A tutta B (prima parte): la giornata del novellino

LA CORSA DELLE NOVELLINE – Giornata significativa l’ultima disputata, del tutto a favore di due delle novità di questo torneo, una assoluta e una di ritorno, due delle neopromosse che si stanno rivelando veri mattatori di questo campionato. A favorirle la nuova frenata della coppia là davanti. Il Frosinone esce con un punto dal Picco, ma può già ringraziare questo, avendo disputato forse una delle peggiori partite del suo campionato, non arrivando praticamente mai alla conclusione in porta, subendo un bellissimo gol, regolare, annullato per motivi inspiegabili e venendo graziato in almeno due occasioni su episodi da rigore parsi lampanti. Il Verona, che, giocando domenica, avrebbe potuto approfittare di ciò per allungare, invece si fa beffare dal Perugia dopo aver dato l’impressione di avere la partita in pugno grazie ai due gol di vantaggio. Il gol, quasi casuale, di Nicastro e il pareggio in pieno recupero, invece, confezionano la beffa. Così ad approfittarne, come detto, sono le due nuove arrivate. La Spal vince lo scontro diretto col Cittadella, battendola, per di più, al Tombolato, cosa che, tra l’altro, caccia i veneti, alla seconda sconfitta consecutiva, al punto più basso della propria classifica dall’inizio di questo campionato, essendo ora quinti a 4 punti dalla zona promozione diretta. Il Benevento vince il posticipo in casa e inguaia nuovamente il Cesena, proprio quando la vittoria della scorsa settimana sull’Avellino e quella in Coppa Italia sembravano dare segnali di uscita dalla crisi. Bel passo in avanti anche del Carpi che sfrutta al meglio la fase di transizione del Trapani, nell’interregno di Recchi tra Cosmi e Calori, portando a casa i tre punti e approfittando delle frenate di Perugia ed Entella, che esce con un solo punto dal campo del Latina. I granata siciliani con l’ennesima sconfitta in cascina vedono la propria situazione farsi sempre più complicata, con la zona play off, ora, a 5 punti e quella salvezza a 7. Non vanno meglio le cose al Vicenza, che è penultimo dopo la sconfitta di Novara, né all’Avellino che festeggia nel peggiore dei modi l’esordio di Novellino sulla panchina, perdendo al Partenio con l’Ascoli. E, in quanto ad esordi non va meglio a Bollini su quella della Salernitana, uscito sconfitto dal match contro un Bari che torna a rilanciarsi prepotentemente in chiave play off, ora distanti solo 2 punti. Prosegue, intanto, l’altalena di risultati del Brescia che perde a Terni, regalando alla squadra di Carbone, al terzo risultato utile consecutivo dopo il rischio esonero, una bella spinta lontano dalla zona calda. Pareggio a reti bianche, infine tra Pro Vercelli e un Pisa cui la situazione fuori dal campo torna a farsi sentire più dei risultati sul terreno di gioco.

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LA FESTA DEI NOVELLINI – Visto il filo conduttore di questa prima parte, questa settimana l’analisi della classifica cannonieri e la vetrina del marcatore lasciano il posto alla celebrazione del gol giovane, ben due in questa settimana. O, meglio ancora, tre se consideriamo il gol partita di un protagonista di questa rubrica di qualche settimana fa, Palombi della Ternana, che, dopo la giusta celebrazione per il gol d’esordio, è letteralmente esploso ed è già arrivato alla terza rete stagionale, le ultime due delle quali hanno regalato punti importanti alla sua squadra. Poi c’è il ventenne Kevin Bonifazi della Spal, colui che ha aperto le marcature al Tombolato. Bonifazi è un difensore centrale nato a Toffia, in provincia di Rieti, il 19 maggio 1996. Cresciuto nel settore giovanile del Siena, fino all’approdo alla formazione Primavera, nel 14/15 passa al Torino dove vince il Campionato Primavera. Quindi comincia la girandola dei prestiti: la scorsa stagione 6 mesi al Benevento, in cui incamera solo 3 presenze, quindi 6 alla Casertana, sempre in Lega Pro, in cui mette a referto 8 presenze, ma anche il primo gol tra i professionisti. All’inizio di questa stagione va in prestito alla neopromossa Spal, dove, fin qui, non ha trovato tantissimo spazio, solo 3 presenze finora, ma, in compenso, sabato si è tolto una grande soddisfazione: schierato da titolare, al 31′, con la partita ancora sullo 0-0, è svettato di testa su un angolo dalla sinistra, secondo la miglior scuola dei difensori centrali, ed ha segnato il suo primo gol in serie cadetta, sbloccando la partita ed aprendo la via alla vittoria in trasferta dei ferraresi al Tombolato. Infine c’è il diciottenne Antonio Lukanovic (foto di copertina) del Novara, pronto a portare il risultato sul pareggio nella vittoriosa partita dei piemontesi contro il Vicenza. Lukanovic è un attaccante, preferibilmente seconda punta, ma in grado di giocare anche da prima o da trequartista, nato a Rijeka, in Croazia il 6 marzo 1998. Portato in Italia dal Parma, ha giocato nel settore giovanile ducale nella stagione 14/15, in cui è sceso in campo anche nel Viareggio. Dalla stagione scorsa è passato a quello del Novara, con cui ha disputato lo scorso campionato, terminando con 18 presenze ed 1 gol. Entrato nella rosa della prima squadra, quest’anno si divide tra la Primavera, con cui ha messo a segno 2 gol in 5 partite, e la rosa di Boscaglia, con cui è già sceso in campo 6 volte, per un totale di 264′. Sabato è stato schierato titolare nel match contro il Vicenza: al 34′ della partita, con i veneti già in vantaggio per 1-0 per il gol in apertura di Raicevic, segna il suo primo gol tra i professionisti, con un rasoterra di destro a chiusura di un triangolo con Viola, pareggiando e lanciando la volata a Galabinov che al 58′ segnerà il gol vittoria.

