A tutta B: campioni sulla scala, Cissè c’è, il ragazzo che farà Favilli, la massima punizione e B ready per la 22^

CAMPIONI SULLA SCALA – Con l’ultimo turno si doveva decidere chi si sarebbe laureato Campione d’Inverno, con il rischio neppure tanto impossibile, di un arrivo a tre a pari punti. E, invece, il verdetto è arrivato secco e netto e senza appelli ed ha premiato la squadra che, ai punti, forse a dimostrato, fin qui, di meritarlo maggiormente, avendo passato più tempo sul gradino più alto, con anche la possibilità di una fuga solitaria, scongiurata da due settimane di pura follia, ovvero il Verona, che con la vittoria netta sul solito altalenante Cesena (che da 6 turni alterna esaltanti vittorie casalinghe a mezzi disastri in trasferta) ha vinto le resistenze di un Frosinone, che ha visto bene di andare a farsi uccellare da una sorprendente Pro Vercelli, ed ha tenuto a debite distanze una Spal, che, però, già in anticipo aveva dato forfait, non andando oltre un 1-1 “di rigore” a Bari. In realtà proprio tutta la zona play off ha visto una frenata generale, con pochissime squadre che hanno davvero approfittato del turno: oltre al Verona, infatti, del gruppo di testa hanno vinto solo il Benevento, che ha regalato il primo dispiacere alla nuova dirigenza del Pisa, tornando nuovamente a farsi sotto alla zona promozione diretta, distante 2 soli punti, e il Cittadella, che torna alla vittoria e, quindi, al consolidamento della propria posizione proprio nello scontro diretto contro un Entella che ora resta attaccato alla zona play off per un capello. Male, invece, le altre, che chiudono l’anno con pochi botti e tante recriminazioni: detto dell’Entella, ha perso anche il Perugia che ha lasciato la posta piena ad una Salernitana finalmente tonica e convincente, e il Carpi, che, illuso dal gol del solito Lasagna, si è fatto rimontare a Novara da autentiche prodezze balistiche. Tra due degli attacchi peggiori del campionato, quello dello Spezia e quello del Vicenza, non poteva che terminare con il più scontato degli 0-0, ma, nonostante questo, gli aquilotti si son visti premiare dagli altri risultati di giornata, ed ora la zona play off è ad un solo punto, mentre i biancorossi si sono assestati in zona tranquilla. In chiave salvezza pessima fine anno per la Ternana, che perde l’ultima in casa con l’Ascoli e scivola al penultimo posto, mentre i bianconeri ora vedono la zona play off a soli due punti. Altrettanti 0-0 nelle restanti due partite, quelle tra Latina ed Avellino e quella tra il Trapani (che così recupera un solo punto sul penultimo posto) e il Brescia.

