Inter, chi crede alla cavalcata “europea”?

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Forse in pochi si sarebbero aspettati di vedere l’Inter a ridosso della zona europa alla 19a giornata dopo l’improvviso cambio di allenatore a settembre e il lento passaggio di proprietà che certo non hanno giovato all’ambiente, ma adesso la squadra allenata da Pioli si trova in settima posizione con un trend decisamente positivo: 4 vittorie consecutive, 8 gol fatti e solo uno subìto oltre all’imbattibilità casalinga che dura da 10 giornate.

CAMBIO DI PASSO – Sembrano definitivamente archiviati i dubbi e le incomprensioni presenti a inizio anno quando il neo-allenatore De Boer aveva cercato di imprimere alla squadra un sistema ‘olandese’ che poco si addice ad un gruppo di giocatori composto prevalentemente dal blocco sudamericano che non fa del possesso palla il suo punto di forza, e sembra anche superata la cocente e clamorosa eliminazione prematura in Europa League addirittura ai gironi.

FIDUCIA RITROVATA: BROZO E KONDO – Pioli è riuscito a migliorare una squadra che sembrava ormai allo sbando e destinata a galleggiare a metà classifica, dando fiducia a giocatori che sembravano ormai fuori dai progetti nerazzurri (vedi Brozovic o Kondogbia) e improntando uno stile di gioco più verticale con il capitano Icardi tornato bomber a tutti gli effetti e capace di segnare 14 gol in 19 partite (1 gol ogni 122 minuti).

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I CAMBIAMENTI DI MERCATO – Per rendere ancora più competitiva la squadra c’è la necessità condivisa sia da allenatore che dalla neo-dirigenza cinese di sfoltire notevolmente la rosa (composta da 27 giocatori) visto che senza Europa League la priorità è ottenere un posto in Europa per l’anno prossimo per poi rilanciarsi definitivamente facendo acquisti all’altezza e cercando di trattenere i big già presenti. Ecco quindi le cessioni di Jovetic (certa, al Siviglia) e Nagatomo (probabile, in Inghilterra), oltre a Palacio (offerto in Serie A, ma destinato probabilmente a restare). E’ arrivato Gagliardini: 2 milioni di prestito biennale e venti per il riscatto. Non male, ma il giocatore deve dimostrare di essere “da Inter”. Le avvisaglie sembrano positive, ma parlerà il campo.

PROSPETTIVE – Grazie al calendario piuttosto abbordabile sulla carta (Chievo e Pescara in casa e Palermo al Barbera) l’Inter può consolidare ulteriormente la settima posizione e provare ad avvicinarsi alla Zona Europe prima della supersfida del 5 febbraio contro la Juventus, che forse decreterà ufficialmente se questa squadra è finalmente matura per tornare nelle zone di classifica che le competono per storia e investimenti; ma con questi numeri (media gol di 1,5 e 1,7 punti a partita con +8 di differenza reti) i tifosi nerazzurri possono essere cautamente ottimisti.

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