Il Napoli asfalta l’Inter e si rilancia, per i nerazzurri è notte fonda

Napoli's Marek Hamsik (R) in action during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs Inter FC at San Paolo stadium in Naples, Italy, 02 December 2016.
ANSA/CIRO FUSCO
Napoli's Marek Hamsik (R) in action during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs Inter FC at San Paolo stadium in Naples, Italy, 02 December 2016. ANSA/CIRO FUSCO

Dopo il pareggio allo scadere nel derby e la sofferta vittoria contro la Fiorentina, l’Inter è chiamata a confermarsi nella difficile trasferta del San Paolo, stadio stregato nel quale i nerazzurri non vincono da ben 19 anni. Le velleità dei nerazzurri però, vengono tramortite dai ragazzi di Sarri che passeggiano sulle macerie di una squadra sfilacciata e fragile. Il Napoli riparte dunque di slancio, mentre per i nerazzurri la rincorsa al terzo posto diventa impervia come la scalata dell’Everest.

callejon-zielinski-napoli-urlo-2016-2017-750x450Primo tempo

Pronti via ed il Napoli è subito in vantaggio: traversone di Hamsik, Callejon (partito in posizione di fuorigioco) serve l’accorrente Zielinski che con un destro di prima intenzione, non irresistibile ma di sicuro efficace, beffa Handanovic non esente da responsabilità. Per l’Inter è un colpo durissimo e neanche 3′ dopo, arriva quello del ko: Zielinski, ancora lui, serve in profondità Hamsik, che entra in area come una lama nel burro e trova il diagonale vincente. La partita della Beneamata dura di fatto 300 secondi, il tempo di rimediare due gol imbarazzanti intramezzati da una ingenua ammonizione di Ranocchia. Troppo poco per sperare  di invertire la rotta di una stagione iniziata male e che rischia di finire peggio. L’Inter prova a scuotersi ma i tentativi di affacciarsi dalle parti di Reina si rivelano del tutto sterili. Ed ogni volta che Icardi (un paio di conclusioni pericolose per il capitano) e compagni cercano di riaprire la sfida, la squadra presta il fianco alle rapide transizioni degli azzurri che trovano praterie nelle quale infilarsi. E’ soprattutto grazie ad Handanovic se il punteggio non assume proporzioni tennistiche. Per Pioli piove sul bagnato quando a 5′ dalla fine del primo tempo Banega è costretto a lasciare il campo ad Eder per un problema al ginocchio.

Napoli's Marek Hamsik (R) in action during the Italian Serie A soccer match SSC Napoli vs Inter FC at San Paolo stadium in Naples, Italy, 02 December 2016. ANSA/CIRO FUSCO

Secondo tempo

Con la forza della disperazione più che con quella delle idee, l’Inter prova a riaprire la sfida ad inizio ripresa con un doppio tentativo di Candreva e Perisic a distanza di pochi secondi, ma Reina e la scarsa precisione lasciano tutto invariato. Non appena il Napoli alza il ritmo, per Miranda e soci son dolori ed al 7′ arriva il terzo gol: corner di Ghoulam, Handanovic smanaccia e Albiol rimette in mezzo ed Insigne, lasciato incredibilmente solo, fa secco lo sloveno. Tre a zero, e partita in archivio. C’è spazio per diversi cambi (ma nessuna chance per Gabigol sempre più oggetto misterioso) e qualche sporadico tentativo su entrambi i fronti ma se la Beneamata fatica a trovare varchi, al Napoli bastano i rilanci con le mani di Reina per mettere in difficoltà la difesa ospite. Il resto è pura accademia con il Napoli che controlla senza particolari affanni e conserva preziose energie in vista della delicata sfida di Champions League contro il Benfica.

insigneVedi Napoli e poi muori…

Quella del San Paolo era con ogni probabilità una delle ultime chance per accorciare la classifica e ridurre il gap dalla zona europea, e l’Inter ha fallito clamorosamente. In primo luogo il consueto approccio molle, a tratti pavido: inammissibile incassare due gol di quel tipo in 5′. Poi la tenuta psicologica con la squadra che non ha mai dato l’idea di credere nella rimonta. Infine i numerosi limiti tecnici (D’Ambrosio e Ranocchia su tutti) e tattici (centrocampo sfilacciato senza idee ne corsa, distanze tra i reparti, occupazione degli spazi, movimenti in fase di non possesso) sul quale poco ha potuto Frank de Boer e temiamo che non molto possa essere fatto da Pioli. L’organico attuale è lo specchio del caos societario dei mesi passati, durante i quali la nuova proprietà Suning ha delegato scelte delicate ad un azionista di minoranza che continua ad esercere da presidente nonostante a breve dovrebbe lasciare quote ed incarichi. Per uscire da questa intricata situazione, urge fare chiarezza e riportare ordine tanto in campo quanto fuori dal terreno di gioco.

Tabellino e pagelle

Napoli (4-3-3): Reina 7, Hysaj 7 (16′ st Maggio 6), Albiol 6.5, Koulibaly 6.5, Ghoulam 6, Zielinski 7, Diawara 6.5, Hamsik 7 (30′ st Rog sv), Callejon 6, Gabbiadini 6.5, L. Insigne 6.5 (13′ st Giaccherini 6). (22 Sepe, 1 Rafael, 19 Maksimovic, 21 Chiriches, 3 Strinic, 5 Allan, 8 Jorginho, 77 El Kaddouri, 94 R.Insigne). All.: Sarri 7.

Inter (4-2-3-1): Handanovic 6, D’Ambrosio 5, Ranocchia 4.5, Miranda 5.5, Ansaldi 5.5, Brozovic 5,5, Kondogbia 5 (10′ st Joao Mario 6), Candreva 6 (30′ st Palacio sv), Banega 5 (1′ st Eder 5.5), Perisic 5.5, Icardi 5. (30 Carrizo, 2 Andreolli, 24 Murillo, 55 Nagatomo, 5 Melo, 10 Jovetic, 11 Biabiany, 96 Gabigol). All.: Pioli 5.

Ammoniti: Ranocchia, Ansaldi, Zielinski ed Albiol per gioco scorretto. Spettatori: 30 mila.

Migliore in campo SportmainMarek Hamsik

Il capitano  di mille battaglie pare migliorare di anno in anno. Goals, assists, passaggi mai banali, inserimenti precisi e costanti, che fanno ammattire il reparto arretrato dell’Inter. A 29 anni, nel pieno della sua maturità calcistica, Hamsik si conferma come uno dei pochi giocatori in grado di fare la differenza in Italia. Determinante.

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