Napoli, sei tra le grandi d’Europa

NAPOLI – Il passaggio del turno ha dato una svolta alla stagione, ha galvanizzato un ambiente intero e, soprattutto, ridato il sorriso ad una squadra che, nonostante la prolungata crisi (definitivamente cessata?), non ha mai avuto la fortuna dalla sua parte.

CAGLIARI – E’ stato il primo pensiero di Maurizio Sarri. Non di godersi il momento, non di festeggiare, non di dare uno sguardo ai prossimi sorteggi degli ottavi, ma pensare già alla complicata, per natura, trasferta di Cagliari. L’allenatore non vuole ripetere la brutta partita post Benfica, quando il Napoli, vittorioso al San paolo contro i portoghesi, subì un eccessivo rilassamento ed appagamento, perdendo con una rete di scarto (fortunosa di Petagna, ndr) contro l’Atalanta. Sarri ha imparato la lezione, o forse la conosceva già, meno i suoi giovani calciatori, ma probabilmente ora la situazione è diversa: siamo qualificati, la testa è libera e si possono concentrare tutte le forze contro i rossoblù, da sempre campo ostico per il Napoli ed eterni rivali.

MALEDETTO GOAL – Il nostro allenatore pretende tanto? No, pretende il giusto. L’erroraccio, secondo il mister, di Ghoulam, che non doveva passare quella palla ad Albiol  – che ha in realtà la maggior colpa, perdendo la sfera in malo modo e mandando l’avversario in porta – è costato il goal che ha accorciato le distanze. Fino a quel momento, il Napoli non solo stava vincendo con due reti di scarto, ma stava dominando il Da Luz, non un campo qualsiasi, ma il campo per eccellenza, dove il Benfica da sempre si esalta e da sempre è difficile uscirne vincitori. Gli azzurri non soltanto sono usciti con le ossa integre, ma hanno praticamente distrutto l’autostima dei portoghesi, rintanati nella propria area per quasi tutta la partita, incapaci di rispondere ad un Napoli, probabilmente, migliore della stagione.

CONTINUARE COSI – Vincere aiuta a vincere non è un dogma molto rispettato qui a Napoli, magari al mister piace più un proverbio rinnovato del tipo “giocare bene aiuta a vincere” e sicuramente lo apprezzerebbe. Sassuolo prima, Inter poi e il Benfica hanno dato risposte significative in campo. Tratti di un buon Napoli si erano già visti contro i neroverdi, ma l’incapacità di chiudere la partita ha comportato poi il pareggio; la partita con l’Inter è stata singolare, il Napoli non ha giocato un calcio perfetto dalla metà campo in giù, ma dalla tre quarti in su è stato uno spettacolo vederli giocare: spinte, accelerazioni, gioco veloce e diagonali ad imbrigliare i neroazzurri. Infine il Benfica, la tanto attesa prova di maturità alla quale squadra, mister e ambiente hanno saputo rispondere. Per la promozione, tuttavia, dovremmo aspettare un po’ e il Cagliari non è altro che un test: bisogna continuare così e sfruttare il momento cavalcando l’onda dell’entusiasmo e di una ritrovata forma fisica.

 

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