Il Palermo annaspa ma non demorde, salvezza possibile

Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, in una immagine del 01 settembre 2011. ANSA/MIKE PALAZZOTTO

De Zerbi c’è. C’è ancora. È forse questa la notizia che ancora oggi sorprende tutti. Zamparini ha dichiarato di credere nel suo lavoro e che la squadra sta pagando un po’ di inesperienza. Inesperienza è, purtroppo per i tifosi, chiaramente visibile. Basta pensare alla partita di domenica scorsa contro il Milan, quando i Rosanero si sono praticamente castigati da soli, prima con una incertezza tra Posavec e Aleesaami e poi sul contropiede che ha preceduto il goal di Lapadula. I tifosi si sentono umiliati dalle prestazioni recenti della squadra e non sono abituati a vederla così in basso. Lontani sono i tempi di Miccoli, Pastore, Cavani e i sogni Champions.
È semplice criticare i rosanero. Fino a 3 giornate fa 62 tiri nello specchio, il risultato più basso di tutte le squadre, 0 punti in casa, mai successo in 10 anni di serie A e mai più di un goal in tutte le prestazioni. È lecito chiedersi se Zamparini fa bene a dare fiducia a De Zerbi.

LA SITUAZIONE CON DE ZERBI – L’allenatore ha mostrato valore nell’allenare una squadra i cui valori erano prettamente indefiniti e si è preso la responsabilità di lavorare con i giocatori che possiede. Il tecnico ha iniziato ad allenare a mercato concluso, non ha pertanto eseguito lavoro con il gruppo nel periodo estivo ed ha sostituito Ballardini che ha lasciato la barca affondante. Ballardini avrà avuto le sue ragioni, ma De Zerbi ha preso un Palermo di sconosciuti, donando alla squadra un identità tattica e una mentalità non presente nella stagione passata . La scorsa stagione è stato Vasquez a salvare il Palermo. Il Palermo infatti l’anno scorso ha ottenuto una salvezza chirurgica facendo punti esclusivamente in partite contro Squadre in lotta per non retrocedere: in quasi tutte le azioni di questi match c’è lo zampino di Vasquez. La squadra quest’anno ha invece un gioco,visibile tatticamente, e prova a fare la partita ma pecca di elementi di valore.

DIAMANTI, L’UOMO IN PIU’ – La volta del gioco rosanero è Diamanti. Il Palermo appare più pericoloso quando “Alino” è in campo perché è imprevedibile e crea azioni da goal. Diamanti nell’ultimo periodo è stato utilizzato nei minuti finali, forse perché De Zerbi ha preferito la sua tecnica con squadre lunghe, quando c’è più spazio tra le linee e il fantasista può inventare. Suo è infatti l’assist per Nestorovski per il momentaneo pareggio rosanero domenica scorsa. Ma quando Diamanti non è in campo ecco che i rosanero appaio scontati, lenti, macchinosi e timorosi di sbagliare. Raramente arrivano al tiro nonostante la manovra avvolgente che compongono. I rosanero pagano di inesperienza e di timore.

REPARTO PER REPARTO –
Analizziamo i pro e i contro dei vari reparti.

Portiere
Zamparini ha dato fiducia a Posavec, ma il giovane Josip è un punto di domanda senza frase. È valido tecnicamente ma è distratto a volte sembra irriconoscibile. Deve crescere.
Difensori
Rajkovic è rientrato ed ha spostato Cionek sulla fascia. Questo ha equilibrato la difesa evitando strafalcioni visti nelle precedenti uscite. Cionek sulla fascia opposta a quella di Aleesaami ha compensato l’indole offensiva del terzino norvegese ed ha comunque mostrato carattere propositivo anche in avanti. L’errore sul contropiede che ha preceduto il goal di Lapadula, stona su tutta la prestazione tattica della difesa. Classico errore di inesperienza a cui i tifosi ormai appaiono rassegnati.

Centrocampisti
Il centrocampo è forse quel ruolo in cui pecca la squadra. Manca un regista. Hiljemark, Gazzi, Bruno Henrique e Jajalo peccano in impostazione. Diamanti non ha tutti i minuti in campo e comunque la sua posizione è avanzata; spostarlo dietro significa stravolgere la squadra. Bruno Henrique appare il giocatore più offensivo tra i centrali, ma non da sostegno alla manovra di spinta della squadra, finendo così per generare un giro palla continuo.

Attacco
Nestorovski è forse la sorpresa di mercato più azzeccata del presidente rosanero. 6 goal in 12 partite. De Zerbi ha lavorato molto con lui, compensando le sue doti da rapinatore a con quelle tattiche cui il giocatore, durante le prime apparizioni è apparso carente. Il problema sta nelle fasce offensive: Embalo è tatticamente imbarazzante, Diamanti non ha più di 60 minuti nelle gambe, Quaison è anonimo, Sallai è troppo impulsivo e inesperienze e Aleesaami spostato in avanti sbilancia la squadra. Bentivegna è infortunato. Mette speranza la prestazione del giovane Lo Faso, appena 18enne, che ha manifestato molta consapevolezza tattica e quel pizzico di imprevedibilità necessario alla squadra rosanero per rendersi pericolosa, ma è azzardo mettere sulle sue spalle responsabilità che ancora non può prendere.

Non resta che sostenere la squadra e sperare in qualche innesto tecnico che possa garantire la salvezza.

(a cura di Biagio Andrea Vacante)

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