A tutta B (prima parte): una poltrona per due; figli d’arte e i derby campano-veneti

UNA POLTRONA PER DUE – Miglior rispetto della tradizione non poteva esserci al termine del turno natalizio della serie cadetta: visto il film tormentone che ci viene proposto dalle reti Mediaset ogni sacrosanto Natale, la pellicola datata 1983, interpretata da Dan Aykroyd ed Eddie Murphy, anche Frosinone e Verona hanno voluto dividersi la poltrona della testa della classifica. Infatti, alla fine della giornata, grazie alla vittoria dei ciociari, rocambolesca, ma non priva di polemiche, sul Benevento, con due vantaggi e altrettanti pareggi ed il gol risolutivo segnato in pieno recupero, e al contemporaneo pareggio, in rimonta, del Verona nell’ostica trasferta di Carpi, le due squadre gialloblu si dividono il trono di capolista dall’alto dei loro 38 punti. Prima inseguitrice, ora, dopo il passo falso delle Streghe giallorosse, è la Spal, a 3 punti, grazie alla bella e netta affermazione sulla Ternana. In realtà i ferraresi sono tra i pochi ad esultare veramente tra le squadre di testa, perché l’andamento della prima metà di classifica ha visto pochi veri picchi: detto di Benevento e Carpi, anche il Cittadella ha trovato un nuovo stop contro un Vicenza lanciatissimo, alla terza vittoria consecutiva, che, così, ha abbandonato di gran carriera la zona pericolosa; il Perugia ha impattato nel match interno col Latina, facendosi raggiungere pochi minuti dopo essere passata in vantaggio; il Bari ha portato via un solo punto da Ascoli e lo Spezia ha fatto altrettanto dal sentito match con il Pisa, salito alle cronache più per quanto successo fuori dal campo (il tanto sospirato passaggio di proprietà nerazzurra e l’assenza dei tifosi aquilotti per protesta) che per quanto visto davvero sul terreno di gioco. Così i soli ad esultare davvero sono stati i giocatori dell’Entella che, travolgendo in casa il Novara, sono nuovamente balzati in zona play off, e quelli del Brescia che, con la bella affermazione sulla Pro Vercelli firmata Airone, ora vedono nuovamente la zona spareggi a 3 punti. In chiave salvezza, importante la vittoria dell’Avellino nel derby campano con la Salernitana, con i lupi che vedono la zona tranquilla ad un solo punto e i granata che, invece, si trovano nuovamente invischiati nella zona problematica, da cui, al momento, sono fuori solo per questioni di classifica avulsa, e anche quella del Cesena, che in casa non perdona e ne rifila sempre 3 al malcapitato di turno (come ormai succede da 4 match casalinghi a questa parte), in questo caso il povero Trapani che vede la salvezza sempre più lontana, con il penultimo posto lontano 8 punti e la zona play out 9.

