A tutta B (seconda parte): la puntura della zanzara, Bollini per Salerno, i ricorsi storici e B ready per la 18^

LA PUNTURA DELLA ZANZARA – Classifica marcatori quasi immobile nelle prime posizioni se si fa eccezione per il primo posto, dove il solito Pazzini, con il gol del momentaneo 2-0 del Verona sul Perugia, porta il suo bottino a 14 prendendo 4 lunghezze sull’immobile Litteri, fermo a 10. Tutto tace anche dalle parti di Caputo ed Avenatti, che restano fermi a 9, e Ciofani, che non si muove da 7. Così le uniche novità arrivano dal gruppetto a 6, dove a Di Carmine, Lasagna, Antenucci e Ciano si affianca Cacia, che mette a segno il rigore della vittoria dell’Ascoli ad Avellino. Menzioni d’onore della giornata toccano a Luppi del Verona (foto di copertina), che porta in vantaggio i veneti con un colpo di tacco da far invidia al più scafato degli attaccanti, e Verde dell’Avellino, che con una punizione capolavoro illude il popolo irpino portando in vantaggio i lupi. La vetrina della settimana, invece, tocca al ritorno al gol di un attaccante che, con la sua rete, ha aperto la via alla vittoria della sua squadra, consentendole di dare una scrollata all’ambiente e riprendere la corsa ai play off. Stiamo parlando di Giuseppe De Luca, la zanzara di Bari. De Luca nasce ad Angera, in provincia di Varese, da genitori crotonesi, l’11 ottobre 1991. Attaccante di fascia, brevilineo, scattante e dai piedi buoni, “fastidioso” al punto di meritarsi il soprannome di Zanzara, cresce calcisticamente nelle giovanili del Varese, di cui approda alla prima squadra nel 2010. Nella stagione 10/11 si divide tra la squadra Primavera, con la quale approda anche alla finale del Campionato, e la prima squadra, con cui mette insieme 9 presenze, segnando il suo primo gol tra i professionisti, bissato durante la fase play off. La fiducia in lui cresce al punto che la stagione successiva è titolare inamovibile, con tutti gli allenatori transitanti per la panchina lombarda, e lui risponde con 10 gol che guidano la sua squadra nuovamente ai play off, dove segna, ancora, una rete. Ad agosto 2012 viene acquistato dall’Atalanta, che lo porta a giocare in A, per 2 stagioni, in cui mette a segno 6 gol. Dal 2014 è in prestito al Bari, con cui è alla terza stagione da titolare, ormai un simbolo della società pugliese. Otto reti la prima stagione, 7 la scorsa in cui i galletti hanno giocato i play off, in questo campionato non è ancora decollato (come la sua squadra) e i gol messi a segno sono, per ora, solo 2. Quello di sabato, però, è stato molto importante: a 4′ dalla fine del primo tempo della gara contro la Salernitana, con il risultato ancora fermo sullo 0-0, è stato lesto a farsi trovare nel punto giusto su una punizione dall’angolo sinistro dell’area, sgusciando da dietro i difensori e impattando la palla di testa (!) con un accenno di tuffo, per il vantaggio che ha aperto la strada alla vittoria biancorossa. Ora Colantuono, che conta molto su di lui e ha chiesto al ragazzo di restare concentrato nonostante la gioia per il ritorno al gol, spera che la sua Zanzara abbia ricominciato a pungere.

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BOLLINI PER LA SALERNITANA – Nessuna raccolta punti in terra campana, ma il risultato delle decisioni prese nella società granata dopo le brusche dimissioni di Sannino descritte nella scorsa puntata. Al suo posto, infatti, è stato chiamato Alberto Bollini, esordiente assoluto in serie cadetta. Bollini, tecnico mantovano classe ’66, nella sua carriera non ha mai allenato in Serie B, ma non è certo uno sprovveduto, né uno carente di esperienza. Infatti il buon Alberto siede su panchine fin dal 1985, alla chiusura di una carriera da calciatore nelle serie minori. Comincia con Poggese e Massese e poi da vice al Crevalcore, prima di approdare alle giovanili del Modena, nel ’96, restando fino al ’98 ed allenando anche la prima squadra in due riprese. Dal ’99 al 2003 allena le giovanili della Lazio, vincendo anche uno scudetto Primavera (2001). Quindi due esperienze da primo allenatore di Igea Virtus e Valenzana, prima di tornare ai settori giovanili di Sampdoria (06/07, perde la finale del Campionato Primavera contro l’Inter), Fiorentina (07/09) e Lazio (10/14, perde un’altra finale Primavera, nel 2012, ancora contro l’Inter, ma vince la successiva). Da gennaio 2014 diventa vice di Reja sulla panchina della prima squadra biancoceleste. A febbraio 2015 nuova esperienza in solitario, sulla panchina del Lecce, che porta al 6° posto, sfiorando la qualificazione ai play off. Nella stagione 15/16 è ancora con Reja, da vice, sulla panchina dell’Atalanta. Senza squadra all’inizio di questa stagione, viene chiamato dalla Salernitana per portare la squadra a fine stagione al meglio possibile, dopo un inizio molto al di sotto delle aspettative e con la grana dell’abbandono del tecnico Sannino per discrepanze con l’ambiente. Anche per lui pessimo l’esordio, con la sconfitta rimediata a Bari e, ora, in arrivo una nuova trasferta, per nulla semplice, a Frosinone. Il lavoro è ancora tanto e Bollini dovrà far valere la propria esperienza.

