A tutta B (prima parte): il sogno dell’Entella, il ritorno di Antenucci e il gioiello fatto in casa

SOGNO ENTELLA – Non che sia una sorpresa del campionato cadetto, perché, a parte la retrocessione all’anno d’esordio, seguita dal ripescaggio, è già due stagioni che l’Entella esprime un bel calcio e vola alto in classifica. Ma così alto non era mai volata. Sabato è arrivata la vittoria netta ed autoritaria contro un Brescia che non è certo una squadra qualunque, ma che dimostra di soffrire fin troppo le trasferte in terra ligure (sconfitta anche con lo Spezia due giornate fa), che ha consentito alla squadra di Breda di confermare il secondo posto a 5 punti dalla vetta, rappresentata ancora dal solito Verona, che, stavolta, castiga il Trapani, inguaiando nuovamente i siciliani, che avevano appena ricominciato a respirare con la vittoria dell’ultima giornata. A pari punti con i liguri continua a stazionare, anche dopo questa giornata, il Cittadella, che pare essersi svegliata dal torpore delle ultime giornate con la vittoria sul Latina. Non molla il Frosinone, che vince una bella e sofferta partita con il Cesena, decretando il saluto dei romagnoli al proprio allenatore Drago. L’ex tecnico del Crotone paga un avvio non convincente dei bianconeri, che, allo stato attuale, sarebbero in piena zona play out, ma tutte le colpe non sembrano essere imputabili a lui, soprattutto dopo l’ampio smantellamento estivo della bella formazione dello scorso anno. E, comunque, al termine di una prestazione non del tutto da buttare, a detta anche del tecnico Marino, avversario di giornata. Anche il Perugia regge bene, grazie alla vittoria netta in trasferta a Vicenza in posticipo domenicale, mentre chi molla è il Carpi, che perde l’imbattibilità casalinga ad opera di un Ascoli, che vince la sua seconda partita in trasferta dopo aver già espugnato il Tombolato. Lo scontro diretto tra Benevento e Spezia finisce a favore dei campani, al termine di una partita chiusa con diverse occasioni, due espulsioni (oltre a quella di Di Carlo) e non poche polemiche da parte degli aquilotti che, ultimamente, si sentono poco tutelati dalla classe arbitrale. I liguri, così, escono dalla zona play off superati proprio dai giallorossi e dalla Spal che, trascinata da un super-Antenucci, travolge l’Avellino in posticipo del lunedì. Detto di Drago, chi salva la panchina è, invece, Stellone, che, con la vittoria interna sulla Pro Vercelli zittisce qualche voce di troppo dopo il non brillante inizio di campionato, mentre Carbone festeggia al meglio la fiducia rinnovata dalla società in settimana portando a casa i tre punti al termine di una rocambolesca partita con il Novara. Pareggio a reti bianche, infine, tra Salernitana e Pisa.

