Il Napoli, piaccia o meno, è una multinazionale d’amore e deve vincere a Udine

A che punto eravamo rimasti? La pausa per le nazionali è stata un po’ come la lontananza che, nella famosa canzone, accende i fuochi grandi e spegne quelli piccoli. In casa Napoli la tranquillità era un ricordo lontano, il morale puntava verso il basso e forse la sosta è stata un po’ perché ha allentato le tensioni e per un po’ di tempi non abbiamo letto di battibecchi tra innamorati o di improbabili proposte per l’attacco a Gennaio, dalla Aubameyang alla Z di Zazza, l’ abbecedàrio  degli improbabili acquisti del Napoli è stato completato dalla stampa di settore. Anche noi, anche io, avrei potuto scriverne qualcosa ma i nomi erano già tutti occupati, che non avrei proprio saputo che inventarmi…Nembo Kid, Batman, Rambo, erano già tutti occupati o hanno già appeso le scarpette al chiodo, così mi limitato a guardare il Napoli per quello che è: un amore ma anche una multinazionale, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Dries MertensCominciamo a parlare di Mertens, grande uomo e grande giocatore, ad avercene come lui. Galvanizzato dalle prestazioni con la maglia della rappresentativa belga, e dalle magie proposte sul campo, lui è l’ultimo che parla ancora di scudetto. Beato lui, se ci crede, che dire: fa bene! Solo che deve lottare, tenendo alto il morale anche dopo la difficile partita di oggi perché Udine è un campo ostile agli azzurri. L’anno scorso si infranse proprio al Friuli il nostro sogno tricolore, con Higuain che si fece espellere e consegnò il titolo in maniera definitiva alla squadra dove gioca ora. Ora l’argentino è triste e solitario a Torino, segna ed è pagato bene, ma si è intristito, molto, arrivando a deludere e ad essere contestato anche in nazionale. Ma lasciamo l’ex dov’è e pensiamo al presente. Udine. Se il Napoli vuole vincere lo scudetto deve vincere a Udine, ma non solo, anche a Bergamo e su tutti gli altri campi delle provinciali, come le si chiamava una volta. Perdere a Torino ci può stare e non deve essere un dramma, ma il distacco in classifica lo si accumula proprio nei punti lasciati alle provinciali. I pareggi con Genoa e Pescara, la sconfitta di Bergamo…sono punti pesanti, pesantissimi. Ogni lasciata è persa soprattutto se il Napoli è in grado di vincere. Agli azzurri non si regala niente, proprio per questo motivo i nostri devono cominciare a scendere in campo con il coltello tra i denti al Friuli senza regalare nulla. Quanti regali abbiamo fatti agli avversari? Difensori nostri che rinviano sempre al centro dell’aria? Ma è normale? No, non lo è. Capiamoci, sbagliare è umano, perseverare è bestiale. E forse invece di preoccuparsi di quel che non succede davanti potremmo anche preoccuparci di quello che succede dietro, purtroppo. Questa è la più grande pecca del Napoli di Sarri che non schiera lo stesso pacchetto difensivo per due partite di seguito. Io al mister gli voglio bene, un grande bene, così come ne voglio al presidente, ma è per questo motivo che gli muovo le mie critiche, minuscole e inosservate, ma critiche da innamorato. Tutti noi vorremo vedere il Napoli vincere sempre ma non è con gli attriti, con le rosicate che si arriva da qualche parte. Per anni i nostri parlano di fatturato e ci sta, ma questo vuol dire che il Napoli è una multinazionale e in effetti lo è, i suoi clienti sono anche i suoi tifosi, quelli come me che, non potendo andare allo stadio, comprano i prodotti ufficiali, sovvenzionando la SSC Napoli, Cinture, borse per pc, portachiavi, scalda collo, ciabatte, profumi, bagno schiuma, spazzolino da denti. Questo è il mio kit del tifoso, il mio contributo d’amore per la mia multinazionale che continua a sottovalutare il potenziale delle risorse umane. Non si gestiscono così i giocatori e non si trattano così le persone, che siano giocatori strapagati o tifosi squattrinati. Gabbiadini non è un pacco, ma è diventato un pacco postale, e scusate ma se uno che viene regolarmente convocato nella nazionale italiana si vede preferire nel suo club giocatori fuori ruoli come Mertens ed El Kaddouri…che deve fare? Se poi aggiungiamo che Diawara, a detta del Mister, non era pronto ma poi è diventato quasi intoccabile e pensiamo all’altro acquisto, il giovane Rog, altro investimento che dalla tribuna chissà cosa avrà pensato dopo essere stato costretto ad assistere per un quarto di stagione alle orribili e deleterie giocate in retro passaggio di Jorginho. Saranno stati poi questi gli schemi così difficili da assemblare? E Reina, che fa le papere in azzurro e con la Spagna. No Pepe e un grande e proprio per questo va sostenuto, va preso da parte, rincuorato e coccolato. Tutti sbagliano, ma tutti devono essere motivati a fare del proprio meglio, a meno che non vogliamo completare un altro abbecedàrio di acquisti, stavolta di portieri. E per ultimacosa, trattate meglio i tifosi, fateci credere che l’amore azzurro è eterno. Io personalmente ho già dovuto assistere allo scioglimento dei Sonic Youth, con Kim Gordon che ha lasciato Thurston Moore, almeno nel Napoli, nel mio Napoli, quello per cui quando quando qualcuno mi dice Forza Napoli, io rispondo “Sempre!”, almeno in questo devo credere che per noi l’amore è eterno e che a Udine si possa vincere per dare ragione a Dries!

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