnare, Jason Terry è lì per fare il mentore. Gli ingredienti per una grande stagione ci sono tutti. Previsione: secondo turno possibile.

New York Knicks – Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Ha giocato duro, Phil Jackson, in questa offseason. Ha scommesso forte, senza riserve, su Noah e Rose, sperando che tornino quelli di una volta. Phil è un uomo saggio, tuttavia, ed ha preparato il piano B e C. Con Carmelo che fa sempre il suo, Porzingis è pronto ad esplodere: il ragazzo è letteralmente una bomba ad orologeria, non si vede molto spesso uno di 222 centimetri che tira come Curry, sa muovere i piedi in post-basso, legge la futura traiettoria dei rimbalzi offensivi scaraventando dentro i tiri dei compagni. Brandon Jennings e Courtney Lee sono due guardie di consumata esperienza, sicuramente pronti all’evenienza. Hernangomez e Kuzminskas sono due dei migliori europei disponibili, adattabilissimi all’Nba, sopratutto il lituano. Il roster è profondissimo, le speranze sono tante, ma coi Knicks non si può mai dire. Previsione: seminfinali alla portata, finale possibile.

Orlando Magic – Campagna acquisti di livello, basata sui due lunghi africani Ibaka e Biyombo, che unendosi a Vucevic formano un pacchetto pari a quello dei Pistons. Jeff Green può dare molto come ala piccola versatile, mentre DJ Augustin è il secondo play per antonomasia. Gordon e Hezonja sono progetti da valorizzare. Previsione: in lotta per i playoff.

Philadelphia 76ers – Se fossi un giocatore di belle speranze eleggibile al draft, non vorrei mai che mi scegliessero i Sixers. Dopo Embiid e Okafor, anche la prima scelta 2016 Ben Simmons non giocherà la sua stagione da rookie per infortunio, roba da non credere. Questo significa che anche quest’anno si vincerà pochino, ma almeno si può cominciare a crescere. Saric sarà molto interessante da vedere, e il ritorno del Chacho Rodriguez darà un po’ di esperienza allo spogliatoio. Previsione: eliminati in regular season.

Toronto Raptors – Sono gli Spurs dell’Est, seconda forza indiscussa, con la differenza che una vittoria degli Spurs sui Warriors è più credibile di una dei Raptors sui Cavs. Gli stessi dell’anno scors, con un Sullinger in più e un Johnson in meno. Previsione: finale di Conference.

Washington Wizards – Male, malissimo. Wall, Beal, Gortat e Burke, tutto il resto è noia. Previsione: eliminati in regular season.

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