A tutta B (prima parte): lo schiacciasassi Verona, i Fossati a difesa del suo castello e il Camplone di Cesena

SCHIACCIASASSI VERONA – Ormai il campionato cadetto sembra aver trovato un padrone assoluto, una squadra che prosegue il suo cammino con numeri da capogiro alla caccia di record da battere. A differenza delle illustri precedenti decadute, che, nelle ultime stagioni, avevano denunciato qualche difficoltà a fare proprio il campionato (il Palermo ci riuscì solo nella seconda parte del torneo e dopo aver bruciato un allenatore, il Cagliari ha dovuto lottare fino alla fine con un coriaceo Crotone), gli scaligeri, dopo un inizio un po’ a rallentatore, coinciso con l’exploit Cittadella, hanno cominciato a macinare risultati a ripetizione, vincendo partite in modo autoritario, tanto che il loro attacco è di gran lunga il migliore del campionato (31 reti in 13 partite, una media di 2,4 gol a gara, 9 in più del secondo migliore), e continuano a guardare tutti dall’alto, con 5 punti sulla seconda in classifica e 6 sul terzo posto. Sabato a cadere sotto i colpi dei gialloblù è stato lo Spezia, squadra di alta classifica, che, però, ha messo in difficoltà l’avversario per solo un tempo, cedendo sulla lunga distanza (seppur con un risultato eccessivo rispetto ai demeriti). Dietro, con l’Entella fermato dal rinvio della partita di Ascoli, regge solo il Cittadella, cui il ritorno al gol di Litteri, con una doppietta, regala la vittoria su una Salernitana che continua un grigio campionato. Anche Frosinone e Perugia, nonostante gli impegni in trasferta, non mollano la posizione: gli umbri danno un altro dispiacere casalingo ad un Pisa che sembra essersi perso dopo i fasti delle prime giornate, mentre i ciociari abbattono e inguaiano ulteriormente un Avellino che, ora, è in piena zona retrocessione. E proprio riguardo la zona calda, importantissima vittoria del Vicenza nello scontro diretto di Trapani, che inguaia sempre più i siciliani, dando un messaggio preciso al proprio campionato, e proietta in avanti i veneti, ad un passo dalla zona tranquilla. Sempre peggio, invece, le condizioni del Cesena, cui il cambio di allenatore non ha sortito al momento risultati importanti, salvo un match combattuto ad armi pari col Brescia e perso per la giornata di grazia di Torregrossa, con i romagnoli che, ora, sono penultimi. E meglio non è andata alla Ternana, che ha perso, in casa, il posticipo col Benevento, scivolando di nuovo in zona bollente. In chiave play off, rilevante la vittoria in trasferta della Spal sul campo del Novara, che interrompe la sua rincorsa in classifica, e il brodino del Carpi che pareggia a reti bianche a Vercelli e resta aggrappato ai play off più per i demeriti di chi lo segue. Infine, nuova panchina che salta in Serie B: la sconfitta di Latina costa il posto a Stellone. Al suo posto il Bari chiama Colantuono.

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I FOSSATI DEL CASTELLO SCALIGERO – Nessuna rivoluzione in classifica cannonieri, ma qualche importante movimento. In testa alla classifica c’è sempre Pazzini a 11 gol, cui Datkovic dello Spezia toglie la gioia del 12° centro, anticipandolo e segnando un autogol sul momentaneo 2-1 del Verona al Picco. Dietro c’è sempre, da solo, Caputo a 9 reti, fermato forzatamente dal rinvio della sua partita. Chi si avvicina è, invece, Litteri, che torna al gol, segnando entrambe le reti con cui il Cittadella affonda la Salernitana, salendo a quota 8. Il gruppetto a 6 reti non cambia di numero, visto che il “partente” Litteri è sostituito dal nuovo arrivato Ciofani, che segna il gol vittoria del Frosinone ad Avellino e affianca Avenatti e Di Carmine, a secco questa giornata. Anche il gruppo a 5 non cambia unità, visto che Maniero, La Mantia e Dionisi vengono raggiunti da Ciano, che segna l’inutile doppietta del Cesena a Brescia. Fatta la menzione d’onore per Torregrossa (foto di copertina), che segna, anche lui, una doppietta che risulterà fondamentale per la vittoria delle rondinelle proprio sul Cesena, la vetrina di questa puntata è dedicata a chi, anche lui con una doppietta, che, però, nel suo caso, rappresenta le prime marcature stagionali, ha contribuito alla vittoria della sua squadra, permettendole di continuare a volare ad altissima quota, ovvero Fossati del Verona. Marco Fossati è un centrocampista, nato a Monza il 5 ottobre 1992 e cresciuto calcisticamente nelle giovanili di entrambe le squadre milanesi, il Milan a due riprese, intervallate da una parentesi in nerazzurro. Dal club rossonero, a partire dal 2011 viene mandato in giro per l’Italia in una serie di prestiti: Latina, in Lega Pro (11/12, 23 presenze, i primi 3 gol tra i professionisti); quindi sempre in B con Ascoli (12/13, 34 presenze 4 gol), Bari (13/14, con cui si gioca anche i play off per la A), Perugia (14/15, anche qui esperienza culminata con i play off e anche con il raggiungimento della fascia di capitano, 3 gol a fine stagione). Ad inizio stagione 15/16 viene acquistato dal Cagliari, con cui, contribuendo con 36 presenze e 1 gol, conquista la Serie A. Non segue, però, i compagni in massima serie, visto che passa in prestito al Verona, con l’obiettivo di ripetere l’impresa della stagione precedente. Cosa che appare piuttosto facile, visto il dominio degli scaligeri sul campionato cadetto. Posizione di classifica cui, sabato, ha trovato modo di contribuire anche lui, orientando la non semplice partita del Picco: al 16′, con i padroni di casa partiti meglio, alla prima occasione per la sua squadra, calcia un pallone vagante fuori area e, complice la deviazione col corpo di un avversario a terra, crea la palombella imparabile per Chichizola; quasi allo stesso minuto del secondo tempo, dopo che le squadre sono andate al riposo sul 1-2, assesta la mazzata definitiva agli aquilotti con un preciso piattone da fuori area su assist di Romulo che incoccia la traversa e si insacca per il 3-1 che taglia le gambe agli uomini di Di Carlo.

