Lega Pro: il punto alla 14^ giornata

 

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GIRONE A
Nel Girone A la partita di cartello è un derby lombardo, importante per la classifica e molto sentito dalle tifoserie. Como-Cremonese non è un match qualunque, anche perché i grigiorossi inseguono convintamente la capolista Alessandria, arrivando sul Lago di manzoniana memoria a una sola lunghezza dai Piemontesi.
Buona la presenza dei Cremonesi nel settore ospiti (circa trecento unità), la curva Comasca appare compatta e unita, seppur meno folta rispetto ad altre occasioni.

La gara ha inizio e si sviluppa come forse non ci si aspettava. Il Como rinuncia da subito a tattiche attendiste, per giocarsela a viso aperto. La Cremonese, dal canto suo, cerca di fare la partita che dovrebbe, essendo pretendente alla promozione diretta.
I Grigiorossi faticano a domare ripartenze e i rapidi scambi tra centrocampo e attacco dei Lariani, ed è così che, al minuto 26, Di Quinzio porta in vantaggio la formazione di casa, su assist smarcante di Chinellato di testa.
La Cremonese reagisce e in un paio di occasioni si rende pericolosa, soprattutto al minuto 39, quando Lucchini a distanza ravvicinata colpisce la traversa. Ultimi minuti di apprensione per la difesa lariana e si va al riposo sul punteggio di 0-0.
Nella ripresa i grigiorossi sembrano più convinti e continuano a spingere per agguantare il pareggio. I Lariani appaiono solidi e convinti, dimostrando di saper reggere l’urto.
Al minuto 50 prende vita la giocata che non ti aspetti: Di Quinzio, partendo dalla fascia sinistra rientra in direzione dell’area, supera un paio di difensori della Cremonese e da venti metri lascia partire un tiro che si insacca nell’angolo alla sinistra del portiere Ravaglia. Un vero e proprio Euro-goal, di quelli che se Davide Di Quinzio giocasse in Serie A e fosse sotto la protezione di Raiola, oggi varrebbe quanto la Gioconda.
Il match prosegue e come era lecito attendersi, dopo qualche minuto di assestamento la Cremonese torna a spingere sull’acceleratore, mettendo più volte in difficoltà i padroni di casa, che però sembrano in grado di gestire lo scarto di due reti a proprio favore.
Come spesso accade nel calcio, a far la differenza sono i cambi: Di Quinzio, a fronte di una prestazione maiuscola, non ce la fa più e mister Gallo si vede costretto a sostituirlo con Damian. Standing ovation del Giuseppe Sinigaglia per l’ex Spallino.
Questa mossa sullo scacchiere verde porta inevitabilmente il Como ad abbassare il proprio fulcro di gioco, dando ragione a Tesser che qualche minuto prima aveva fatto entrare in campo Scappini e Perrulli.
Sono proprio queste due pedine, infatti, a dar vita alle azioni che, in soli quattro minuti (al 32′ e al 36′), portano alla doppietta di Scappini e al pareggio della Cremonese.
Dal 2-2 in poi il Como appare sfiduciato, salvo poi tornare a registrare i meccanismi in campo e dimostrare di voler a ogni costo portare a casa un risultato che, alla vigilia, sarebbe stato più che gradito.
Il pareggio è comunque giusto per quanto visto sul campo di gioco.
Il rammarico per i Biancoblu rimane, alla luce di come si sono sviluppati gli eventi.
Tuttavia la prestazione contro una delle regine della Lega Pro è più che incoraggiante, e rimanere in zona play-off rappresenta un’ottima iniezione di fiducia dopo qualche passo falso di troppo.
Sull’altro fronte, la Cremonese dimostra di essere squadra forte e ben strutturata; non abbandona i sogni di gloria, pur avendo perso in questo turno due lunghezze sull’Alessandria, tornata a +3 sui Grigiorossi.