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FIGLI D’ARTE – Giornata ricca di gol che non poteva che avere ripercussioni sulle zone alte della classifica marcatori. In testa c’è sempre un solitario Pazzini che, però, col gol del pareggio a Carpi, sale a quota 15, ma, nonostante questo, si avvicina il primo inseguitore, Caputo, che con la doppietta nel poker dell’Entella, raggiunge le 11 marcature. Fermi Litteri a 10 ed Avenatti a 9, si infoltisce il gruppetto a 8, dove Ciofani si vede raggiunto dal compagno di squadra Dionisi, autore di una doppietta nel rocambolesco match con il Benevento, e da Lasagna che segna il vantaggio del Carpi col Verona, quarto marchio personale negli ultimi 5 gol casalinghi della sua squadra. Fatte le debite menzioni d’onore a tutti doppiettisti di giornata, oltre a Caputo e a Dionisi, anche l’Airone Caracciolo che segna entrambe le reti (una su rigore) con cui il Brescia batte la Pro Vercelli, e Masucci (foto di copertina), che realizza le altre due reti dell’Entella al Novara, la vetrina della settimana non può che toccare a colui che ha saputo andare oltre realizzando addirittura una tripletta nel poker con cui la sua squadra ha liquidato l’avversario di turno, continuando a volare e a sognare, ovvero Zigoni della Spal. Gianmarco Zigoni, nato a Verona il 10 maggio 1991, è figlio d’arte, visto che suo padre è Gianfranco, il famoso “Zigo”, l’eccentrico calciatore anni ’70, protagonista in A con le maglie di Juve, Genoa, Roma e Verona, spesso al centro delle cronache non solo per le prodezze pedatorie, ma anche per gli eccessi di una vita vissuta intensamente, tra alcol, donne e motori. Proprio per la carriera di allenatore intrapresa da Gianfranco appese le scarpette al chiodo, l’attività calcistica del figlio comincia nell’Opitergina, formazione giovanile di Oderzo, in provincia di Treviso dove stava allenando in quel periodo. Nel ’99 è già nelle giovanili del Treviso e qui cresce calcisticamente nei successivi 10 anni, approdando alla prima squadra nella stagione 08/09 in cui esordisce in B, mettendo a referto 18 presenze e 2 gol. Attaccante agile e compatto, con un grande senso del gol (nelle giovanili trevigiane segna oltre 100 reti), viene acquistato dal Milan per la sua Primavera e nella stagione 09/10 ha occasione di scendere in campo anche una volta in Serie A. La stagione successiva va in comproprietà al Genoa, con la cui Primavera vince la Supercoppa Italiana, ma non scende mai in campo con la maglia della prima squadra, andando in prestito, a gennaio, al Frosinone, in B. A giugno dello stesso anno il Milan riscatta l’altra metà del cartellino e comincia a mandarlo in prestito in giro per l’Italia: una stagione ad Avellino, in Lega Pro, in cui comincia a segnare con buona continuità, andando per la prima volta in doppia cifra, 11 gol; 6 mesi alla Pro Vercelli in B (11 presenze e 1 gol), altri 6 mesi ad Avellino (10 presenze, 6 gol); una stagione a Lecce (8 gol in stagione regolare, più uno nei play off); 6 mesi a Monza (14 presenze, un solo gol). Da gennaio 2015 è in prestito alla Spal, dove ha trovato una dimensione perfetta: 11 gol nel primo scorcio di stagione, altri 11 la scorsa, in cui ha contribuito al ritorno in B della squadra di Ferrara, 3 fino a sabato in questa. Poi la vigilia di Natale è arrivato l’exploit: subito al 3′ del match interno con la Ternana ha aperto le marcature gettandosi in scivolata sul secondo palo su un cross rasoterra di Beghetto che aveva attraversato tutta la porta; al 15′ raddoppia facendosi trovare nel posto giusto su un altro cross rasoterra da destra scagliato da Antenucci dopo un’azione personale in area; ad 1′ dal termine dell’incontro, con il risultato già fissato sul 3-0 dall’autogol di Valjent su tiro di Beghetto, chiude i conti con un colpo di testa sugli sviluppi di un angolo dalla destra. E così il contributo di Zigoni alla splendida stagione dei biancazzurri è diventato ancor più rilevante.

