L’Inter rianima anche la Samp, game over per De Boer

epa05599371 Inter head coach Frank de Boer during the Italian Serie A soccer match Atalanta vs Inter at Stadio Atleti Azzurri d'Italia in Bergamo, Italy, 23 October 2016. EPA/PAOLO MAGNI

Avete presente i classici thriller hollywoodiani nei quali un ordigno sta per esplodere e come per incanto l’eroe di turno riesce a disinnescare il tutto a pochi secondi dall’imminente disastro? Ecco Frank de Boer deve aver provato qualcosa di simile quando all’88’ della sfida contro il Toro Mauro Icardi ha scagliato il siluro che ha regalato una vittoria preziosa. Una vittoria che secondo molti avrebbe salvato la panchina dell’olandese. La fiducia, ribadita dai vertici societari in settimana, non sembra illimitata o incondizionale.

Chiamato a confermare i progressi registrati  contro i granata, l’Inter ha fallito miseramente contro una Samp reduce dalla batosta subita contro la Juventus, ma parsa più reattiva e concentrata dei nerazzurri.

La posizione dell’olandese torna adesso in bilico, e sono in molti a pensare che le sue ore da tecnico alla guida della Beneamata siano contate.

Primo tempo

Per la prima volta nel corso della stagione l’Inter si schiera con lo stesso 11, un segno di continuità nella speranza di aver trovato se non la quadratura del cerchio, almeno qualcosa di simile. La Sampdoria recupera invece molti dei titolari lasciati a riposo contro la Juventus.

Partita dai ritmi elevati con continui capovolgimenti di fronte.

La Samp ci prove con Quagliarella e Muriel, supportati dall’instancabile Barreto, ma trovano l’attento Handanovic a dire di no. I nerazzurri ribattono con Candreva che impegna Puggioni, ma appena abbassano la guardia, concedono il fianco alle ripartenze doriane. Alla mezz’ora grande chance per Barreto, che con una girata acrobatica scheggia il palo esterno. Otto minuti dopo arriva la grande chance dell’Inter con Brozovic che entra in area da destra, si accentra, e lascia partire un fendente che bacia la traversa.

Pochi minuti dopo è Icardi ad avere una buona chance, ma Puggioni si salva.

Al 44′ i padroni di casa passano in vantaggio: Bruno Fernandes pesca l’inserimento di Linetty, tocco per Quagliarella che sul filo del fuorigioco incrocia di sinistro e trafigge Handanovic. Una doccia gelata. Un colpo da ko.

Secondo tempo

Nella ripresa Icardi e compagni provano a rimettere in carreggiata il match, ma si va avanti a strappi, con la forza della disperazione più che con le idee, il gioco o l’organizzazione.

Lo sterile possesso palla dell’Inter sembra essere il manifesto della situazione attuale: una squadra che vuole dominare, ma non sa come farlo, e forse non ha nemmeno gli elementi adatti per quell’idea di gioco tanto cara a de Boer. Dopo mezz’ora di sterili attacchi, l’olandese prova a dare una scossa cambiando i due esterni d’attacco: fuori Candreva ed Eder (che si rifiuta di stringere la mano del tecnico al momento del cambio), dentro Perisic e Palacio.

Ma l’occasione più nitida capita sui piedi del neo entrato Budimir che a tu per tu con Handanovic si fa ipnotizzare dallo sloveno.

Samir Handanovic

L’assalto finale regala una palla gol clamorosa per Palacio: l’ex Genoa fallisce il gol del possibile pari al 91′, con un tiro da posizione ravvicinata ma defilata che si stampa sulla traversa e danza sulla linea senza pero’ varcarla. Anche questi in fondo sono segnali.

Titoli di coda per de Boer, cosa succede adesso?

Nonostante le rassicurazioni giunte pochi giorni fa durante il Consiglio di Amministrazione, l’avventura di Frank de Boer sembra giunta al termine. Ribadisco quanto sostenuto fin dall’approdo del tecnico olandese: Frank è più vittima che colpevole. Catapultato su una panchina complicatissima a pochi giorni dall’inizio della stagione, era ampiamente ipotizzabile andare incontro a certe difficoltà. Ma quanto visto nelle ultime settimane non lascia molto spazio ad interpretazioni: l’Inter a perso la metà delle partite fin qui disputate (7 su 14), passando in svantaggio in campionato in ben 8 occasioni su 11. A livello tattico si fa fatica a trovare solidità, ed i continui cali di concentrazione aggravano la situazione. Il tecnico orange non avrebbe mai dovuto rappresentare una soluzione a breve termine, soprattutto se l’obiettivo era quello di rimettere in carreggiata la squadra dopo il turbolento addio a Roberto Mancini.

L’esonero sembra ormai certo, resta da capire come e quando i vertici societari decideranno di porre fine ad qualcosa che non sarebbe mai dovuto iniziare.

 

Sampdoria-Inter 1-0 (1-0)

SAMPDORIA(4 -3 -1-2) Puggioni 6.5, Sala 6, Silvestre 6, Skriniar 6.5, Regini 6, Linetty 6, Torreira 6, Barreto 6.5, Fernandes 6, Muriel 6.5 (42′ st Alvarez sv), Quagliarella 7 (32′ st Budimir 5,5)

A disposizione  12 Krapikas , 92 Tozzo, 3 Amuzie, 6 Eramo, 13 Pereira, 14 Schick, 15 Krajnc, 18 Praet, 21 Cigarini, 23 Djuricic.  All.: Giampaolo 6.5.

INTER (4-3-3): Handanovic 7; Ansaldi 6, Miranda 5.5, Murillo 6 , Santon 5; Brozovic 5.5, J.Mario 6, Banega 5.5; Candreva 6 (31′ st Perisic 5.5), Icardi 5, Eder 6.5 ( 31′ st Palacio 6).

A disposizione: 30 Carrizo, 2 Andreolli, 11 Biabiany, 13 Ranocchia, 27 Gnoukouri, 33 D’ambrosio, 55 Nagatomo, 95 Miangue. All.: De Boer 5.

Arbitro: Mazzoleni 6

Reti: nel pt 44′ Quagliarella

Angoli: 5 a 4 per Inter; Recupero: 1′ e 3′; Ammoniti: Ansaldi, Miranda, Joao Mario, Sala.

Migliore in campo Sportmain: Samir Handanovic 7

Se la situazione dell’Inter non e’ ancora più drammatica lo si deve al portierone sloveno, in grado di disinnescare almeno 3/4 nitide palle gol doriane. I classici mugugni di fine anno, quando si ripropone la questione se restare o partire, non faranno piacere ai tifosi nerazzurri, ma per quello che fa in campo San Handanovic meriterebbe una statua.

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