GLI ALTRI RISULTATI DEL GIRONE A

È da sottolineare, soprattutto ai fini del vertice della classifica, il ritorno alla vittoria dell’Alessandria contro la Carrarese (2-1, doppietta del solito Gonzalez), dopo due pareggi consecutivi.
Il Livorno vince al Picchi per 3-1 contro Pro Piacenza e conquista il terzo posto, in concomitanza con l’Arezzo che invece perde a Pontedera (3-2) in uno dei tantissimi derby toscani di questo girone.
La Giana Erminio e il Renate continuano il buon campionato fin qui disputanto, vincendo rispettivamente contro Piacenza e Lupa Roma.
Da segnalare la prima vittoria fuori casa (seconda in assoluto) del Prato che espugna Olbia col punteggio di 1-2.

GIRONE B

Il Venezia continua la sua marcia in testa alla classifica, battendo di misura il Feralpisalò in terra lombarda.
La compagine di Inzaghi mantiene due lunghezze su Reggiana, Sambenedettese e Pordenone.
Quest’ultimo nel posticipo serale del lunedì espugna il Braglia di Modena, strapazzando i “canarini” con un netto 0-3.
La situazione degli Emiliani appare critica: appena retrocessi dalla Serie B si trovano al terz’ultimo posto in piena zona play-out, a sole tre lunghezze dall’ultimissima posizione, occupata dal Forlì.
Nel corso della gara, mai stata in discussione per i valori espressi in campo, i tifosi hanno iniziato a dare segni di cedimento e qualche contestazione ha iniziato ad accendersi.
Sotto i riflettori anche il Parma, protagonista di un clamoroso tonfo casalingo contro il Padova. La sconfitta per 1-4 subita dagli Euganei ha portato a risvolti forse inaspettati.
Nonostante i Crociati siano a sole 4 lungheze dal Venezia, la società parmense ha dato vita a una vera e propria epurazione.
Gli esoneri del tecnico Apolloni, del responsabile dell’area tecnica Minotti e del Ds Andrea Galassi sono stati definiti “inevitabili” dal vicepresidente vicario Marco Ferrari.
In seguito a queste drastiche decisioni, anche il presidente onorario Nevio Scala ha deciso di dimettersi.
Sarà interessante capire le prossime mosse della gloriosa società emiliana.

GIRONE C

Il girone-Sud è probabilmente il più combattuto finora, soprattutto al vertice. Al termine di questo turno si trovano in cima alla classifica ben tre formazioni a quota 29 punti.
Il Foggia vince in casa contro il Catanzaro (1-0) e approfitta dello scontro diretto tra Juve Stabia e Lecce.
I padroni di casa passano subito al minuto 5 con un goal di rapina di Kanoute. Al minuto 38 i Campani raddoppiano con un gran tiro da fuori area di Izzillo che si infila a fil dipalo nell’angolo basso alla destra del portiere.
Al minuto 42 viene annullato un goal al Lecce per posizione di fuorigioco che in un primo momento pare essere dubbio, ma c’è tutto. Il guardalinee segnala l’infrazione tempestivamente e ben prima che la palla finisca in rete.
Nel secondo tempo accade tutto ciò che per i tifosi della Juve Stabia può essere incubo.
Al minuto 58 Pacilli con un bel diagonale di controbalzo all’interno dell’area batte Russo, riportando in carreggiata il Lecce.
Al 69′ la gara torna in parità: azione rocambolesca in area campana, Doumbia riesce ad appoggiare fuori per Tsonev che con un tiro forte insacca.
Sembra finita, con la Juve Stabia che pare accontentarsi di rimanere in vetta da sola, senza voler sfidare l’inerzia di una partita che già nel primo tempo pareva segnata.
Invece proprio allo scadere Caturano regala i tre punti ai giallorossi, facendo la gioia del Lecce, tanto quanto quella del Foggia.
Non si presenta all’appuntamento con il primato condiviso il Matera, che perdendo ad Andria contro la Fidelis (1-0), rimane staccato a tre lunghezze, solitario al secondo posto.
In zona play-out c’è ressa: nove squadre racchiuse tra i 15 e gli 11 punti (di cui ben cinque a quota 14).
Staccato e ultimo in graduatoria il Catanzaro, a soli nove punti.

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