A tutta B (seconda parte): i giovani tristi e i giovani felici, Colantuono e pochi fulmini e B ready per la 15^

boscaglia

GIOVANI TRISTI… – Tanti i gol segnati nell’ultima giornata di B e, fortunatamente, tra essi non si è fatto attendere il gol giovane, anche se, purtroppo per il suo marcatore, la gioia è stata effimera, visto che è corrisposto con una sconfitta della propria squadra. Parliamo di Simone Palombi della Ternana. Palombi è un’ala sinistra (ma che all’occorrenza può giocare anche punta centrale o sulla fascia opposta) ventenne, nato a Tivoli il 23 aprile 1996. Cresciuto nelle giovanili della Lazio, ha disputato con molto profitto gli ultimi 3 campionati Primavera, finendo sempre in doppia cifra, 10 gol nel 13/14 e 19 negli ultimi due, conquistando anche una Supercoppa Primavera. Dall’inizio di questa stagione è in forza, in prestito, alla Ternana, dove, finora, non ha trovato tantissimo spazio, ma sabato, alla quarta presenza, schierato titolare, si è tolto una grossa soddisfazione segnando il suo primo gol tra i professionisti. In realtà nel momento in cui è stato segnato rappresentava davvero un ottimo traguardo, visto che le squadre erano ancora sullo 0-0 e quello rappresentava il vantaggio della sua squadra nello scontro diretto in trasferta con la Salernitana: al 23′ è pronto a svettare all’altezza del dischetto del rigore su un cross di Zanon dalla trequarti, deviando il pallone in rete. E a suggellare ancor più l’impresa appena 5′ dopo era arrivato il raddoppio di Falletti. Poi, però, c’è stato il crollo verticale della squadra umbra, che ha chiuso l’incontro subendo 4 gol e lasciando punti importanti che l’hanno spinta nuovamente al penultimo posto, con anche la contestazione dei tifosi che l’avevano seguita. Il giovane Palombi, così, ha dovuto ricacciare in gola la soddisfazione personale, anche se è innegabile che difficilmente dimenticherà la trasferta di Salerno.

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…E GIOVANI FELICI – Chi, invece, ricorderà la giornata appena trascorsa, anche lui giovane, seppur un po’ più “grande” rispetto a Palombi, è Mattia Finotto della Spal, autore non solo del primo gol in Serie B, ma addirittura, subito, della prima doppietta, che, però, nel suo caso, è risultata fondamentale per il conseguimento della vittoria della propria squadra, che, così, può continuare a volare. Finotto è, anche lui, un’ala sinistra che, all’occorrenza, può giocare anche punta centrale, nato a Valdobbiadene, in provincia di Treviso, il 28 dicembre 1992. Cresciuto nelle giovanili della Sambonifacese, nel 2012/13 passa al settore giovanile del Monza e la stagione scorsa è acquistato dalla Spal, dove diventa uno dei titolari che conquistano la promozione vincendo il campionato di Lega Pro, cui contribuisce con 8 reti. Confermato anche per l’attuale campionato di B, continua ad essere uno dei fidati del tecnico Semplici, che, fin qui, lo ha impegnato in 11 occasioni. Sabato sono arrivati, come detto, i primi due gol in serie cadetta nello scontro diretto con il Brescia, che sono risultati fondamentali alla luce del risultato finale che è stato di 3-2 per la sua squadra: al 31′, con gli avversari in vantaggio per 1-0 grazie al gol di Bisoli, devia di testa in gol un cross proveniente dalla sinistra; all’86’, sul risultato di 2-2. fissato nel primo tempo, chiude l’incontro facendosi trovare pronto a centro area a deviare col piatto destro un cross dall’interno dell’area di Antenucci. I ragazzi terribili di Semplici, già una delle sorprese di questo torneo, ora sanno di avere un’arma in più nel proprio arenale.

