A tutta B (prima parte): il Verona a picco, l’aeroplano uruguaiano per Terni e un uomo di nuovo Fedele alla causa

VERONA A PICCO – A chi non crede che il campionato di B sia pazzo ed imprevedibile, basterebbe far vedere il film di quanto è successo fin qui: giusto due settimane fa si era qui ad incensare la quasi fuga solitaria del Verona, squadra autoritaria, capace di regolare le avversarie a botte di goleade e con una difesa che, al momento, era la seconda del torneo; poi nel giro di due giornate gli scaligeri sono colati a picco, hanno perso due partite consecutive, una interna ed una esterna, incassando la bellezza di 9 gol, che solo a dirlo pare una cosa impossibile. Significativo che la seconda sconfitta, quella con il passivo più sonante, il 5-1, arrivi, poi, proprio dallo scontro diretto contro quella che, dopo le prime giornate, era la prima avversaria diretta, il Cittadella, un po’ arretrata dopo un periodo grigio, che, però, proprio grazie a questo risultato si rilancia in modo importante, fosse anche solo per un fattore di morale. Così, a fine giornata, i gialloblu si trovano a non essere più capolisti solitari in fuga, perché nel frattempo è arrivato il Frosinone, che con la vittoria in trasferta nel posticipo domenicale a Novara (l’altra squadra che aveva punito il Verona, che, così, trova un nuovo pesante stop dopo il rilancio che poteva arrivare dall’importante vittoria di settimana scorsa) conquista i 3 punti che servono per appaiare gli uomini di Pecchia in testa alla graduatoria. Sempre stupefacente il rendimento anche del Benevento, che, stavolta, travolge letteralmente il Brescia di Brocchi e vola al quarto posto, a soli 3 punti dalla vetta. Chi frena un po’, invece, sono la Spal, che si fa fermare sul pari nel posticipo del lunedì dal Trapani, con i siciliani, che, così, continuano a restare ultimi da soli, e il Perugia, che nell’altro posticipo della domenica si fa rimontare per due volte nella pirotecnica partita di Ascoli. Chi, invece, si pianta proprio e non solo non approfitta dei passi falsi delle avversarie, ma, addirittura scivola lentamente giù, dopo aver sognato i piani alti solo fino a due settimane fa, è l’Entella, che esce ridimensionata dalla partita di Terni, dove la squadra rossoverde risponde alle contestazioni dei tifosi di una settimana fa con un 3-0 casalingo che rinsalda la panchina di Carbone (foto di copertina) e permette di abbandonare il penultimo posto. E stesso destino tocca al Carpi che regala la prima gioia a Colantuono sulla panchina barese. Così a sorridere è lo Spezia che, con una vittoria che inguaia ancor di più Camplone e il suo Cesena, ora penultimi da soli, aggancia nuovamente la zona play off. In chiave salvezza, invece, importante vittoria dell’Avellino su un Pisa che non sa più vincere e prosegue la lenta discesa in classifica che l’ha portata fino alla zona play out (e, tutto questo, pur avendo la seconda difesa del torneo, assieme, però, al peggior attacco, con appena 6 gol realizzati). Identico risultato, infine, un pareggio per 1-1, per le sfide Latina- Vicenza, che non risolve i problemi dei veneti, ancora terzultimi, e Pro Vercelli-Salernitana.

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L’AEROPLANO URUGUAIANO – Qualche movimento interessante in testa alla classifica cannonieri. La partita di Cittadella dà due responsi importanti: nel disastro scaligero, Pazzini riesce comunque, almeno, a tornare al gol dopo più di 4 partite, e sale a 12, così da resistere ancora all’attacco sferratogli dall’avversario di giornata, Litteri, che con la doppietta, sale a 10 reti. Terzo, a 9, resta Caputo, che rimane a secco come il suo Entella. Un bel balzo in avanti, invece, visto che, nella vittoria del Frosinone, Ciofani le reti le lascia ai suoi compagni e si ferma a 7, lo fa Avenatti, il protagonista della vetrina di oggi che, anche lui con una bella e importante doppietta, sale a 8 gol. Felipe Avenatti è un attaccante uruguaiano nato a Montevideo il 26 aprile 1993, cresciuto calcisticamente nelle giovanili del River Plate Montevideo, dove esordisce in prima squadra nel 2011. Classica prima punta, forte fisicamente, potente nel gioco aereo, sua specialità, utile sia in fase realizzativa che di smistamento per i compagni dell’attacco, ma anche capace di sacrificarsi per la fase difensiva, Avenatti, dopo 12 gol segnati in due stagioni in maglia biancorossa, viene notato dagli emissari della Ternana che lo portano in Italia, dove gioca fin dall’agosto 2013, sempre in maglia rossoverde. Due gol al campionato d’esordio, va molto meglio nel secondo, in cui gioca con più costanza e segna molto di più, 11 gol, con cui eguaglia il proprio record personale stagionale. Ancora un rallentamento la scorsa stagione, in cui segna solo 5 gol, questa stagione sembra partita sotto i migliori auspici, visto che, seppur la squadra non brilli, le reti stagionali sono già 8 in appena 15 turni giocati, così che il bomber di Montevideo sembra destinato a battere il proprio record personale di realizzazioni. Intanto sabato ha messo a segno gli ultimi due, realizzando una bella doppietta in perfetta fotocopia, due precisi colpi di testa, svettando su cross dalla sinistra, che, al 26′ e al 70′ hanno chiuso i conti dopo il gol in apertura di Palombi, sua seconda realizzazione consecutiva, protagonista su questa rubrica una settimana fa, nel non semplice match contro l’Entella, squadra in zona play off. Così sono arrivati 3 punti fondamentali, proprio ad una settimana dalla contestazione subita in trasferta a Salerno al termine della partita persa dopo essere stati in vantaggio per 2-0. Questo ha permesso alle fere di fare un balzo in avanti, lasciando il penultimo posto e approdando in zona play out e a Carbone di passare una settimana tranquilla. La ricerca della salvezza degli umbri non potrà prescindere dai gol di Avenatti.

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DI NUOVO FEDELE – Il destino a volte fa giri strani. Però, fortunatamente, a volte, in questi giri, almeno, rimette dritte cose che avevano preso una via storta. E quello che è capitato ad un giocatore del Bari nel corso di una sola settimana. La scorsa puntata eravamo qui a riferire dello sfortunato incidente calcistico di Fedele, che, a pochi minuti dalla fine di una partita che la sua squadra stava vincendo, intervenendo su un pallone che era divenuto innocuo dopo una serie di batti e ribatti in area, con un movimento scomposto, aveva realizzato il ridicolo autogol con cui gli ospiti dello Spezia avevano pareggiato i conti. Questo aveva rotto le uova nel paniere al nuovo tecnico Colantuono che già pregustava la prima vittoria all’esordio sulla panchina barese. Per lui era arrivata anche la poco generosa sostituzione a pochi minuti dal 90′ che l’aveva esposto ai fischi del pubblico. E l’inizio in panchina nella partita successiva. Ebbene quello stesso giocatore, nel giro di una settimana si è trasformato da macchietta a protagonista, facendosi trovare pronto, al 56′, dopo essere entrato in campo a inizio ripresa, a deviare in rete il gol per il 2-0 del Bari contro il Carpi, appena 5′ dopo il vantaggio pugliese di Basha, così da chiudere i conti e regalare i 3 punti alla sua squadra e al suo tecnico, rilanciando i biancorossi in chiave play off. E stavolta, ad attenderlo all’uscita, c’erano solo applausi per lui.

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