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RICORSI STORICI – Sabato era soltanto lo scontro tra due squadre di metà classifica della serie B. Da una parte una Pro Vercelli che sta disputando un campionato senza infamia e senza lode, con tanti pareggi, poche vittorie e qualche sconfitta di troppo, soprattutto lontano da casa, dove non ha mai vinto. Dall’altra un Pisa fin troppo segnato dai problemi societari, iscritto sul filo di lana, sempre in bilico tra una possibile soluzione, cui sta collaborando anche la Lega B, e il baratro del fallimento, con stipendi da pagare, messe in mora, punti di penalizzazione in arrivo, che all’inizio seppe trovare nella coesione del gruppo la spinta per veleggiare persino nei piani alti della classifica, ma che da qualche settimana si sta nuovamente facendo sopraffare, anche lei con poche vittorie, nessuna in trasferta, tanti pareggi e diverse sconfitte e, soprattutto, un attacco asfittico che, con 7 reti in 17 giornate, è il peggiore della graduatoria. Ma non è sempre stato così, perché Pro Vercelli-Pisa, in realtà, è una partita che conserva una sua storicità, visto che è stata, addirittura, la finale per l’assegnazione di uno Scudetto. Era la stagione 1920/21, campionato di Prima Categoria, la massima serie del tempo, e si giocava per assegnare il ventesimo scudetto del calcio italiano. La Pro Vercelli era una vera potenza calcistica del tempo, con già ben 5 tornei vinti. Il campionato italiano di calcio era molto complesso, articolato in gironi che partivano dalle realtà regionali, il girone unico era ancora là da venire. La Pro Vercelli apparteneva alla sezione piemontese del Torneo Settentrionale, inserita nel Girone B, con Alessandria, Amatori Torino, Biellese, Casale, e Valenzana. Superò questo girone all’italiana qualificandosi seconda dietro i grigi, con 13 punti in 10 partite, frutto di 6 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte. Qualificata così alle semifinali nazionali, fu inserita nel girone D con Inter, US Torinese e Bentegodi, girone che si aggiudicò con 10 punti in 6 partite, frutto di ben 5 vittorie e una sola sconfitta. Andò, così, a disputare la semifinale contro l’Alessandria, battendola per 4-0 (con i grigi che al 62′ si ritirarono avendo perso anche un uomo in tempi di assenza di sostituzioni), per andare ad incontrare il Bologna in Finale, sconfiggendolo per 2-1 ad oltranza (non esistevano i supplementari), dopo 120′ minuti di gioco. Così si qualificò alla Finalissima del campionato. Il Pisa apparteneva, invece, alla Sezione Toscana del Torneo Centro-Meridionale, assieme a Livorno, Lucchese, Prato, CS Firenze, Libertas, Viareggio e Gerbi Pisa. I nerazzurri vinsero il girone con 25 punti in 14 incontri, frutto di 12 vittorie, 1 pareggio e 1 sola sconfitta. Promossa alle semifinali interregionali, fu inserita nel gruppo B con Fortitudo e Bagnolese, vincendo anche in questo caso la classifica con 7 punti, frutto di 3 vittorie e 1 pareggio. Questo garantì l’accesso alla finale della zona centro meridionale contro il Livorno, battuto per 1-0. La Finalissima del Campionato Italiano si giocò a Torino (sede contestata dai toscani per la troppa vicinanza agli avversari) alle 17:17 del 24 luglio 1921, agli ordini dell’arbitro Olivari di Genova. Queste le formazioni: per la Pro Curti, Rosetta, Bossola, Ara, Parodi, Perino, Ceria, Ardizzone, Gay, Rampini, Borello; per il Pisa Gianni, Bartoletti, Giuntoli, Gnerucci, Tornabuoni, Viale, Sbrana, Merciai, Corsetti, Colombari, Pera. La squadra piemontese dovette soffrire molto per far sua la partita, trovando una strenua resistenza nei toscani, nonostante fossero ridotti in 10 da un infortunio al 12′, soprattutto nel loro portiere, protagonista di interventi miracolosi. I bianchi passarono in vantaggio al 42′ con Ceria, ma al 47′ i nerazzurri pareggiarono con Sbrana su rigore. Al 65′, però, arrivò il contestatissimo vantaggio della Pro con Rampini che ribadì in rete il tiro di un compagno finito sul palo, scagliato, però, da posizione di sospetto fuorigioco. Sulle proteste conseguenti venne espulso un giocatore pisano, riducendo la squadra in 9 e rendendo impossibile il recupero del risultato. Il 2-1 finale consegnò lo Scudetto alla Pro Vercelli, il sesto della sua storia. A nulla valsero le proteste dei toscani che chiesero anche, inutilmente, la ripetizione della partita. Ben diversa l’importanza della partita giocata sabato e anche, soprattutto, il risultato finale, visto che il match si è chiuso con uno 0-0 che serve poco a tutti, al Pisa che permane a metà classifica con poco margine sulla zona calda, alla Pro Vercelli che scivola in zona play out.

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La Pro Vercelli Campione d’Italia 1921

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 18^ GIORNATA – Tutto pronto per il prossimo turno di campionato, che avrà un format un po’ diverso dal consueto, mancando il posticipo del lunedì: un anticipo venerdì alle 20.30, 9 partite sabato alle 15 e un posticipo domenica alle 17.30. Le due battistrada proseguono la loro sfida e, soprattutto, il tentativo di non farsi risucchiare dalle inseguitrici, con due testa-coda, o quasi: il Verona capolista va a far visita, nel derby veneto, al Vicenza, deluso dalla rimonta di Novara e bisognoso di punti per abbandonare il penultimo posto e riavvicinarsi alla salvezza, posta appena 3 punti sopra; il Frosinone sarà il secondo banco di prova per la Salernitana di Bollini, cui un risultato di rilievo potrebbe rappresentare il punto di svolta, vista anche la preoccupante vicinanza della zona calda. Match insidiosi anche per le dirette inseguitrici: il Benevento va a far visita all’Avellino di un Novellino che non ha nessuna intenzione di fallire la seconda prova consecutiva in casa e vuole cominciare ad incamerare i punti necessari ad uscire dalla zona retrocessione; la Spal andrà a rinverdire tante sfide nelle serie minori ospitando uno Spezia col dente avvelenatissimo dopo le decisioni arbitrali a sfavore che hanno condizionato il match interno col Frosinone. Il Cittadella, invece, prova a ripartire, dimenticando le due sconfitte consecutive e riprendendo la corsa verso l’alto, con la trasferta di Cesena, dove, però, non avrà vita facile, visto il rendimento interno dei romagnoli negli ultimi tempi, nonostante le difficoltà di classifica, e la loro necessità di punti per abbandonare la zona pericolosa. Numerosi gli intrecci tra zona play off e caccia alla salvezza nelle restanti partite: il Carpi, per consolidare la propria classifica dopo la vittoria di Trapani, attende in casa una Ternana che, dopo la vittoria col Brescia, vuole proseguire la risalita ed allontanarsi il più possibile dal pantano; il Perugia, di buon umore dopo il pareggio in rimonta di Verona, accoglie una Pro Vercelli cui le ultime vicissitudini hanno portato il raggiungimento della zona play out, da cui vuol uscire al più presto; l’Entella vuol dimenticare il pareggio di Latina tenendo a battesimo Calori sulla panchina di un Trapani sempre più disperato e bisognoso di punti. L’anticipo di venerdì è tra un Pisa cui la testa torna ad essere sempre più occupata da questioni burocratiche, ed un Bari tornato di ottimo umore dopo la bella vittoria di sabato che vuol proseguire nella caccia ai play off. Il posticipo, invece, vedrà quanto è forte la voglia di riscatto del Brescia, dopo la sconfitta di Terni, contro un Novara di ottimo umore dopo la vittoria col Vicenza che l’ha rilanciato in classifica, ma con un ruolino in trasferta davvero pessimo (in 8 partite una sola vittoria e ben 6 sconfitte). Ultima partita in programma per la giornata sarà Ascoli-Latina.

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