Oklahoma City Thunder: è tempo di ricostruire

oklahoma-city-wallpaper-7

Con l’addio di Kevin Durant, il 4 luglio 2016, è finita un’era. L’era dei “big four” dei Thunder. Una squadra fortissima, dilaniata però dalle troppe personalità ingombranti, ed uno ad uno tutti i campioni sono partiti per accasarsi in altre squadre. Il primo è stato sicuramente James Harden, complice anche un mancato rinnovo, poi è stato il turno di Serge ibaka, ceduto ad Orlando, ed infine il più importante, il più doloroso, il “tradimento” più grave: il passaggio di KD ad Oakland.

Oklahoma City Thunder Media Day

Ma uno è rimasto,  un ragazzone di Long Beach, che ha deciso di rinnovare con Oklahoma, e di caricarsi i Thunder sulle spalle. Il suo nome? Russel Westbrook. Ed al termine della stagione 2015/2016, il GM di OKC, Sam Presti, ha deciso di costruire una squadra intorno all’ultimo fuoriclasse rimasto. Ma la ricostruzione richiede e richiederà ancora molto tempo, ed in attesa di eventuali colpi alla fine del 2017, si parla di uno tra Davis e Griffin, proviamo ad analizzare la situazione dei Thunder.

USP NBA: HOUSTON ROCKETS AT OKLAHOMA CITY THUNDER S BKN USA OK

Come già detto prima, Durant ha lasciato ed al suo posto, sono arrivati Oladipo, Sabonis e Abrines. Il primo in realtà rientra nell’affare che ha portato Ibaka ad Orlando, ma è da considerarsi come il giocatore più importante dopo Westbrook, e dovrà dimostrare di poter essere un vero trascinatore. Domantas Sabonis invece è un rookie molto interessante. Figlio del leggendario Arvydas, si tratta senza dubbio di uno dei migliori giovani al mondo. Classe ’96 è un’ala grande/centro, che abbina fisicità ad una buona tecnica di base e soprattutto ad una grande abilità nel tiro da tre. Alex Abrines invece è un ala piccola spagnola, proveniente dal Barcellona, al suo primo anno in NBA. Nonostante i nuovi arrivi, nel quintetto di partenza, ci sono ancora gregari come Adams e Roberson, che aiuteranno mettendo a servizio della franchigia, la loro esperienza.

victor-oladipo-100516

Naturalmente i Thunder si sono indeboliti moltissimo, e di sicuro sono più disuniti dell’anno scorso. Ma è proprio questo il significato di “rebuilding season”, stagione di ricostruzione. Bisognerà far ambientare i nuovi giocatori, si dovrà creare un nuovo spirito di squadra, dove tutti potranno mettersi al servizio della franchigia. Ma la sfida più grande resta sempre quella di Westbrook: Il ragazzo col numero zero dovrà dimostrare a tutti che è diventato un fuoriclasse, e che può trascinare una squadra verso il titolo.

flat800x800075f-u3

I Thunder hanno iniziato bene la stagione 2016/2017. Sono infatti quarti ad Ovest, con un tabellino che indica otto vittorie e cinque sconfitte. La squadra sembra avere già un buon affiatamento che cresce di partita in partita. I Thunder hanno adottato una nuova tecnica difensiva, sono infatti più “staccuati” dai loro avversari, e questo gli permette di coprire le penetrazioni sul nascere, ma li espone ad un altissimo rischio di sbire canestro da tre. Infatti, soprattutto contro Detroit, ma anche contro Brooklyn si è visto l’enorme difficoltà da parte di Olahoma di difendere sui tiratori. In attacco invece gioca un ruolo chiave Westbrook, che ha iniziato la stagione con trenta punti di media e totalizzando già quattro triple doppie. Se questi non sono numeri da MVP…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *