Sarri: tutti i limiti del dissidente

Non c’è pace in casa Napoli perché i risultati sono impietosi e i numeri sono maschere di un carnevale triste, privato dell’allegria della festa. Finire con il pareggiare al San Paolo contro un  Sassuolo in crisi è l’ennesimo fallimento di una stagione finita, diciamocelo chiaro. Da tifoso assistere a prestazioni del genere è come stare a guardare per 90 minuti un baratro sulla noia che nemmeno leggere la Canzone di Rolando in lingua originale potrebbe portare. Il Napoli non gioca bene ed è pericoloso solo nelle ripartenze o contropiede che dir si voglia. Gli azzurri mostrano un andamento estetico sul campo improduttivo, decisamente improduttivo, scusate la ripetizione ma se non sopportate questa come fate a sopportare 90 minuti di gioco inutile perché a che serve accompagnare 7 uomini in attacco se permetti alla difesa del Sassuolo di arroccarsi meglio che sulla rocca di Gibilterra? A che serve un possesso palla inutile, tra l’altro senza pressing da parte degli avversari che porta solo a sparuti tiri da lontano? A che serve recriminare sul palo di Calejon quando per grazia ricevuta Missiroli vede schiantarsi sulla traversa il suo colpo di testa?

Genoa e Napoli per il più antico gemellaggio
Genoa e Napoli per il più antico gemellaggio

Sarri non sarà un separato in casa ma poco ci manca a vedere le sue scelte. Strinic,  Jorginho, Gabbiadini, scommesse perse perché mandate in campo senza convinzione, sua. Non ci sono le coppe, ci aspetta l’Inter e quindi perché rischiare l’unico diffidato, Mertens, che poi si farà ammonire e salterà la prossima gara, giusto per prendersi la soddisfazione di togliere dal campo Gabbiadini che 90 minuti li può fare e conta, o almeno contava, su tutto l’appoggio del San Paolo? Poi ci si lamenta che non si fa gol quando si è pronti a dimezzare il potenziale offensivo per giocare senza uno straccio di punta e quando devi giocare all’attacco, metti Giaccherini? Non si impara nulla dal turno di campionato dove il Genoa, grazie al furore agonistico e al supporto del proprio pubblico prende a schiaffoni la Juventus costretto com’è a rinunciare all’attaccante titolare, Pavoletti, schierando una giovane punta che alla fine realizza una doppietta?

 

Questo è il grande limite del dissidente Sarri e del Sarrismo.  Il voler dimostrare a tutti i costi, anche rischiando di buttare una qualificazione Champions contro squadre battibili, battibilissime, che i suoi schemi, il suo modulo, tra l’altro troppo difficile per un giovane come Diawara e addirittura incomprensibili per uno straniero come Rog, hanno più valore delle risorse umane a tua disposizione. Non c’è maturità, c’è solo la gerarchia di una multinazionale triste che ha accantonato il cuore per giocare a procedure e presentare fatturati. Questo non è e non sarà il mio Napoli che gioca senza gioia, senza riuscire a divertire e a divertirsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *