F1, ad Interlagos sotto la pioggia ancora Mercedes, ma l’eroe è Verstappen

SPETTACOLO O CAOS?- gli spettatori assiepati sulle tribune del circuito di Interlagos sono usciti inzuppati d’acqua, e hanno avuto anche tanta pazienza per una gara durata, complessivamente, oltre 3 ore, ma non si può dire che si siano annoiati; con due bandiere rosse, la safety car in pista infinite volte, incidenti e sorpassi, con la ciliegina del ritiro del loro beniamino, Felipe Massa, all’ultima partecipazione alla gara di casa, con relativa passerella ai box ed applausi da tutto il paddock, il Gp del Brasile,penultima prova del mondiale, nella parte di gara vera ha riservato tante emozioni, anche se alla fine l’ordine di arrivo non è stato tanto diverso dagli altri. Le scelte del direttore di corsa Charlie Whiting sono apparse assai discutibili; i tanti giri dietro la safety car, una volta eliminati i detriti delle macchine incidentate, sono apparsi eccessivi, e non si è capito perché, dopo due bandiere rosse e la pioggia che continuava a cadere copiosa, con l’aggiunta dell’oscurità incombente, la gara sia ripresa e terminata; se non c’erano le condizioni per correre al momento di dare la bandiera rossa, non c’erano neanche dopo. A voler pensar male, con punteggi dimezzati per non aver completato almeno il 75% dei giri, a Rosberg nell’ultima gara sarebbe bastato un quinto posto per laurearsi campione, cosi invece dovrà arrivare almeno terzo (se Hamilton vince), e quindi per non togliere interesse al Gp di Abu Dhabi (oltre che a quello di Interlagos, fermando la gara prima), si sarebbe deciso di proseguire fino alla fine. Lasciamo al lettore giudicare.

TITOLO– Lewis Hamilton, come nelle ultime due occasioni, ha fatto il massimo; ottenuta la pole position, non ha commesso errori in gara, anche grazie all’indubbio vantaggio di avere sempre la pista libera e quindi, sulla pioggia, godere di buona visibilità, vantaggio peraltro ottenuto in qualifica. Si sa che ad Interlagos la variabile meteo è sempre dietro l’angolo, e Nico Rosberg, che già palesemente fatto la scelta di non correre rischi ed accontentarsi dei secondi posti sull’asciutto, a maggior ragione non ha attaccato il compagno sul bagnato (ammesso che fosse in grado di farlo), aiutato anche dalla fortuna (o sua abilità) di tenere diritta la vettura in uno dei tanti episodi di acquaplaning, costati la gara ad altri piloti, ma soprattutto dalla strategia suicida della Red Bull, che nella seconda parte di gara ha fatto rientrare entrambe le macchine per montare le gomme intermedie, confidando in un miglioramento delle condizioni meteo che invece non è arrivato, (come affermavano peraltro tutte le previsioni) e poi costretta a farle fermare di nuovo per rimontare le full-wet. L’efficienza aerodinamica delle vetture austriache, con il maggior carico aerodinamico di cui dispongono, consentiva a Verstappen e Ricciardo di volare; l’olandesino ci ha poi messo del suo, con un ritmo di gara impossibile per gli altri, e una serie di sorpassi che hanno ricordato Ayrton Senna, indimenticato ed insuperabile sul bagnato. Senza gli errori del muretto, certamente Rosberg non avrebbe conservato il secondo posto, e anche il primo di Hamilton sarebbe stato a rischio. Buon per il tedesco, mentre alla Red Bull dovrebbero, quantomeno, licenziare il loro Bernacca…

FERRARI- paradossalmente la pioggia ha sfavorito le rosse, che in qualifica non erano andate male; con una gara asciutta il podio era alla portata. Invece, un po’ per le carenze aerodinamiche, e un po’ per disavventure in pista causate dall’acquaplaning, con Raikkonen ritirato e Vettel costretto a rimontare dal fondo, hanno portato l’ennesimo risultato deludente, con l’aggiunta delle umiliazioni subite da Verstappen, che ha “sverniciato” entrambi i ferraristi con facilità. Il quattro volte campione ha compiuto una bella rimonta, oscurata per altro da quella del fenomenale olandese.  Per fortuna questo calvario che è diventato il 2016 sta per finire; con il secondo posto nella classifica costruttori ormai perso, e anche il terzo in quella piloti già assegnato a Ricciardo, resta da difendere il quarto di Vettel dall’arrembante Verstappen, e poi, finalmente, si potrà pensare al 2017, con regolamenti e (speriamo) prestazioni e risultati diversi.

LA CORSA DEGLI ALTRI– per il resto, in una gara dove potenza e motore contavano il giusto, mentre emergevano invece telaio e (finalmente) doti del pilota, da segnalare l’ottima prova di Carlos Sainz con la Toro Rosso, e di Felipe Nasr con una Sauber normalmente inguidabile, rispettivamente sesto e ottavo. Buona la prova della Force India, con Perez ai margini del podio, mentre ci saremmo aspettati di più da Fernando Alonso, solo decimo al traguardo (Button addirittura ultimo e ormai in pensione almeno con la testa), a dimostrazione che i problemi della Mc Laren non riguardano solo il motore. Per una volta, grazie alle scelte di alcune squadre di montare le intermedie, anche le Manor hanno catturato qualche ripresa televisiva, anche se alla fine non sono riuscite ad ottenere punti.

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