A tutta B (prima parte): un turno in gialloblu, il ritorno del Diablo e la massima Fedel…tà

FROSINONE CHIAMA, VERONA RISPONDE – Turno favorevole ai colori gialloblu. Per la durata del week end il Frosinone, ristabilitosi dopo i passi falsi delle scorse settimane, è capoclassifica virtuale grazie alla sonante vittoria in terra siciliana, che regala il primo dispiacere a Calori e consegna al Trapani una classifica di fine girone che si fa sempre più preoccupante, con la zona play out a 8 punti e la salvezza a 9. Ai ciociari, però, ha risposto il Verona nel posticipo del lunedì, in cui ha saputo domare un non semplice match con l’Entella (che con questa sconfitta esce dalla zona play off) riprendendosi la testa della classifica. Ad avvantaggiare entrambe, però, sono giunti i risultati delle dirette inseguitrici: il Benevento non è andato oltre il pareggio a reti bianche casalingo contro l’Ascoli, mentre la Spal ha toppato clamorosamente la trasferta di Vercelli, uscendone con una netta sconfitta che ha un po’ ridimensionato i sogni di grandezza dei ferraresi ed ha permesso al Cittadella, vittorioso nel match contro un Pisa sempre più con la testa rivolta a situazioni che poco hanno a che fare col campo di gioco, di rifarsi sotto. I veneti, e il Carpi con loro, che va ad espugnare il campo della Salernitana rovinando un po’ la festa per la vittoria della scorsa settimana in casa della seconda in classifica, approfittano del passo falso del Perugia a La Spezia che si adagia troppo sul vantaggio acquisito al Picco e si fa rimontare nel secondo tempo da un redivivo Granoche. Gioia anche a casa Colantuono che riesce a riportare il Bari in zona play off grazie alla vittoria, anche lui in rimonta e anche lui con una doppietta di un giocatore “particolare”, contro l’Avellino, lasciando i lupi al penultimo posto. Non che le cose siano andate meglio alla quasi totalità delle squadre impegnate nella lotta per la salvezza: detto di Trapani e Pisa, il Cesena continua a dimostrare di non capirci granché in trasferta ed esce con le ossa rotte dal Piola di Novara, mentre lo scontro diretto tra Vicenza e Ternana si chiude a favore degli ospiti veneti che, così, fanno un bel balzo fuori dalla zona calda, risucchiando gli umbri in zona play out. Pareggio, infine, tra Latina e Brescia.