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COLANTUONO E POCHI FULMINI – Domenica, in posticipo, è stato anche l’occasione per l’esordio dell’ennesimo allenatore subentrato in questa stagione, ovvero Colantuono, che ha sostituito Stellone sulla panchina del Bari. All’ex tecnico del Frosinone è risultata fatale la sconfitta di Latina, che ha rappresentato, però, solo l’apice di un rendimento fin qui estremamente deficitario da parte di una delle squadre che venivano accreditate tra le favorite di questo torneo. Il gioco non è mai decollato, i risultati sono arrivati a singhiozzo e la classifica risulta molto deludente. Salvato già diverse volte da risultati giunti al momento opportuno, Stellone, che, comunque, si è sempre dimostrato lucido e onesto nelle sue analisi, non nascondendo mai i limiti della sua squadra, non è mai riuscito a ottenere continuità nei risultati e, soprattutto, a dare l’impressione di riuscire a dare una sferzata al campionato dei pugliesi. Di qui l’esonero e la chiamata di Colantuono, tecnico molto esperto. Ex difensore roccioso, Stefano Colantuono, classe ’62, ha avuto una discreta carriera, tra gli anni ’80 e l’inizio del 2000, che ha conosciuto anche la Serie A, nella prima parte, con le maglie di Pisa (vincendo anche una Mitropa), Avellino e Ascoli, per poi svilupparsi nella seconda, dopo una brevissima parentesi nel Calcio a 5, tra i campi della C e della D con Frosinone, Fermana, Maceratese e Sambenedettese, la squadra con cui chiude la carriera agonistica nel 2002. Da lì parte anche quella di allenatore, con presidente Gaucci, e l’inizio è promettente, visto che viene chiamato a 9 giornate dalla fine, con la squadra in fondo alla classifica e, con 9 vittorie consecutive, la porta ai play off, vincendoli e ottenendo, quindi, la promozione in C1, dove conquista nuovamente in play off nella stagione seguente. Nei due campionati successivi resta in “casa Gaucci”, allenando prima il Catania in B e poi il Perugia appena retrocesso in serie cadetta, che porta ai play off. Fallito il Grifone, nel 2005 arriva la prima, trionfale, esperienza all’Atalanta: presa in B, Colantuno la porta alla promozione in massima serie, dove, la stagione successiva, la conduce all’8° posto con il record di punti della squadra bergamasca. Travagliato il successivo rapporto col Palermo di Zamparini: chiamato nel 2007, viene esonerato a novembre, richiamato a marzo, confermato per la stagione successiva e cacciato definitivamente dopo la prima giornata. Non del tutto soddisfacente neppure l’esperienza col Torino: arrivato nel 2009 per guidare la squadra appena retrocessa in B, viene esonerato a novembre e richiamato a gennaio, quando comincia una rimonta che lo porta fino ai play off, dove perde in finale col Brescia. Quindi torna a Bergamo che conduce, ancora una volta, alla promozione in A. La stagione successiva salva i bergamaschi nonostante la partenza da -6 (e, virtualmente, li conduce a quello che sarebbe il nuovo record di punti), quindi una nuova salvezza nel 12/13 nonostante il -2, e il nuovo record di punti nel 13/14, quando conquista la salvezza con 7 giornate d’anticipo. Chiude l’esperienza in nerazzurro la stagione successiva quando viene esonerato a marzo, con la squadra quartultima. Nella scorsa stagione parte alla guida dell’Udinese, ma viene esonerato a marzo. Cominciata questa senza squadra, la scorsa settimana viene chiamato dal Bari per risollevare una stagione fin qui al di sotto delle aspettative. Esordio fiacco, con un pareggio casalingo contro la Spezia, dopo essere stato in vantaggio, a causa dell’assurdo autogol di Fedele descritto nella prima parte di questa puntata, arrivato, comunque, in un momento in cui lo Spezia aveva aumentato la pressione e meritava il pari. Colantuono sa che la strada è in salita, come dimostrano i fischi a fine partita, ma la sua carriera dimostra che è il tecnico con il carattere giusto per non arrendersi e superare le difficoltà.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 15^ GIORNATA – Dopo “l’invasione” domenicale per la pausa Nazionali, la Serie B torna nei suoi ranghi, con il più classico dei format: un anticipo al venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15, un posticipo domenica alle 17.30 e uno lunedì alle 20.30. Il top arriva proprio dall’anticipo di venerdì, il tanto atteso scontro al vertice, al Tombolato, il derby veneto tra il Cittadella e il Verona, squadre che giungono, entrambe, con un diavolo per capello e nel momento forse peggiore della propria stagione: i padroni di casa arrivano dopo la sconfitta di Benevento che ha fatto loro perdere, per la prima volta, il secondo posto, gli scaligeri dopo la pesante batosta casalinga che ne ha frenato la fuga. Quindi entrambe saranno animate da grande desiderio di rivincita, che non potrà che giocare a favore dello spettacolo. Il Frosinone secondo, invece, gioca il posticipo domenicale ed è atteso da un match non facile, in casa di un Novara che è al settimo cielo dopo l’exploit di Verona, dove Boscaglia (foto di copertina) ha salvato la sua panchina, che ora vuole ulteriormente rinsaldare, magari punendo la seconda dopo aver colpito la prima. Anche le due sorprese Benevento e Spal non hanno match semplici: le streghe giocano sabato pomeriggio, in casa, attendendo un Brescia che vuole riscattarsi dopo la sconfitta, in rimonta, dell’ultima giornata proprio contro la Spal; i ferraresi vanno in posticipo domenicale a far visita ad un Trapani in grande esigenza di punti e che sabato ha dato buoni segnali nella trasferta di Perugia. Squadra umbra che riparte, dopo il pareggio interno, dalla trasferta di Ascoli, dove l’attende un’altra squadra bisognosa di punti, vista l’estrema vicinanza della zona calda. L’Entella, invece, prova ad approfittare del periodo non positivo della Ternana per tornare a dare la caccia alle posizioni più alte, ma di fronte avrà una squadra con un enorme bisogno di punti, soprattutto di fronte al proprio pubblico che comincia a dare segni di impazienza. Seconda prova consecutiva casalinga per Colantuono che guida il Bari nel non semplice match contro il Carpi, che deve dare nuovamente segni di risveglio se non vuole scivolare fuori dalla zona play off. Latina e Salernitana, dopo il bel balzo in avanti in coppia della scorsa giornata, si affrontano in casa dei nerazzurri per proseguire la risalita. Derby tra colori bianconeri, invece, al Picco, dove arriva il Cesena di Camplone sullo slancio della bella vittoria di domenica per affrontare uno Spezia comunque di buon umore dopo il pareggio di Bari, ma alla caccia di una maggior sicurezza in zona offensiva. Sfide con risvolti per la salvezza quelle del Partenio, tra Avellino e Pisa, e del Piola, tra Pro Vercelli e Vicenza.

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