Mettiamo i puntini sulle… B. Seconda parte: i protagonisti

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Nella prima parte abbiamo fatto un’analisi della prima metà esatta di stagione, ora che siamo in pausa, in attesa del ritorno in campo e dei nuovi volti che le squadre avranno dopo il calciomercato, partendo dalle varie squadre che sono in gioco in questa stagione. Ma dato che le squadre sono fatte di uomini, sia quelli che scendono in campo che quelli che siedono in panchina, in questa seconda parte si cercherà di fare una piccola disamina dei veri protagonisti, in positivo e in negativo, del girone d’andata del campionato di B.

LA CLASSE NON E’ ACQUA – Su chi sia il vero Re dei protagonisti al giro di boa, penso esistano pochi dubbi, vista anche la posizione occupata nella classifica marcatori: Giampaolo Pazzini non ha tradito nessuna attesa nei suoi confronti. Al momento della retrocessione della squadra scaligera alla fine dello scorso campionato, l’ex bomber di Fiorentina, Samp, Inter e Milan ha fatto una scelta ben precisa: nonostante non fosse impossibile per lui trovare un posto in una squadra di massima serie, anche tra quelle con certe ambizioni, il Pazzo ha scelto per la strada più difficile e meno scontata, ovvero rimettersi in gioco in un campionato in cui non aveva mai giocato, cercando di aiutare i gialloblu all’immediata risalita in A. A quel punto è divenuto il vero lusso di questa serie cadetta e le aspettative su di lui sono cresciute esponenzialmente. Attese per nulla tradite dal bomber di Pescia, che, fin da subito, ha preso in mano il reparto offensivo scaligero, guidandolo con la sua esperienza, come sa fare lui, a suon di gol, ben 16 fin qui (con 5 tiri dal dischetto, quasi tutti concentrati nelle prime giornate, cosa che aveva fatto storcere più di un naso), che lo collocano in testa alla classifica marcatori e la sua squadra all’apice della classifica.

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I PROTAGONISTI – Ma non c’è solo Sua Maestà Pazzini tra i protagonisti di questa prima metà di stagione. Dietro di lui, senza ombra di dubbio, non è difficile poter nominare Caputo dell’Entella, uno che ha cominciato a segnare a raffica nello scorso campionato e non si è ancora fermato, e che, infatti, a fronte anche di una leggera flessione nelle ultime settimane, segue il capocannoniere a 5 lunghezze. Ma anche Litteri, bomber di ritorno, che è stato uno dei protagonisti principe della primissima parte di stagione, quando il suo Cittadella veleggiava in testa alla classifica a punteggio pieno, anche grazie ai suoi gol, che venivano segnati con regolarità quasi orologistica. E che dire di Coda e Avenatti, due bomber di razza che stanno continuando a segnare nonostante le rispettive squadre, Salernitana e Ternana, non stiano disputando il migliore dei campionati e, anzi, spesso si siano viste risollevare le sorti proprio dai due suddetti. Ma anche chi ha fatto una passata tra i “più grandi” ed è già tornato indietro, come Lasagna, Dionisi o Ciofani solo per fare alcuni nomi, si è rituffato con umiltà nella serie inferiore e, ora, con il proprio apporto sta contribuendo a mantenere nelle alte sfere la propria squadra, come dimostrano le posizioni di Carpi e Frosinone. Poi ci sarebbero interi collettivi da premiare, visto che la forza di squadre come Benevento e Spal, le rivelazioni di questo torneo, si trova proprio nell’equilibrio trovato tra le varie componenti di queste realtà e sulla forza del collettivo, anche se è innegabile che l’apporto di personaggi come Ceravolo e Ciciretti da una parte e Zigoni e Antenucci dall’altra non sia da sottovalutare assolutamente.