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CAMPLONE DI CESENA – Venerdì sera, nell’anticipo del campionato cadetto, si è assistito all’esordio dell’ennesimo nuovo tecnico stagionale, ovvero Camplone, che ha guidato per la prima volta dalla panchina la sua nuova squadra, il Cesena. Il tecnico pescarese classe ’66 arriva a sostituire Drago, esonerato la scorsa settimana. A lui fatale la sconfitta interna con il Frosinone, seppur al termine di una partita giocata alla pari con gli uomini di Marino. In realtà quel risultato ha rappresentato solo la punta dell’iceberg di un campionato mai realmente partito. Grandi aspettative c’erano sulla squadra bianconera dopo il raggiungimento dei play off della scorsa stagione, seppur dopo un mercato estivo che l’aveva privata di tutti i pezzi migliori dello scorso campionato, Ragusa, Sensi, Kessié, destinati, giocoforza, alla serie maggiore. Il manico Drago, bravo a gestire i giovani e capace di far giocare le sue squadre con un calcio piacevole ed efficace, cosa messa già in mostra ai tempi del Crotone, portandolo, per primo, a disputare i play off, poteva sembrare una garanzia sufficiente. Ma così non è stato e la stagione, fin da subito, è sembrata girare nel modo sbagliato: poco gioco, poca convinzione, troppi pareggi e, soprattutto, pochi punti. Così, quando è arrivata l’ennesima sconfitta, seppur al termine di un incontro giocato bene, col raggiungimento della zona calda della classifica, è arrivato il sofferto esonero e la chiamata di Camplone. Il tecnico di Pescara, ex difensore dalla discreta carriera spesa, soprattutto, con due maglie, quella del Pescara, per 8 stagioni, con cui gioca anche in massima serie, e quella del Perugia, 4 stagioni e tre promozioni per il ritorno in A degli umbri dopo 15 anni, è un allenatore esperto, che conosce bene la categoria, che frequenta da ormai 4 stagioni. Appese le scarpette al chiodo nel ’99, con la maglia del Gubbio, è divenuto tecnico nel 2002, partendo dalle serie inferiori, e approdando alla prima esperienza in C1 nel 2006, chiamato dal Lanciano. Stagione travagliata, un esonero e un richiamo, che si chiude con la salvezza. Pessimo, invece, il ritorno a Pescara nel 2007, visto che non comincia neppure il campionato, indotto a lasciare da una situazione societaria poco chiara e da pressioni da parte di una tifoseria che, evidentemente, non gli ha perdonato il passaggio al Perugia da calciatore. Prosegue con alcune battute a vuoto in C: a Martina si dimette quando la squadra è ultima, alla Cavese arriva 6°, al Benevento subentra ed è esonerato, a Lanciano chiude la stagione 8°. Nel 2012 arriva la chiamata del suo Perugia e lì cominciano le prime soddisfazioni: alla prima stagione arriva ai play off, eliminato in semifinale; sollevato dall’incarico a fine stagione, viene richiamato prima dell’inizio del torneo per conquistare la promozione in B e la Supercoppa Lega Pro. Guida i grifoni anche in serie cadetta, centrando subito i play off, ma non la promozione, così arriva l’esonero. Stesso destino gli tocca la stagione successiva, la scorsa, in cui è chiamato a sostituire Nicola a Bari, portando i pugliesi fino ai play off, dove viene eliminato dal Novara al preliminare, dopo i tempi supplementari. Anche stavolta la cosa gli costa la riconferma e all’inizio della corrente stagione resta senza squadra. Lo chiama il Cesena per risollevare una stagione molto molto grigia, al di sotto di ogni peggior aspettativa, ma l’esordio non è dei migliori: impegnato nella trasferta di Brescia, gioca ad armi pari con le rondinelle, ma la doppietta di Ciano non basta a portar a casa punti perché la doppietta di Torregrossa e il gol di Martinelli regalano la posta piena ai lombardi. Ora il Cesena è penultimo, ma la stagione è ancora lunga e Camplone sa che il lavoro da fare è ancora tanto.

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