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UCCI UCCI, IL RITORNO DI ANTENUCCI – Giornata ricchissima di gol, ben 33, di cui addirittura 7 nella partita di Terni, che, ovviamente, hanno avuto ripercussioni importanti sulla classifica cannonieri. Capocannoniere è sempre Pazzini, che, però, stavolta resta a secco e rimane fermo a 11. Vede, però, avvicinarsi pericolosamente un Caputo, che prosegue una fase della sua carriera molto positiva, cominciata già nello scorso campionato, e con i due gol messi a segno contro il Brescia, il secondo e il terzo, arriva a quota 9. Sul terzo gradino, a quota 6, Litteri, a secco anche questa settimana, si vede raggiungere da Di Carmine, che segna l’ultimo dei 4 gol del Perugia al Vicenza, e da Avenatti (foto di copertina), un altro dei doppiettisti di giornata, che realizza il secondo e il quarto dei gol della Ternana al Novara. Infine, nel gruppo a 5 gol, La Mantia e Dionisi si vedono raggiungere da Ciofani, che regala la vittoria al Frosinone dopo il pareggio del Cesena, e Maniero, che apre la marcature del Bari con la Pro Vercelli. Fatta la dovuta menzione d’onore a Di Noia, che realizza le altre due reti della Ternana, alternandosi con il compagno di squadra, la vetrina di questa puntata non può che essere dedicata all’unico marcatore di una tripletta in questa giornata, un bomber di ritorno che fin qui si era fatto un po’ attendere, ovvero Antenucci della Spal. Mirco Antenucci è un attaccante classe ’84, nato a Termoli e cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Giulianova, alla cui prima squadra approda nel 2002/03, esordendo in C1 e segnando il suo primo gol tra i professionisti. Resta in giallorosso fino al 2007 (a parte una parentesi di 6 mesi nell’Ancona), poi Venezia e, quindi, già l’approdo alla A, nelle file del Catania, dove resta solo 6 mesi prima di andare in prestito al Pisa, in B, e, quindi, nel 2009, ad Ascoli, sempre in serie cadetta, dove letteralmente esplode, realizzando 24 gol in una sola stagione. All’inizio della stagione 10/11 torna a Catania, che lo tiene, ma solo per 6 mesi, in cui mette a segno il suo primo gol in massima serie, perché poi passa in compartecipazione al Torino, in B, dove chiude la stagione con altri 6 gol. Resta anche per tutto il campionato 11/12 contribuendo, con 10 reti, al ritorno in A dei granata. Non segue i compagni in massima serie, ma torna al Catania, che ad agosto lo gira in prestito allo Spezia. Nella squadra aquilotta, neopromossa in B, Antenucci dovrebbe rappresentare il bomber d’esperienza di una squadra dalle grandi ambizioni. Ma la stagione non va nel migliore dei modi per i bianconeri che si salvano con fatica e Antenucci vive un campionato tribolato, in cui segna solo 6 gol, che non ne assicurano il riscatto da parte dei liguri a fine stagione. Così nel 2013 passa alla Ternana, in cui dimostra di aver riacquisito lo smalto di sempre, dimenticando le delusioni della stagione precedente a suon di gol, 19, di cui 2 proprio nella polemica partita del Picco, di cui uno di pregevolissima fattura, con una rovesciata di Paroliana memoria, che risulterà il miglior gol stagionale per la B e il secondo tra quelli di tutti i campionati, dietro a Pogba. A fine stagione prova l’esperienza internazionale, accettando l’offerta della proprietà italiana del Leeds, in seconda serie inglese, dove resta per 2 stagioni, realizzando in tutto 19 gol, che non gli valgono, però, la riconferma a fine stagione 15/16, quando rimane svincolato. Appetito da diverse squadre della serie cadetta durante il mercato estivo, ad avere la meglio, alla fine, è la Spal, che lo tessera per il suo ritorno in B. Inizio un po’ in chiaroscuro con 1 solo gol segnato in 11 partite. Poi nel posticipo di lunedì con il malcapitato Avellino, Antenucci ritrova la vena realizzativa e si scatena con una tripletta che seppellisce gli irpini, inguaiandoli nuovamente: al 40′ è pronto a deviare di destro in gol una palla vagante in area dopo una carambola tra le gambe dei difensori; all’87’ è il più veloce ad intervenire sulla respinta della traversa sulla bordata di Beghetto, insaccando un pallonetto di testa; all’89’ riceve palla appena dentro l’area e con un preciso diagonale di destro insacca il definitivo 3-0. E tutto questo permettendosi persino di sbagliare un rigore ad inizio secondo tempo.

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IL GIOIELLO FATTO IN CASA – Come detto, tanti gol nella 12^ giornata e diverse marcature multiple. Tra queste, sicuramente, una spicca più di tutte, non solo per la rilevanza ai fini del risultato, regalando un’importantissima vittoria in trasferta alla sua squadra con le reti che fissano lo score sul tabellino, ma, soprattutto, perché a segnarla è un giovanissimo prospetto, che, con questi gol, dimostra che le attenzioni nei suoi confronti non sono immotivate. Stiamo parlando di Orsolini dell’Ascoli. Riccardo Orsolini è un’ala sinistra nata proprio ad Ascoli il 24 gennaio 1997 e cresciuto calcisticamente nelle giovanili della compagine bianconera della sua città, alla cui prima squadra approda proprio all’inizio di questa stagione, dopo i 17 gol segnati nell’ultima stagione del campionato Primavera, che hanno acceso i riflettori sul giovane, facendone uno dei prospetti più attesi del campionato cadetto. Grande fiducia in lui da parte di Aglietti, che lo ha sempre schierato in tutte le partite fin qui giocate. Primo gol da professionista alla 9^ giornata, contro la capolista Verona, quando dimezza le distanze con gli ospiti in vantaggio per 2-0 (finirà 4-1 per gli scaligeri), così che la gioia resta mitigata dal risultato finale. Sabato, invece, arriva addirittura la prima doppietta, che vale oro, regalando la posta piena nella trasferta di Carpi: al 4′ Cassata gli serve un pallone al bacio appena fuori dall’area e lui, dopo pochi passi, insacca il vantaggio con un preciso sinistro; al 48′ è pronto a deviare in rete con un pallonetto la palla toccata di testa all’indietro da un difensore, cogliendo in controtempo il portiere in uscita, per il 2-0 finale.

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