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SE CISSE’ BATTI UN COLPO – Non tantissimi i gol segnati nell’ultima giornata del girone d’andata, in cui tre partite si sono chiuse sullo 0-0 e ben 10 squadre hanno chiuso la prestazione a secco. Questo, ovviamente, ha avuto ripercussioni anche sulla classifica marcatori, la cui testa ha visto pochissimi movimenti. Il principale ha riguardato il cannoniere principe del girone d’andata, Pazzini, che ha rimpinguato il proprio bottino, portando a 5 le lunghezze sul primo inseguitore, visto che, col secondo dei 3 gol rifilati dal Verona al Cesena, ha portato il proprio score a quota 16. Dietro di lui, come detto, a 11, c’è Caputo, a secco da qualche settimana, come Litteri, fermo a 10. Il primo movimento è quello di Lasagna, che, con il vantaggio del Carpi a Novara, porta il suo bottino a 9, agganciando Avenatti, mentre dietro, a 8, Antenucci, Dionisi e Ciofani si vedono raggiungere da Coda, grazie al gol del momentaneo 2-0 della Salernitana con il Perugia. Nel fare doverosa menzione d’onore a La Mantia della Pro Vercelli (foto di copertina), che ha deciso l’importante match col Frosinone con una doppietta, unica di giornata, con un diagonale di destro e un colpo di testa su punizione dalla sinistra, la vetrina di oggi, però, è dedicata all’autore di uno dei gol più importanti della giornata, quello che ha regalato la vittoria alla propria squadra, una delle sorprese di questa prima metà, permettendo di delineare un nuovo ed interessantissimo quadro alla zona promozione, ovvero Cissè del Benevento. Karamoko Cissè è un attaccante guineano nato a Koubia il 14 novembre 1988. Giunto in Italia prestissimo, è cresciuto calcisticamente nella formazione giovanile bergamasca della Virtus Petosino, prima di passare ad una delle migliori fucine di giovani del calcio italiano, ovvero l’Atalanta, di cui raggiunge la prima squadra nella stagione 06/07, giocando anche 3 partite in massima serie. La stagione successiva va in prestito al Verona, in C, dove gioca 23 partite, ma segna un solo gol, e ancora peggio va l’anno dopo, in cui torna in nerazzurro, ma, nei primi 6 mesi, non scende mai in campo, anche a causa di molti infortuni. Così, a gennaio, va in comproprietà all’Albino Leffe, squadra in cui, fin qui, si è svolta buona parte della carriera di Cissè, con ben 5 stagioni e mezza in maglia celeste, tra B e Lega Pro, con 97 presenze e 16 gol. Il record realizzativo personale, però, lo raggiunge nella stagione 14/15, in Lega Pro, nelle file della Casertana, in cui in 25 presenze realizza 12 reti. Dall’inizio della stagione 15/16 è al Benevento, quindi è uno degli artefici della cavalcata delle Streghe verso la B, cui ha contribuito con 7 reti. Buona la fiducia di Baroni anche in questa stagione, cui lui ha risposto con due marcature fin qui (la prima nel pareggio di Avellino), di cui la seconda, venerdì, importantissima: al 31′ della partita con il Pisa, sul risultato di 0-0, è il più rapido a gettarsi a deviare di testa il pallone respinto con i piedi da Ujikani su un cross proveniente da destra per il gol che, poi, deciderà la partita, regalando al Benevento nuovamente il terzo posto, a soli due punti dalla promozione diretta. Nel miracolo giallorosso Cissè c’è.

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QUEL RAGAZZO FARA’ FAVILLI – Anche se i marcatori di giornata sono stati pochi, i giovani non hanno fatto, comunque, mancare la loro rappresentanza. Oltre a Bessa, infatti, che ormai sta diventando un habitué delle cronache e pare difficile definirlo ancora un giovane, vista la personalità con cui dirige la fase offensiva della capolista, e che venerdì ha aperto le marcature della partita con il Cesena con un tiro di controbalzo dal limite dell’area, da segnalare c’è anche la rete di un giovanissimo, alla seconda marcatura stagionale, che, però, stavolta ha realizzato un gol importantissimo e con forti ripercussioni sulla classifica delle due squadre coinvolte. Si tratta del 19enne Favilli dell’Ascoli. Andrea Favilli è una punta centrale, nata a Pisa il 17 maggio 1997, ma cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Livorno, alla cui Primavera approda nella stagione 14/15. Durante il mercato di gennaio della stessa stagione passa in prestito alla Primavera della Juve, dove resta anche per tutto il campionato successivo, in cui esordisce anche in Serie A e, quindi, può formalmente annoverare tra i propri trofei uno Scudetto ed una Coppa Italia. Terminato il prestito, Favilli torna al Livorno che lo gira, durante il recente mercato, nuovamente in prestito, stavolta all’Ascoli. Buon numero di presenze, finora, in stagione, 13, anche se spesso utilizzato per spezzoni di gara (35′ di media finora) ha segnato le sue prime due reti tra i professionisti, di cui la seconda, appunto, venerdì nella trasferta di Terni: partito titolare, sul risultato di 0-0, al 57′, è svettato di testa su un angolo dalla sinistra, per l’1-0 poi decisivo, che ha permesso ai piemontesi un bel balzo fuori dalla zona calda, così da godersi la pausa in tranquillità, e ha condannato le fere al penultimo posto.