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UN NOVELLINO PER AVELLINO – In questo caso la definizione mai fu più distante dalla verità, perché Walter Novellino è tutto fuorché un, appunto, novellino, né del calcio italiano né, tantomeno, del campionato di B. Monzon, questo il suo soprannome, classe ’53, originario, tra l’altro, proprio di Avellino, infatti, nel mondo del pallone c’è fin dagli anni ’60, prima come calciatore, centrocampista, con una carriera che si dipana dal 1970, col Legnano, al 1987, nel Catania, con cui appende le scarpette, passando per Empoli, Perugia, Ascoli e, soprattutto Milan, indossando la maglia rossonera per 120 volte in 4 stagioni e vincendo, con essa, un campionato di B e uno Scudetto (78/79), oltre ad una Mitropa Cup. Poi come allenatore, fin dal 1990, partendo dalle giovanili del Perugia. Dopo un inizio tribolato proprio con la prima squadra umbra, da cui viene esonerato nel ’93, arrivano subito le prime soddisfazioni: nella stagione 93/94 guida il Gualdo alla vittoria del campionato di C2 e, la stagione successiva, lo porta fino alla finale play off per la B persa, guarda caso, contro l’Avellino. Da qui prende il via una carriera ricca di soddisfazioni, soprattutto proprio sui campi della B: nel ’98 conquista la promozione in A col Venezia (che guiderà alla salvezza nella successiva), nel 2000 con il Napoli, nel 2001 con il Piacenza e nel 2003 con la Samp. Con i blucerchiati mette insieme la maggior permanenza in una squadra, 5 anni in massima serie, senza particolari lampi. Non mancano le delusioni, ma tutte personali, visto che non ha conosciuto mai, fin qui, l’onta della retrocessione: due esoneri a Perugia (’93 e ’95), due a Torino (’07 e ’09), uno alla Reggina (’09), una rescissione di contratto a Livorno (’11) e una a Modena (’15). In mezzo una pausa di qualche mese, tra luglio 2010 e febbraio 2011 lontano dai campi, come consulente per il Perugia, e una promozione sfiorata col Modena, portato, da subentrante, ai play off della B (’13), dove, dopo aver superato il preliminare, si ferma in semifinale col Cesena. L’ultima esperienza è di marzo di quest’anno, chiamato nel bailamme che è stato il Palermo della scorsa stagione, dove ha resistito per appena 4 partite. Quindi è arrivata la chiamata della sua Avellino, che ha scelto lui, espertissimo della categoria, e irpino doc, per risollevare una situazione che sembra farsi sempre più critica e che, con Toscano, non sembrava destinata a trovare una svolta. Pessimo l’esordio, con una sconfitta casalinga ad opera dell’Ascoli e la permanenza, ancora, in zona retrocessione diretta. I margini ci sono tutti: la rosa non è di second’ordine, il carattere non manca e la salvezza è appena 2 punti sopra. Ma il lavoro resta lungo e questo Novellino lo sa e il coraggio non gli manca di certo. Né l’esperienza per dipanare matasse annodate e, su questo, il popolo biancoverde conta molto.

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