Napoli, perderla sarebbe stato troppo!

NAPOLI – Marek Hamsik. È tutto in quella giocata, in quel goal, che si vede il campionato del Napoli: manca un attaccante. La fortuna vuole, stavolta, che perdere contro il Besiktas sarebbe stato davvero ingiusto, soprattutto dopo la prova incoraggiante dimostrata a Torino contro la Juventus.

INGIUSTIZIA – No dico, ma voi l’avete vista la partita? Abbiamo fatto ‘e ruoss – i grandi – come si dice a Napoli, sul campo dei turchi, nello stadio del Besiktas, che tutti hanno etichettato come l’inferno calcistico, anche dallo stesso Callejon. Robe che a confronto il San Paolo sembrava un campetto di periferia. E invece no, le maglie azzurre – e le orecchie azzurre! – hanno resistito fino alla fine, perché perdere sarebbe stato troppo. I ragazzi di Sarri hanno dominato il gioco per novanta minuti di seguito, roba assurda, io ancora non ci credo. Quello stadio… ma no, ci hanno provato a vincerla, stavano quasi per perderla, ma grazie a quello lì, quello criticato sempre, quel mio, nostro capitano, è riuscita a rimetterla in piedi e salvare la faccia da un qualunque titolo di una qualsiasi testata giornalistica – che probabilmente non avrà visto la partita – NAPOLI IN CRISI. Ma mi faccia il piacere!

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE – Grazie per subire sempre gli attacchi dei giornalai napoletani e nazionali. Grazie per scendere ugualmente in campo e dimostrare di che pasta sei fatto e ancora grazie per aver risolto una partita che sarebbe altrimenti stata la condanna definitiva a questa stagione. Sì, voi direte, stiamo parlando alla fine di un pareggio, ed io vi risponderò di no, perché questo pareggio vale quella vittoria mancata a Torino. Perché lì meritavamo di vincerla, eccome, la partita. Ed anche questo pareggio grande ed utile come una casa meritava di essere una bella e possente vittoria. E allora grazie, Marek Hamsik, perché hai dimostrato, nei tuoi kilometri di corsa verso il settore ospiti dopo il goal, che quella sconfitta la sentivi sulla pelle come qualsiasi altro tifoso napoletano.

GABBIA-QUASI – Un ultimo cenno sul povero e crocifisso – non troppo ingiustamente – Gabbiadini. Manolo, per quanto ha giocato, ha dimostrato qualcosa di buono, ma è ancora lontano il tempo per definirlo il nostro numero nove. Alcuni movimenti mancano, cerca troppo la palla sul piede – classico esterno, caro mister! – e dovrà lavorare ancora molto, nonostante numericamente sia ad oggi l’unico attaccante in rosa. Gabbiadini ha giocato quasi benino, quel goal sfiorato grida ancora vendetta, per un ragazzo che di segnare ne ha davvero bisogno, prima per lui e poi per la squadra.

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