Milan – Esami da grande sotto l’albero di Natale

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Dicembre è un mese difficile per qualsiasi studente. Nelle strade spuntano, ad ogni angolo, i richiami irresistibili del Natale: luci scintillanti, vetrine caldamente decorate, mercatini di ogni genere che ci rapiscono con profumi di caldarroste, vin brulé e torta di mele e cannella. Eppure, immersi in questo clima di festa sempre più avvolgente, i poveri studenti devono fare i conti con gli ultimi compiti in classe, prima di potersi finalmente godere panettone e meritate vacanze. Uno scoglio che non potrebbe cadere peggio, perchè sottovalutarlo è facile, ma la fregatura sta dietro l’angolo. Sì, perchè poi, panettone o no, a gennaio i nodi vengono al pettine, le pagelle si avvicinano e potrebbe essere troppo tardi per recuperare i danni causati dall’eccessiva ebrezza pre-festiva.

Per i giovani talenti di casa Milan, studenti di buon calcio alla scuola di Montella, il rischio è lo stesso. Il trittico natalizio che li attende è un banco di prova tanto insidioso quanto fondamentale per misurarne le reali ambizioni. Si comincia lunedì sera, quando i rossoneri saranno attesi all’Olimpico per un test che più difficile non potrebbe essere, contro una Roma trainata dall’entusiasmo del successo nel derby. Quindi, subito dopo, toccherà alla sorprendente Atalanta verificare le qualità da grande squadra dei ragazzi di Montella. Infine, la finale di Supercoppa contro la Juventus, il 23 dicembre a Doha,  sarà il momento più suggestivo di questa fine d’anno milanista, dove un successo sarebbe un’iniezione di fiducia straordinaria per l’autostima rossonera.

ROMA, A PROVA DI GRANDI – In ogni caso, in attesa (e indipendentemente) dall’esito della sfida in Qatar, se il Milan dovesse uscire indenne dall’Olimpico  e riuscisse a raccogliere almeno quattro punti tra Roma e Atalanta, l’esame di metà anno sarebbe superato a pieni voti ed i rossoneri entrerebbero di diritto nel novero delle pretendenti a giocarsi, fino a fine anno, uno dei posti disponibili per la prossima Champions League.

Anche in questa prospettiva, la partita con la Roma diventa decisiva. Una sconfitta rischierebbe di minare le sicurezze, ancora acerbe, della giovane compagine rossonera e di ridimensionare i sogni proibiti che probabilmente iniziano ad aleggiare nell’ambiente milanista che, si sa, appena sente profumo d’Europa tende a eccitarsi.

Ma in quali condizioni arriverà il Milan alla trasferta romana e agli altri impegni di dicembre? In realtà, non proprio nella sua versione migliore. Diversi infatti sono i dubbi che ancora accompagnano Montella verso il match di domani sera all’Olimpico. Innanzitutto, nonostante lo staff medico abbia fatto di tutto per recuperare Jack Bonaventura, pare che alla fine la scelta sarà quella di non affrettare i tempi del rientro. Rinunciare al pilastro più solido del centrocampo rossonero proprio contro una delle linee mezzane più in forma del campionato è sicuramente un sacrificio enorme, soprattutto se, come pare, le alternative a Jack saranno Sosa, fin qui ben poco convincente, oppure, favorito, Bertolacci, che tuttavia rientra dopo un lungo infortunio e praticamente finora non ha mai giocato. Idem dicasi per Mati Fernandez, altra opzione da valutare, ma anche lui al rientro post infortunio.

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Pasalic, complice la squalifica rimediata da Kucka, sarà invece confermassimo dopo il suo primo gol in rossonero con il Crotone. Il croato ha fatto significativi passi avanti nelle ultime giornate, ma ancora deve crescere in personalità e peso specifico in mezzo al campo. Inoltre, nelle ultime partite anche baby Locatelli è sembrato un po’ a corto di fiato. Caricarsi sulle spalle il centrocampo del Milan non è mai compito facile, figurarsi per un giovane di 18 anni: i ritmi, fisici e mentali, della Serie A sono ben altra cosa rispetto al campionato Primavera, per cui un calo è non solo comprensibile, ma probabilmente legittimo. Starà quindi a Montella riuscire a plasmare un giusto mix di forza, dinamismo e lucidità in grado di reggere la forza d’urto in mezzo al campo di De Rossi, Strootman e compagni.