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Zigoni padre e figlio

DERBY CAMPANO-VENETI – Esattamente come qualche settimana fa, la giornata è stata caratterizzata dalla contemporanea presenza del derby campano e di quello veneto, anche se con altri protagonisti, vista la contemporanea presenza di 3 squadre per entrambe le regioni, e, probabilmente, con un grado di rivalità inferiore rispetto ai precedenti match. In realtà per quello che concerne Avellino e Salernitana, la rivalità resta molto accesa tra le due tifoserie, anche perché le due squadre si incontrano fin degli anni ’50, con risultati di quasi totale parità. I primi match hanno avuto come palcoscenico i campi della C, ben 22 sfide tra il 59/60 stagione del primo incontro (1-0 ad Avellino per i lupi, 2-0 a Salerno per i granata) e il 72/73 (stagione in cui le due squadre si incontrano anche in Coppa Italia Serie C). Poi, dopo una sfida secca in Coppa Italia 82/83 (2-1 per i biancoverdi in trasferta a Salerno), le due squadre tornano ad incontrarsi in B per la prima volta nel 90/91 (due pareggi). In serie cadetta il computo totale, prima di sabato, parlerà di una sostanziale parità: 10 incontri, 3 vittorie per parte e 4 pareggi. Nel totale tra tutte le competizioni, 42 partite, 12 vittorie Avellino, 14 Salernitana e 16 pareggi. Alla viglia di Natale quelle che si incontravano erano due squadre in sostanziale difficoltà, che si sfidavano sotto la poco invidiabile definizione di scontro diretto salvezza: l’Avellino padrone di casa penultimo in classifica dopo un girone d’andata condotto al di sotto delle aspettative, con già un cambio di panchina, Novellino per Toscano, che, finora, aveva sortito solo parziali risultati; la Salernitana, reduce da un campionato scialbo e sottotono, con picchi seguiti da brusche ricadute, sia sotto la conduzione di Sannino, poi dimissionario per incomprensioni con la piazza, che sotto il sostituto Bollini. Sabato è stato sicuramente un derby che non ha deluso e che ha rotto l’equilibrio nel computo della B, avvicinando, invece, le due squadre nel totale: tante emozioni al Partenio, a partire dal 18′, quando Jidayi, con un tuffo di testa su punizione battuta dalla trequarti sinistra, fa esplodere la tifoseria biancoverde, mandata in visibilio al 3′ di recupero del primo tempo da Ardemagni, che, con un destro al volo dall’interno dell’area porta al doppio vantaggio; la partita sembra riaprirsi al 18′ della ripresa quando la Salernitana, in 10 dalla fine del primo, accorcia le distanze con Busellato che trasforma in gol un tiro al volo su perfetto cross dal limite di Rosina, e poi riagguanta la parità numerica per l’espulsione di Belloni 5′ dopo; invece tutto resta invariato fino al concitato finale con Verde che sembra chiudere l’incontro in contropiede, prima che, in pieno recupero il rigore di Donnarumma restituisca speranze al popolo salernitano. Il triplice fischio consegna il match agli irpini che si rilanciano, così, verso la zona tranquilla, inguaiando i granata. Nel derby veneto, invece, incrocio tra alta e bassa classifica. Di fronte due compagini caratterizzate da una rivalità non molto sentita, ovvero il Vicenza e il Cittadella, che, finora al Menti si erano incontrate per 7 volte, con un vantaggio degli ospiti per 3-2 e 2 pareggi. Il Vicenza arrivava con la situazione di classifica peggiore, portata da un avvio di stagione deficitario, soprattutto sotto la guida di Lerda, ma in un periodo decisamente positivo, con due vittorie consecutive, tra cui una proprio nel precedente derby veneto, con il Verona (molto più sentito), che aveva consentito un miglioramento della classifica e un allontanamento dalla zona calda; il Cittadella messo meglio in classifica, in piena lotta play off dopo gli exploit di inizio stagione che l’avevano vista in corsa anche per la promozione diretta, ma in un periodo un po’ incostante, con tanti alti e bassi. Ad avere la meglio è stata ancora una volta la squadra biancorossa, specialista, evidentemente, nei derby stagionali, che, così, ha anche pareggiato i conti nei match interni: gli uomini di Bisoli portano a casa il terzo successo consecutivo grazie alle reti, al 34′, di Rizzo, che scaglia un diagonale dall’interno dell’area che trova la deviazione decisiva di Pelagatti, e al raddoppio, ad 1′ dal termine del giovane Cernigoi, scalando ancora la classifica fino a metà graduatoria.

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