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MASSIMA PUNIZIONE – Il calcio di punizione, soprattutto quello dal limite, può rappresentare un’ottima occasione da gol per quelle squadre che posseggono uno specialista nei calci piazzati. Ancora meglio se gli specialisti sono più di uno. Ne sa qualcosa, suo malgrado, il Carpi, dopo la partita con il Novara di venerdì. Portatosi in vantaggio al 22′ con il gol del solito Lasagna, pensava di aver acquisito un buon vantaggio da poter amministrare. Ma non aveva fatto i conti con i calci di punizione e con gli specialisti del Novara. Passano 7′ e l’arbitro fischia un fallo dal limite, con la palla spostata sulla sinistra. Sul pallone va Galabinov che, bissando il gol su punizione della scorsa settimana (allora inutile al risultato finale), insacca con una palla a girare discendente che il portiere raccoglie dall’angolo basso sinistro, per l’1-1 parziale. Passano altri soli 3′ e l’arbitro fischia un’altra punizione dal limite, stavolta dalla parte destra. Sul pallone va Sansone, che, con un’esecuzione capolavoro, va a togliere le ragnatele dal sette destro dove Belec non può neppure provare ad arrivare per il 2-1 definitivo. Per gli uomini di Castori “punizione” peggiore non poteva arrivare.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 22^ GIORNATA – Chiuso il girone d’andata con tutte le sue sentenze parziali, ora si va in discesa verso i verdetti definitivi. Intanto, in mezzo, una pausa di 3 settimane, durante cui fare un po’ di mercato di riparazione, tanto che quando si ripartirà si potrà parlare quasi di un campionato diverso, come dimostrato dalla scorsa stagione, in cui il girone di ritorno non fu dominato dalle squadre che poi andarono in A direttamente, ma da due che, alla fine del girone d’andata, in zona play off neppure c’erano (Trapani e Spezia). Il Primo turno del ritorno si giocherà spalmato tra il 21 e il 23 gennaio, con 8 partite sabato alle 15, due posticipi domenicali, uno alle 15 e uno alle 17.30, e uno lunedì alle 20.30. La lotta per la testa della classifica e i posti promozione diretta è tutta sabato pomeriggio: il Verona va a Latina (all’andata gli scaligeri travolsero i pontini con un netto 4-1), il Frosinone è atteso in un non semplice match di alta classifica in trasferta a Chiavari contro l’Entella (andata 2-0 per gli uomini di Marino), mentre Spal e Benevento si affrontano in un affascinante scontro diretto, che all’andata, quando si imposero le streghe per 2-0, sembrava solo un banale ballo delle debuttanti e che, invece, ora è diventato sfida d’altissima classifica. Sempre sabato è impegnato anche il Cittadella, che aspetta in casa il Bari, provando a ripartire in quella cavalcata che caratterizzò le prime giornate e trasformò i veneti nella prima squadra rivelazione del campionato, cominciando proprio dal 2-1 al San Nicola. Sempre per la lotta ai play off: il Carpi attende il Vicenza (all’andata i veneti, con ancora Lerda sulla panchina, persero per 2-0 in casa), il Perugia aspetta l’altalenante Cesena nel posticipo di lunedì (1-1 all’andata, quando ancora c’era Drago), lo Spezia va a far visita alla Salernitana nel posticipo di domenica alle 17.30 (altro 1-1 all’andata, quando c’era ancora Sannino), mentre il Novara incrocia gli scarpini con il sempre più disperato Trapani, cui il 2-2 dell’andata, con ancora Cosmi in panchina, sembrava un banale passo falso di una delle favorite dopo la splendida cavalcata della stagione prima, e che ora in una cavalcata del genere deve sperare almeno per provare a raggiungere la zona play out. Scontro diretto salvezza all’Arena Garibaldi Anconetani tra Pisa e Ternana, match che all’andata fu posticipato per quei problemi che il Pisa ha risolto solo recentemente, e che vide imporsi i padroni di casa per 1-0. L’altro posticipo domenicale vedrà affrontarsi Ascoli e Pro Vercelli, terminato 1-1 all’andata, esattamente come l’andata dell’ultimo match in programma, quello del Rigamonti tra Brescia e Avellino.

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