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ARRIBA EL DIABLO! – Classifica marcatori immutata per quello che concerne le prime quattro posizioni: Pazzini (14), Litteri (10), Caputo e Avenatti (9) restano con le polveri bagnate, così il primo movimento arriva da Ciofani che raggiunge quota 8 riportando in vantaggio il Frosinone a Trapani (foto di copertina), mentre nel gruppone a 7 a far compagnia aa Antenucci, Coda, Lasagna, Cacia e Ciano arriva Di Carmine, che torna al gol dopo un mese e mezzo, portando momentaneamente in vantaggio il Perugia al Picco. E da questa stessa partita arriva la vetrina di questa settimana, dedicata al ritorno al gol di un bomber di razza. Talmente di razza da essere lo straniero più prolifico della storia della Serie B, ma che ultimamente, vuoi per l’età non più giovanissima, vuoi per infortuni, vuoi per situazioni contingenti che ne avevano determinato anche un calo di forma, aveva ridotto notevolmente i suoi standard realizzativi. Stiamo parlando di Pablo “El Diablo” Granoche, l’uomo partita dell’importante match tra Spezia e Perugia. Pablo Granoche Louro è un attaccante uruguaiano nato a Montevideo il 5 settembre 1983, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Tacuarembò, alla cui prima squadra approda nel Torneo di Apertura 2001, scendendo in campo una sola volta. Per il Clausura dello stesso Torneo passa al River Plate de Montevideo, dove resta, mettendo assieme poche presenze, per tutto il campionato successivo. L’esplosione vera e propria avviene, però, nel Miramar Misiones, dove comincia a segnare con regolarità, realizzando 56 reti in 3 stagioni. Nel 2005 si trasferisce, quindi, in Messico, nel Toluca. Ma le cose non vanno nel migliore dei modi, neppure nei successivi 6 mesi al Veracruz, tanto che il vero Granoche in Messico lo si vedrà solo nei 6 mesi al Coatzacoalcos, in cui segna ben 23 gol in sole 27 partite. Così Granoche, attaccante con un buon fisico dalle apprezzabili doti balistiche, sia nel tiro con i piedi che nel gioco aereo, opportunista, rapace d’area, ma anche importante nella fase di costruzione, smistando palloni fondamentali per i compagni d’attacco, dotato di grande spirito di sacrificio e professionalità, viene notato dagli emissari italiani che non se lo fanno sfuggire e lo portano nel nostro paese. Nel 2007 è un giocatore della Triestina, in Serie B e fin da subito mette in evidenza le proprie doti, chiudendo il torneo sul secondo gradino del podio dei bomber con 24 gol. Peggio fa, però nella seconda, in cui realizza solo 2 reti, ma, nonostante questo, viene prelevato dal Chievo che lo porta in A. La massima serie, però, non appare la sua dimensione, visto che in due stagioni segna appena 4 gol. Così i veneti cominciano a mandarlo in prestito: 6 mesi a Novara ancora in A, dove non segna gol; 6 mesi a Varese in B (6 gol); 6 a Padova (2 gol); una stagione e mezzo al Cesena (5 gol). A gennaio 2014 va in prestito al Modena, dove resterà per altre due stagioni, divenendo di proprietà dei canarini. Qui El Diablo ritrova la via del gol con regolarità: 10 gol i primi 6 mesi, 20 la stagione successiva in cui si laurea capocannoniere, 6 nella scorsa, funestata da qualche infortunio e dalla pessima stagione di tutta la squadra, che retrocederà. All’ultimo giorno del mercato estivo di questa stagione viene acquistato dallo Spezia, dove arriva molto fuori forma e, quindi, necessitante di parecchio tempo per ingranare. Questo, unito alle difficoltà in fase offensiva degli aquilotti già descritte, ha fatto sì che, finora, Granoche giocasse poco e segnasse ancor meno, un solo gol, per di più su calcio di rigore. Nonostante questo l’apporto della Curva non gli è mai mancato, per quella grinta e quella abnegazione che ha sempre dimostrato negli spezzoni di partita in cui è entrato in campo. Sabato sono stati premiati tutti, lui che ha ritrovato la via del gol con una doppietta fondamentale, i tifosi che lo hanno aspettato finora e che hanno potuto esultare con lui ai piedi della Curva Ferrovia, lo Spezia che con una vittoria fondamentale contro una delle squadre migliori di questa prima metà di stagione si è rilanciata in chiave play off: al 57′, con gli ospiti in vantaggio fin dal primo tempo, è stato bravo a mettere la zampata decisiva in una serie di batti e ribatti in area di rigore per il gol del pareggio; al 73′, con un perentorio stacco di testa ha insaccato un perfetto cross di Migliore dalla sinistra per il definitivo 2-1 finale. E ora El Diablo guarda tutti gli stranieri della B dall’alto dei suoi 83 gol.

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MASSIMA FEDEL..TA’ – Se c’è un giocatore che sa cosa vuol dire cadere nella polvere e rialzarsi alla grande, cosa voglia dire passare da essere una sorta di Calimero allo status di eroe sportivo, quello è Fedele del Bari. A metà novembre nel corso della partita dei galletti casalinga contro lo Spezia, la prima di Colantuono sulla panchina biancorossa, a pochi minuti dalla fine, quando il risultato sembrava saldamente in possesso della sua squadra, con un goffissimo intervento durante un’azione d’attacco degli avversari ormai spentasi, aveva segnato uno degli autogol più assurdi, regalando il pareggio, poi finale, ai bianconeri e spegnendo i desideri di ripresa del popolo barese dopo le giornate grigie precedenti, che avevano portato anche al cambio d’allenatore. Il mondo sportivo del povero Fedele sembrava poter crollare lì: sostituito (con poco tatto) dopo pochi minuti, era uscito tra salve di fischi e aveva cominciato la partita successiva in panchina. Ma in quello stesso match il giocatore, però, si era preso la sua rivincita, segnando, una volta subentrato, il gol del definitivo 2-0 del Bari al Carpi. Sabato Fedele ha messo la ciliegina sulla torta: nel delicato match interno contro l’Avellino, con gli ospiti già in vantaggio per il gol in pieno recupero di primo tempo di Castaldo, ha prima scagliato, al 51′, un preciso destro da fuori che si è insaccato in diagonale all’angolo alto opposto, portando al pareggio; poi, a 10′ dalla fine, ha risolto una mischia in area con un rasoterra preciso dal limite, regalando ai pugliesi la vittoria che ha permesso loro di agganciare nuovamente, dopo tanto tempo, la zona play off. Più Fedele di così…

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