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Litteri, il bomber di inizio stagione

GIOVANI LEVE E VECCHI LEONI – Ovviamente, come ogni anno, la B è la terra delle nuove leve e delle sorprese che diverranno, forse, i grandi di domani. Lapadula arriva da lì. Gagliardini arriva da lì. Solo per fare alcuni nomi di strettissima attualità. Anche quest’anno i taccuini degli osservatori hanno di che riempirsi. Bessa (foto di copertina) ha preso a piene mani le redini del centrocampo veronese quasi come fosse il veterano che tutti seguono per la sua personalità. E che dire della maturità con cui Verde sta cercando di guidare l’Avellino fuori dal pantano della zona difficile. Ma anche Orsolini dell’Ascoli, Palombi della Ternana ed Emanuello della Pro Vercelli hanno messo in bella mostra tutta la propria mercanzia e, fin qui, è stato un bel vedere. E che dire di Bisoli, uscito presto dal semplice appellativo di figlio-d’-arte-che-in-stagione-sfiderà-due-volte-suo-papà a giocatore degno di un proprio palcoscenico individuale visto quanto fin qui mostrato in quel gran gruppo di giovani speranze che è il Brescia di quest’anno. Ma abbiamo avuto modo di conoscere anche le abilità di Bifulco del Carpi, Pontisso, Bonifazi e Finotto della Spal, Piu, Maggiore e Vignali dello Spezia, Zaccagni del Verona, Cernigoi del Vicenza, Petriccione della Ternana, Cavilli dell’Ascoli, Dalmonte del Cesena e Morra della Pro Vercelli, solo per fare qualche nome. A far da chiocce a tutti questi, ovviamente non mancano i vecchi leoni. Qualcuno fornendo una guida col proprio lavoro e la propria abnegazione, come un Granoche o uno Zaccardo. Qualcuno essendo un fulgido esempio con le proprie prodezze, perché gli anni passano ma l’istinto del bomber, spesso, resta, e gente come Caracciolo o Cacia difficilmente lascia il passo a cuor leggero.

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La personalità di Verde sembra quella di un veterano

I NUOVI VATE – Diverse le belle sorprese arrivate anche dalla panchina, dove tanti sono i nuovi rappresentanti che stanno stupendo, pur essendo, talvolta alla prima apparizione. Lo stesso Pecchia, colui che guida la corazzata che, allo stato attuale, è davanti a tutti, è alla prima esperienza da solista in B. Ma se guidare una squadra costruita a tavolino per vincere può sembrare facile, che dire di Semplici che, invece fa sembrare… semplice guidare una squadra neopromossa come la Spal, facendole esprimere uno dei calci migliori della B. E che dire di Venturato che, anche lui all’esordio, ha guidato il Cittadella al dominio delle prime giornate, trasformato in una lotta d’alta classifica nella seconda parte dell’andata. Ma non vanno dimenticati neppure Bucchi, che sta guidando il Perugia ad un campionato ai piani alti con un gioco espresso di altissimo livello, o Brocchi, che sta guidando un giovanissimo Brescia ad una dignitosissima stagione. Tra i giovani, ma già con una buona dose d’esperienza, non si può non menzionare Baroni, letteralmente rilanciatosi a Benevento, dove sta guidando una debuttante assoluta ad un campionato straordinario, e Breda, che ha guidato l’Entella ad un’ottima prima parte d’andata, solo un po’ scalfitta da una fase calante nelle ultime settimane. Ma le vecchie volpi non stanno a guardare, se è vero che tra chi lotta per la A i nomi di Marino e di Castori sono presenti con merito. Facile aggiungere a loro il decano dei decani, quel Novellino esperto in imprese, ma il suo lavoro ad Avellino è appena agli inizi e la condizione di partenza era davvero difficile. Rimandato, quindi, al girone di ritorno.

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Semplici: in mano sua la Spal vola

LE DELUSIONI – Non semplice fare dei nomi singoli per quelle che sono le delusioni di questa prima metà di torneo. Difficile, per esempio, trovare un distinguo nel disastro di Trapani, dove sembra proprio tutto il collettivo ad essere collassato, ma, se proprio si deve fare un nome, viene spontaneo quello di Petkovic, autentica sorpresa del girone di ritorno dello scorso campionato, che, giunto a gennaio in Sicilia, fu l’autentico mattatore dell’attacco granata, e che in questa stagione sembra letteralmente non pervenuto, al punto che la società siciliana lo ha già ceduto. Ma anche in casa avellinese è difficile trovare un vero responsabile principe che si distingua nel grigiume generale, anche se, forse, una maggior mano da Castaldo ci se la sarebbe potuta attendere. Per quello che riguarda le panchine, ovviamente, non si fa fatica a nominare Cosmi come la maggior delusione del girone d’andata, per non essere riuscito a trovare un bandolo ad una matassa che si annodava ogni giornata di più e che ha portato al suo esonero, dopo essere stato nel Gotha la scorsa stagione per aver portato lo stesso Trapani ad un passo dalla A. Ma diversi sono stati i fallimenti poco attesi, e i precoci esoneri sono lì a testimoniarlo: il mago dei giovani Drago non è riuscito a dare un’identità al Cesena, portandolo, nel rapido volgere di qualche mese, dalla partecipazione ai play off alla lotta per i play out; l’attesissimo Stellone, reduce dalla A col Frosinone, cui il Bari affidava i suoi sogni di alta classifica, non ha mai trovato una continuità degna di nota per il Bari, costringendolo ad un incerto galleggiamento ad un passo dai play off; l’esperto english man Sannino, cui Lotito affidava le chiavi della sua Salernitana per guidarla ad una stagione da protagonista, di inglese ai campani ha regalato solo il grigiume tipico delle giornate londinesi, autocassandosi, poi, grazie ad un’infelice uscita che gli ha inviso la piazza, figlia della frustrazione di mesi vissuti nel limbo del non gioco.

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Petkovic. il simbolo di un fallimento

IL RE DELLE DELUSIONI – Ma la delusione più grossa del torneo di B arriva da… uno che in B non c’ha praticamente giocato. Sì perché ad inizio stagione uno dei protagonisti più attesi era Pietro Iemmello, attaccante dello Spezia. Bomber grande protagonista al Foggia, portato ad un passo dalla promozione in B a suon di gol, tornava alla squadra aquilotta dal prestito e da più di un autorevole opinionista sportivo veniva indicato come uno dei sicuri protagonisti di questa stagione. Per lui si preventivava un campionato alla Lapadula, con buone prospettive per la sua squadra e un gran ritorno d’immagine per lui. Il calciatore, però, che non aveva mai legato con la piazza ligure (inspiegabilmente, visto che i tifosi riponevano grande fiducia in lui, almeno all’inizio), ma che aveva cominciato la stagione già con una marcatura, segnando il gol vittoria contro il Modena in Coppa Italia, ha deciso di bruciare le tappe, accettando  di buon grado il trasferimento al Sassuolo in A, abbandonando la cadetteria dopo una scampolo di partita alla prima giornata. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: in neroverde, dove era pure fuori dalla lista europea, Iemmello ha giocato fin qui solo scampoli di partita, collezionando pochi minuti e tante insufficienze in pagella. Solo la soddisfazione di un gol anche piuttosto importante, che ha regalato tre punti agli emiliani, ma che non ha cambiato il suo status di panchinaro sottoutilizzato. Così, ora, dopo 6 mesi, il giocatore sembra aver buttato una stagione (visto che per leggi federali non potrà giocare in squadre diverse da Sassuolo o Spezia), ha compiuto un enorme passo indietro, ha frantumato una vetrina che lo attendeva con vista sulla notorietà ed ora dovrà ripartire. E chi ne ha pagato di più, oltre allo Spezia, cui il problema del gol è stata una delle pecche di stagione, è stata tutta la B che ha perso uno dei suoi sicuri protagonisti da copertina.

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La prima, e unica, apparizione di Iemmello in maglia bianca in stagione

Ora si riparte. Tra pochi giorni il carrozzone della B si rimetterà in moto. scopriremo chi di questi si confermerà per il girone di ritorno, chi subirà una flessione, chi sparirà dai riflettori. Vedremo se tra i delusi ci sarà chi troverà una nuova spinta, magari con un’altra casacca addosso, e se tra i nuovi acquisti, provenienti, magari, dalle serie inferiori, ci sarà il nuovo protagonista del girone di ritorno. Come detto più di una volta, sta per cominciare quasi un nuovo campionato. Tutti pronti a conoscerne le star.

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