Juventus-Bologna, ripresa convincente per i Bianconeri

higuindybala_gazzettaQuesto classico della Serie A è molto spesso, per sua natura, importante crocevia per le due formazioni, se si guardano le ultime stagioni. Quest’oggi era importantissima per far capire quale fosse lo stato di forma delle due formazioni dopo una sosta molto lunga.
La Juventus era reduce da una sconfitta in supercoppa e diverse polemiche di mercato emerse nelle feste.
Il Bologna invece era reduce da alcune prestazioni molto positive prima di Natale e doveva dimostrare se fosse capace di trovare una continuità finora non trovata.

LE FORMAZIONI – La Juventus si è presentata con un centrocampo ruvido a tre dietro a Pjanic trequartista dietro Dybala ed Higuain. Manca Evra, partente (forse), con Lichtsteiner ed il redivivo Asamoah sulle fascie in difesa (e non solo).
Il Bologna risponde con difesa titolare a quattro, centrocampo a tre ed una trazione anteriore con tridente fatto da Centroattacco Destro con ai lati le due ali Di Francesco e Krejci a fare da raccordo tra fase difensiva ed offensiva.
La partita vede un Bologna che gioca bene, palleggia anche di qualità, ma una Juventus che la sfanga con agilità granzie ad una qualità davvero alta, e con una concentrazione evidentemente figlia di alcune scorie smaltite nella sosta.
Finisce 3 a 0 per i padroni di casa come sapete, e poteva in realtà esserci un passivo ben più pesante se i Torinesi fossero stati più precisi e cattivi davanti.
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JUVE, CHE CENTROCAMPO E CHE HIGUAIN – I due rebus dei primi mesi della Vecchia Signora stasera si risolvono e la risposta pare positiva per i Bianconeri. Higuaìn fa doppietta, il primo da centroavanti di razza specialmente, e fa reparto da campionissimo. Ma diciamo che l’Argentino già da un pò ha dimostrato che i goal a Napoli non erano dovuti dall’essere l’unico terminale di una squadra ma proprio a classe sopraffina. Il Pipita si è già preso la Juventus sotto il braccio.
Il Centrocampo è la vera nota lieta. Il trio tutto fosforo Marchisio-Khedira-Sturaro funziona e libera la fantasia di Pjanic là davanti nella parte avanzata della mediana. Bene soprattutto la forma dei giocatori, specie di Marchisio che ha smaltito le scorie dell’infortunio.
Da valutare meglio Rincon, che ha avuto poco tempo a disposizione e pure per ambientarsi.

PJANIC BENE MA NON TROPPO – Pjanic finalmente nella disposizione tattica pare a suo agio, e sforna un signor assist al minuto 6′ per il goal del vantaggio. Tutto bene? No.
Il Bosniaco ha fatto cose molto buone ma non ha strafatto. Troppo timido a volte, troppo scolastico, non ha fatto la differenza mai a parte l’assist già citato.
All’inizio ha provato ad agire quasi da ala sinistra, forse ingannato dalla posizione di Dybala che a destra attira e chiede palla per creare superiorità e finisce, abituatosi alla trequarti forse e rispedito a fare la seconda punta, a fare l’ala destra. Da questa posizione Pjanic comunque sforna l’assist dell’inizio.
Nel corso della partita poi si è accentrato, comunque senza più trovare altri spunti davvero incisivi. Comunque, il Bosniaco pare poter avere nelle prossime partite davvero il suo salto di qualità ed ambientamento definitivo.
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BOLOGNA, BEL GIOCO, ATTITUDINE E POCA ROBA – Il Bologna è salito allo Juventus Stadium per non sfigurare, senza sentirsi battuto e per giocare la partita. Il risultato dimostra che Donadoni ed i suoi hanno sbagliato, ma la partita l’ha dimostrato anche molto di più.
Intendiamoci: il Bologna gioca a pallone bene, fa giro palla di ottima fattura, ed anche stasera ha fatto belle cose specie nel primo tempo (sul secondo va steso un velo pietoso). Ma per il resto possiamo dire che i Rossoblu siano afflitti da una forma di “Sassolite”, una malattia evidentemente contagiosa che ha preso le squadre Emiliane, che porta squadre di tasso tecnico non eccelso e di provincia a giocare col piglio della grande squadra, facendole perdere punti su punti.
Il Bologna non avrà problemi a salvarsi, ma continuando con questo piglio probabilmente continuerà questo campionato anonimo con pochi picchi.
Nello specifico, il problema grosso dei Felsinei è quello offensivo. Destro è troppo isolato, fa reparto da solo ma non ha la forza e la classe per farlo, e le ali che debbono creare non si rendono mai pericolose partendo troppo larghe ed essendo poco aiutate e supportate dagli inserimenti, venendo aiutate solo in fase di palleggio. Se poi ci mettiamo che pur avendo ottimi tiratori i Rossoblu non tirano mai da fuori, fare paura diventa difficile, specie contro squadre più quotate.

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