Finalmente, l’Inter

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Finalmente l’Inter. Contro la Lazio i Nerazzurri disputano quella che probabilmente è la migliore partita della loro stagione, sopratutto nel secondo tempo danno l’impressione di giocare da grande squadra.

Primo tempo un po’ in sofferenza ma giocato comunque con grande coesione e concentrazione, a parte due o tre occasioni dove Handanovic ha dovuto superarsi, da vera squadra che sa soffrire e aspettare il momento giusto per colpire.

Ed è quello che succede nella seconda parte del match, quando l’Inter arriva in campo più cattiva e convinta, mentre la Lazio sembra un po’ più molle e distratta, e proprio un’indecisione di Milinkovic-Savic a pochi metri dall’area dà modo a Banega di arpionare un pallone che l’argentino spedisce con tutta la sua rabbia e classe appena sotto il sette, un missile che Marchetti riesce appena a sfiorare.

Nemmeno due minuti e D’Ambrosio mette in mezzo un cross perfetto che Icardi, con un movimento altrettanto perfetto ad aggirare il marcatore, mette a segno il raddoppio: un uno-due micidiale dell’Inter, che annichilisce la Lazio, con Keita che era pronto per entrare a piazzare la zampata decisiva e si ritrova a mettere piede in campo, col parastinco sistemato sul gol di Maurito, a partita ormai compromessa.

Nemmeno il tempo di calpestare l’erba di San Siro per Keita, e Icardi sigla il 3-0, chiudendo di fatto la partita: uno schema su angolo eseguito perfettamente, complice un’indecisione di Marchetti che forse vede partire tardi il tiro in mezzo a quella selva di gambe e smanaccia non trattenendo il pallone, che di fatto finisce in porta.

Maurito spezza un digiuno che ormai durava da un mese con una bella doppietta, in quel 3-0 c’è un secondo urlo di liberazione, la tranquillità per l’Inter e un regalo di Natale per i suoi tifosi, che passeranno le feste consapevoli di aver ritrovato perlomeno una squadra.

Per un Icardi che ritrova il gol, c’è un Kondongbia che cresce in personalità e finalmente riesce a farsi apprezzare per qualche buona iniziativa e giocata, un Brozovic che comanda sempre di più il centrocampo, un D’Ambrosio che si conferma sui buoni livelli delle ultime partite e una coppia difensiva Miranda-Murillo che sembra aver ritrovato lo smalto e l’intesa dei primi mesi della scorsa stagione.

Oltre a questo, da segnalare altri dieci minuti- recupero compreso- giocati da Gabigol a San Siro: aspettato quasi come il Messia da alcuni tifosi, che lo applaudivano ad ogni giocato, il ragazzino brasiliano che fino alla scorsa settimana sembrava un oggetto misterioso ha dimostrato voglia di fare e personalità, anche se sul 3-0 ogni cosa è più facile. Pioli, ovviamente, lo sa, e gli ha regalato un po’ di serenità, entusiasmo e calore dei tifosi proprio prima del break invernale, in modo da ritrovarlo più carico alla ripresa dei lavori.

Ora l’Inter è settima con 30 punti, ma il distacco dal terzo posto si è ormai ridotto a sole 4 lunghezze: I Nerazzurri sperano che la Fiorentina riesca a battere il Napoli nella sfida di domani sera al Franchi, in modo che una frenata degli Azzurri possa favorirli nella rincorsa al piazzamento Champions.

Le vittorie di fila sono ormai tre e c’è un po’ di rammarico sia da parte di Pioli, che dei giocatori che dell’ambiente Inter in genere a non aver trovato questa forma prima, visto che sembra proprio un peccato interrompere sul più bello.

Si andrà comunque a rilassarsi qualche giorno con più serenità, ma soprattuto con l’entusiasmo e la consapevolezza che si può lottare per un obiettivo che solo un mese fa sembrava irraggiungibile.

E con l’ambizione e il support di Suning la squadra si sente probabilmete più motivata a raggiungere certi traguardi: lo spirito e la voglia di lottare che si sono visti nelle ultime partite è sicuramente la dimostrazione più lampante.

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