Napoli – Dinamo Kiev: il tridente dei piccoli delude e Gabbiadini non riesce a fare Nembo Kid

Presto vieni qui, ma su, non fare così,
ma non li vedi quanti altri bambini
che sono tutti come te, che stanno in fila per tre,
che sono bravi e che non piangono mai…

sarri corriere

Citando Bennato, napoletano doc, iniziamo il commento alla partita di stasera di Champions League del Napoli di stasera che, detto tra noi, nemmeno troppo in segreto, è stata solo un’occasione persa. Persissima. Ogni lasciata è persa si dice da queste parti, Benitez fu eliminato dal girone di Champions con 12 punti, ma se ti ostini a schierare il tridente dei Piccoli, anche la più che modesta Dinamo Kiev riesce a non prendere gol, quindi Maestro Sarri, ci dica; cosa sta facendo? Vincere contro Crotone, Empoli e Udinese sono cose decisamente alla portata della rosa azzurra ma ostinarsi a scendere in campo spuntati e assistere alle solite corse “battistiane”, cioè disperate e solitarie, di Insigne e di Callejon, non possono che portare un’immensa tristezza nel cuore dei tifosi azzurri. Se poi Insigne scivola come Mister Bean lanciato solo davanti al portiere la domanda nasce più che spontanea:ma Gabbiadini che le ha fatto? Eppure Manolo una volta entrato, dopo il 60esimo, ha fatto il suo e ha impensierito la porta ucraina e solo la sfortuna  ha assistito fin troppo bene gli azzuri. Contiamo anche le occasioni di Hamsik che avrebbe potuto e dovuto segnare, ma alla fine lo 0 a 0 sta stretto, troppo stretto al Napoli, più stretto delle Kombat della Kappa indossata da Callejon. Che fare? Ora passerà tutto da Lisbona ed è un peccato perché tutto quello fatto di buono può essere sprecato quando in casa gli errori si sono pagati e cari, peggio che alla bottega dei Pozzo, per dirla alla De Laurentiis. Sarri, che dire, le vogliamo bene, raddrizzi la barca con un colpo di timone, un colpo da maestro, non si inventi nulla, metta un attaccante in attacco e non sprechi così il potenziale del cambio Mertens, Insigne, Callejon che a subentrare possono sempre far saltare il banco, ma se messi in campo fin dal primo minuto non portano ad altro che a tiri da lontano carichi di speranza come nemmeno i bastimenti  della famosa canzone. Vero, il Napoli tira tanto, ma segna poco, e quante speranze si hanno di segnare, con un tiro non potente da 45 metri? Arrivano così gli angoli, che sono forse una bella collezione da presentare agli amici ma l’ ‘aerea di rigore va aggredita e se si ha a disposizione il solo Gabbiadini, a Manolo non si deve guardare in bocca e mandarlo in campo, sempre. Altrimenti, ogni lasciata è persa in partenza. Ora ripetiamo tutti insieme, come direbbe Bennato:

e sempre in fila per tre, marciate tutti con me
e ricordatevi i libri di storia
noi siamo i buoni e perciò abbiamo sempre ragione,
andiamo dritti verso la gloria

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