IL NATALE ROSSOBLU

BILANCIO- si chiude con la larga vittoria di Pescara il 2016 rossoblu. Siccome il match con il Milan, ultima partita del girone di andata, si giocherà al Dall’Ara il prossimo 8 febbraio, val la pena di tirare le somme e di capire quali potrebbero essere le prospettive di stagione del BFC, in attesa del ritorno in campo che avverrà dopo l’Epifania, nel match più difficile dell’intera stagione, vale a dire la trasferta allo Juventus Stadium.

NUMERI- Il Bologna ha ottenuto fin qui 20 punti, uno in più della passata stagione, dove però pesava l’inizio disastroso con Delio Rossi alla guida tecnica (appena 6 punti in 10 partite), e si trova al 15esimo posto, come l’anno scorso, in coabitazione con il Cagliari (se vogliamo si troverebbe davanti avendo vinto lo scontro diretto). Ha realizzato 17 reti, quindicesimo attacco della serie A, suddivise tra 10 giocatori, e ne ha subite 22 (undicesima difesa), di cui 5 nella disastrosa trasferta di Torino contro i granata. In 5 occasioni i rossoblu hanno chiuso in inferiorità numerica (quasi una su tre), circostanza che è costata probabilmente almeno 2 punti, negli scontri casalinghi contro Genoa e Fiorentina. Ben 7 punti, statistiche alla mano, sono invece costati per reti subite in zona Cesarini, o in pieno recupero. Queste ultime due considerazioni hanno un interessante punto in comune, cioè la difficoltà di questa squadra di restare concentrata e lucida per tutti i 90 minuti. Dei 25 giocatori  ufficiali della rosa, solo uno, Masina, ho totalizzato 17 presenze su 17, un po’ per i tanti infortuni e squalifiche subiti dai rossoblu e un po’ per le rotazioni di Donadoni.

GIOCO- al di là delle statistiche, non si può certo definire quello dei rossoblu, almeno finora, un campionato esaltante. Probabilmente le aspettative di inizio stagione erano eccessive, principalmente per la presenza di una società, dopo decenni di presidenti improvvisati (nel migliore dei casi), solida e capace, da cui ci aspettava grandi acquisti di giocatori affermati, ma che ha invece optato, dopo oltre 100 milioni di euro investiti nelle due stagioni precedenti, in larga misura per ripianare i debiti pregressi, per una strategia basata sui giovani, finanziando in pratica l’intero mercato estivo con la cessione di Diawara. Il Bologna, in generale, è una squadra manovriera (spesso anche troppo, specie nelle vicinanze della propria area) e ben disposta in campo, con buone proprietà di palleggio, ma manca di concretezza in avanti. Molto spesso, a tanto possesso palla non corrisponde un gran numero di occasioni create; nel sistema di gioco scelto da Donadoni, il 4-3-3, sul quale è stata costruita la rosa (che infatti non ha un vero trequartista), la pericolosità offensiva dovrebbe arrivare dagli esterni, ma per un motivo o per l’altro finora, con l’unica eccezione di Simone Verdi, purtroppo assente da ben 6 giornate e che rientrerà se va bene tra un mese,questi elementi non hanno soddisfatto le attese, pur essendo senz’altro giocatori validi e con notevoli margini di miglioramento, come Krejci e Di Francesco.  Inoltre, il Bologna non dispone di una reale alternativa a Mattia Destro, che ha già saltato 5 partite, senza contare quelle a mezzo servizio, ed infine le amnesie difensive, non tanto in termini quantitativi, quanto per la gravità dei singoli errori, sono costate spesso gol subiti o espulsioni, che sommate alle difficoltà in fase realizzativa significano punti in meno in classifica. Amnesie tra l’altro arrivate dai centrali difensivi, in particolare da Daniele Gastaldello, giocatore su cui tecnico, società e tifosi puntavano ad occhi chiusi. In estate è stata fatta la scelta di non rinforzare adeguatamente questo reparto, puntando su una coppia di centrali (Gastaldello-Maietta) che si supponeva di grande affidamento, non considerando il calo di rendimento, già evidente nella scorsa stagione, di Oikonomou, i ricorrenti problemi fisici di Maietta (come quelli di Rizzo e dello stesso Destro), e la grossa incognita rappresentata dallo svedese Helander.

PROSPETTIVE E MERCATO- In questa stagione, a differenza della precedente, non sembra porsi una vera questione-salvezza, per l’oggettiva pochezza delle ultime 3 (o forse 4) della classifica, quindi se l’obbiettivo è solo un tranquillo mantenimento della categoria, la rosa attuale è più che sufficiente, senza la necessità di fare investimenti nel mercato di gennaio, dove i giocatori validi e pronti scarseggiano, magari iniziando a pianificare per l’anno prossimo (a cominciare dalla conferma o meno del tecnico). Se si vogliono invece ottenere salti significativi in classifica (se non altro per la questione dei diritti TV), servono investimenti cospicui, che la società non pare essere disposta a sostenere, almeno non nella sessione invernale, avendo già pianificato un budget per la squadra e avendo intenzione di mettere risorse non tanto sui giocatori ma sul patrimonio societario, come dimostra l’avvenuto acquisto del centro tecnico di Casteldebole e i frequenti colloqui tra dirigenti e comune per la questione dello stadio. In termini strettamente tecnici, al di là delle scelte societarie, servirebbe senz’altro un centrale difensivo forte (non una riserva, quelle ci sono già), e, almeno in teoria, un attaccante, ma come detto, nel 4-3-3 non c’è spazio per una seconda punta, o per un trequartista, per cui o si prende una prima punta più forte di Floccari, disposto a fare il vice-Destro, oppure un esterno titolare, che sia meglio di Krejci, Rizzo o Di Francesco; più facile la prima ipotesi, ma non crediamo che la cifra tecnica della squadra possa variare di molto. Si tratterà, a nostro parere, di una stagione interlocutoria, senza grandi acuti, in attesa che certi elementi raggiungano la piena maturità, e di poter magari puntare più in alto nei prossimi anni,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *