Juventus-Roma, dopo lo snodo la capolista prende slancio

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Lo scudetto per metà si è deciso ieri sera, e l’esito ha sorriso come si sa alla Juventus, in maniera davvero pazzesca perchè non si capisce ormai dove voglia arrivare la band di Allegri, da 5 anni e mezzo ormai piena padrona della situazione in Italia.
I sesto scudetto di fila, anche se manca tantissimo e le avversarie non possono darsi per vinte, è in ghiacciaia, con ben 7 punti di vantaggio sulla seconda, otto sulla terza e 9 sulla quarta.
Ci interessa più che fare la cronaca di un’ennesima vittoria della Juventus, specie sulla Roma (sempre sconfitta da quando esiste lo Stadium), analizzare come sono messe le due compagini più forti del campionato dopo questo scontro diretto che ha orientato pesantemente sul loro futuro.

JUVENTUS BRILLANTE SENZA ESSERE UN DIAMANTE – Siamo onesti: la Juventus in questi mesi non ha brillato. Tre sconfitte in campionato, tutte molto pesanti, due pareggi scialbi in Champions, insomma non un ruolino di marcia da top Europea, specie facendo la tara del girone e del campionato. Eppure, il dato che impressiona è proprio questo: primo posto nettismo in campionato e primo posto alla fine tranquillo in Europa senza aver ancora dato il meglio. Valutando bene le cose, a Torino possono davvero pensare di fare un’annata straordinaria.

HIGUAIN DECISIVO – Uno di punti critici della pirma parte della stagione Juventina è stato sicuramente il rendimento di Gonzalo Higuaìn, perso a peso d’oro per fare la differenza e poco appariscente in questo primo periodo in Bianconero. Ma questo solo se non si sanno analizzare le situazioni ed i dati.
L’Argentino ha finora fatto la differenza in tutte le occasioni in cui era necessario, sopratutto in campionato (contro Napoli e Roma), e mostra segnali di progresso importanti. D’altronde non era facile passare dall’essere unico o quasi riferimento in attacco al Napoli ad essere la punta di diamante, ma con tanti altri giocatori importanti, a Torino.
Il goal di ieri sera ha mostrato, assieme ad una prestazione importante, quanto ormai si sia accasato. Può essere l’arma in più per la rincorsa alla Champions, anche se non dipende solo da lui.

SAPER SOFFRIRE – La differenza più grande, in barba a quanto dichiarato da Spalletti riguardo allo strapotere fisico della Juventus, tra Juventus e Roma ieri sera è sembrata questa. Troppo schiacciata ed intimidita la Roma nell’arrembante partenza Bianconera, solida e compatta, nonostante l’arrabbiatura di Allegri, la Juventus nella ripresa quando la Roma cerca con qualità e quantità di riprendere la partita. La differenza tra 5 anni di successi e 5 anni di speranze infrante forse è proprio tutto qui.

Fonte: romadailynews.it
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LA ROMA ESCE A TESTA ALTA – Sì, non esce a pezzi, e la sparata di Spalletti proprio è incomprensibile.
La Roma fa la sua partita ed alla fine sfiora il pari, e non prende imbarcate come nel recente passato. Se lo spirito fosse sempre questo, la Roma magari non vincerebbe il suo quarto scudetto, visto la grandezza dell’avversario, ma potrebbe davvero impensierilo fino a Giugno, invece di esser fuori da tutto già a Gennaio.
Occorrerebbe anche maggior lucidità nell’analisi post partita da parte dell’ambiente: Gerson in campo si è rivelata un’idea balzana, ma se l’esito fosse stato diverso, Spalletti sarebbe un genio e Gerson “il giocatore su cui puntare”. Con inevitabili danni conseguenti perchè come oggi il tecnico di Certaldo non è uno scarso e come Gerson debba ancora crescere ma abbia anche fatto cose positive, anche il contrario non sarebbe vero. Meno emotività, più razionalità. Questo però, da decenni non avviene.
Anche lo stesso Spalletti non pare aver gestito bene il post: difendere in maniera non oggettiva le proprie scelte da un lato, dichiarare la resa dall’altro non pare una cosa intelligente.
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IL FUTURO DEL CAMPIONATO – Non tutto è perso per Roma, Napoli, Lazio e Milan. La Juventus ha due mesi per fare il vuoto, ma anche le concorrenti hanno i mezzi per tenere il passo. Se una almeno di queste lo farà, potrebbe approfittare dell’appesantimento che i Bianconeri troveranno a Febbraio, quando ripartirà la cosa all’obbiettivo grosso, la Champions. Da questo punto di vista, il sorteggio abbordabile seppur velenoso col Porto dovrebbe avvantaggiare la rincorsa: è probabile che la Juventus possa andare oltre e caricarsi di altri impegni, e comunque sia giocherà due match alla pari che porteranno fatica fisica e psicologica, sia che si proceda oltre che ci si fermi.
In più, il punto debole della Juventus è una panchina troppo sfoltita per motivi di Budget in Estate. Se gli interpreti pricipali avranno bisogno di recuperare benzina, sarà difficile sostituirli, ed il mercato Invernale per questo scopo è sempre un paliativo inefficace, solitamente.

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