MONTELLA, L’ALCHIMISTA ROSSONERO – Ma è forse in attacco dove Montella è atteso al compito più difficile, non solo per la partita con la Roma, ma in generale per il proseguio del campionato. L’esplosione di Lapadula nelle ultime giornate è un’ottima notizia e, se non dovesse estinguersi prematuramente, rappresenta un’importante soluzione a disposizione del tecnico rossonero. Tuttavia, è impensabile che Lapadula possa semplicemente sostituire Bacca al centro dell’attacco rossonero, con il colombiano relegato ad un triste ruolo da comprimario in panchina. A meno di accelerazioni (possibili) nel mercato di gennaio, che portino Bacca verso altri lidi, Montella ha il doveroso compito di riportare il suo attaccante ai livelli da cecchino infallibile che hanno contraddistinto non solo il suo primo anno al Milan, ma anche il resto della sua carriera di ottimo livello internazionale. Bacca è un valore aggiunto per i rossoneri, forse uno dei maggiori, e rinunciarvi sarebbe un peccato mortale.

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Ma Montella ha già dimostrato di saper adattare la sua squadra sulla base del materiale a disposizione. Quindi, se davvero ha tanto amato il romanzo l’Alchimista che gli regalò l’ex compagno Nicola, attuale allenatore del Crotone, quale occasione migliore per vestire lui stesso i panni di geniale alchimista e disegnare una soluzione tattica che faccia coesistere e valorizzi entrambi i suoi attaccanti? Perché se è vero che sia Bacca che Lapadula sono naturalmente prime punte, è anche vero che il maggior dinamismo dell’ex centravanti del Pescara potrebbe renderlo prezioso anche nei ruoli laterali del tridente offensivo. Questo anche considerando il momento di appannamento che sta attraversando Niang e senza trascurare il fatto che, prima o poi, è probabile che anche Suso vada incontro ad un calo fisiologico. Il compito non è facile, ma da sempre le qualità di un buon tecnico si misurano sulla sua abilità nel plasmare soluzioni tattiche che permettere a tutti i suoi interpreti di maggior talento di giocare insieme e rendere al massimo. In tal senso, basti ricordare quanti, ad inizio anno, pensavano che l’arrivo di Higuain alla Juve avrebbe tolto spazio a Mandzukic, mentre ora, mentre l’argentino prende confidenza con i meccanismi della corazzata bianconera, Mandzukic si è perfettamente adattato nel nuovo ruolo ritagliatogli da Allegri e si sta dimostrando uno dei pilastri imprescindibili di questo primo scorcio di stagione juventina.

L’IMPORTANZA DELLE “SECONDE LINEE” – Soluzioni tattiche alternative, in tutti i reparti, su cui Montella dovrà continuare a lavorare molto a gennaio, quando la stanchezza potrebbe iniziare ad affiorare tra chi ha tirato la carretta fino a oggi e sarà quindi fondamentale riuscire a coinvolgere nel suo progetto anche quei giocatori che finora, per motivazioni diverse, sono stati un po’ ai margini. Oltre ai nomi sopracitati, si pensi al soldatino Poli, allo stakanovista Honda ed al fin qui misterioso Vangioni. Il discorso varrà ancor più se, data la complessa situazione societaria, non dovessero arrivare innesti significativi dal mercato di gennaio. Con una rosa in cui non abbondano i campionissimi, il fatto di continuare a tenere botta anche quando la stagione entrerà nel vivo dipenderà principalmente da quanto Montella riuscirà a tenere alte le motivazioni e la condizione psicofisica di tutto il gruppo, alternano i vari interpreti in uno spartito sempre più ben definito e suonato senza soluzione di continuità.

Certo, arrivare a gennaio dopo aver superato gli ultimi compiti in classe del 2016 con prestazioni importanti contro Roma, Atalanta e Juventus gonfierebbe d’autostima il petto dei giovani talenti rossoneri e con il vento in poppa dell’entusiasmo la seconda parte della stagione potrebbe trasformare i sogni d’Europa in realtà. Un po’ come succede a quei ragazzini che non si fanno distrarre troppo dalle luci del Natale, superano brillantemente le pagelle di metà anno e navigano risoluti verso i sogni che profumano d’estate.

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